UNA DONNA ALLA GUIDA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

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Parte già avvantaggiata la nuova direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde perché ella stessa rappresenta un forte motivo di discontinuità con il passato, dopo lo scandalo a fondo sessuale del suo predecessore, Dominique Strauss-Kahn, che ha incrinato l’immagine dell’istituzione. La Lagarde è infatti la prima donna chiamata a guidare il Fondo dalla sua costituzione nel 1944 in seguito agli accordi di Bretton Woods.

Con la  nomina della Lagarde, che giunge dopo un processo di selezione durato cinque settimane conclusosi solo nelle ultime ore dopo aver ottenuto l’appoggio della Cina e degli Stati Uniti, è stata rispettata la tradizione non scritta in base alla quale la guida del Fmi spetta a un europeo con una particolare predilezione per i francesi visto che la Lagrade sarà l’undicesima direttrice generale e la quinta francese a ricoprire il ruolo. L’Eliseo ha accolto con soddisfazione la nomina soprattutto perché, dopo Strauss-Kahn e in vista dell’uscita di Jean-Claude Trichet dalla Banca Centrale Europea (Bce), la Lagarde consente alla Francia di preservare un posto importante a livello mondiale, con una delle cariche più potenti al mondo. Il plauso è venuto anche dal presidente della commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, il quale dovrà incontrare presto la Lagrade per lavorare sulla crisi del debito dei paesi membri.

Compito non facile quello che spetta alla direttrice della maggiore potenza finanziaria globale. L’ente globale sta infatti giocando un ruolo sempre più centrale nella gestione della crisi economica mondiale, con decine di miliardi di dollari in prestiti concessi ai paesi in sofferenza finanziaria, primi fra tutti quelli europei. La gestione della crisi del debito dei paesi europei e della tutela della stabilità dell’unione monetaria dell’euro è infatti la sfida principale che il Fondo e la sua direttrice devono affrontare nell’immediato. Ma è proprio la centralità della questione europea tra le priorità del Fondo in questo momento che ha fatto suscitare un grande clamore intorno alla nomina della francese Lagrade accusata dai suoi oppositori di essere filoeuropeista proprio per via delle sue origini europee. Ciò non toglie che la priorità di una istituzione come il FMI sono la stabilità economica e finanziaria mondiale e tale obbiettivo non può essere perseguito se una delle aree economiche più importanti verrà lasciata sola di fronte all’incalzare della crisi economica.

La Lagrade dovrà continuare inoltre lungo la via già intrapresa dal suo predecessore e proseguire la riforma del Fmi, che, come ella stessa ha dichiarato in una intervista rilasciata dopo l’elezione, deve essere «più efficace, efficiente e legittimo. Il Fmi deve puntare a una crescita più forte e sostenibile, alla stabilità macroeconomica e a un futuro migliore per tutti». «Il ministro Lagarde con la sua esperienza e l’eccezionale talento saprà dare al Fmi una forte leadership – ha affermato il segretario al Tesoro, Timothy Geithner – in un momento così critico per l’economia mondiale».

L’incarico partirà dal prossimo 5 luglio e sarà quinquennale. Dopo la poltrona della direzione del FMI un altro appuntamento importante spetta ad un’altra organizzazione internazionale di
, che nominerà un nuovo direttore la prossima estate.

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