Sorpresa: le banche etiche vanno meglio delle altre

con una crescita del 25% in due anni e un giro d'affari di 23 trilioni di $ le banche etiche registrano performance da record

0 309

Novembre è stato eletto mese della finanza etica. E l’8 novembre il network delle principali Banche etiche e sostenibili attive nel mondo, ossia la Global Alliance for Banking on Values (GABV) ha lanciato la campagna I am #bankingonvalues (Io sono #finanzaetica). Il che vuol dire che 54 istituzioni finanziarie che gestiscono oltre 163 miliardi di dollari, operando in Asia, Africa, Australia, Sud e Nord America, Europa, servendo 50 milioni di clienti grazie ad oltre 60.000 lavoratori, hanno mobilitato i loro stakeholders per divulgare il loro “credo” in una finanza diversa da quella turbocapitalista.
Come? Ecco alcuni esempi delle decine di eventi con cui Banca Popolare Etica – l’unica italiana del network – ha scelto di celebrare in tutta Italia il mese della finanza etica. Una proiezione nella sede delle Acli di Gallarate di un film che racconta gli esiti di un progetto a favore di ragazzi coinvolti in processi penali; la sponsorizzazione della mostra del fumettista Zerocalcare organizzata al Maxxi di Roma; lo spettacolo teatrale “Di che Pil sei?” di Maria Giulia Campioli a Ferrara; il seminario “Afroitalian power initiative” in programma a Modena presso MB Center.
E poi ancora seminari, cineforum, dibattiti in cui al centro della discussione c’era sempre un tema di fondo: la possibilità di realizzare crescita economica, valorizzazione del risparmio dei singoli e delle famiglie, senza necessariamente dover ricorrere a sofisticati strumenti finanziari, senza centellinare il credito alle imprese minori, senza cedere alla tentazione di investire risorse in business discutibili sotto il profilo morale, come quelli riguardanti le armi, la pornografia, il tabacco, oppure quelli non attenti alla salvaguardia dell’ambiente.
Il 2 novembre scorso al Salone dell’editoria sociale a Roma c’è stato un confronto aperto tra Alessandro Messina, direttore generale della banca, ed un folto pubblico di visitatori interessati a comprendere i confini del business della finanza sostenibile. E’ emerso che il trend dell’attenzione verso questo diverso modo di fare banca – inaugurato in Italia esattamente 20 anni orsono proprio dalla Banca Popolare Etica, fondata da alcune realtà del mondo non profit – è in crescita e sperimenta i primi passi di espansione internazionale.
Messina ha spiegato che la diversità dell’investimento etico è nel suo essere “paziente” e nel privilegiare sicurezza e progressività al posto della performance rischiosa con ritorni immediati. Ha poi risposto alle domande del pubblico in sala, sostenendo che l’educazione finanziaria è importante ma bisogna stare attenti che essa non diventi un sistema di difesa dei banchieri tradizionali: va istruito l’utente dei prodotti finanziari rendendolo capace di capire quali scelte vengono effettuate dalle banche nella gestione del suo denaro.

Alessandro Messina

A proposito, – ha suggerito Alessandro Messina ai policy tale makers – ci vorrebbe un’autority indipendente messa in grado di monitorare gli effettivi requisiti di eticità delle banche sedicenti sostenibili (al riguardo l’emendamento 111 bis al Testo Unico del 2016 è troppo vago) e quali operazioni effettivamente esse mettono in atto. Per capirci: non basta inserire una suora nel consiglio d’amministrazione ad esser certi che la banca di turno, magari operando con ottime intenzioni, non investa ad esempio in Cina o negli Usa dove è prevista la pena di morte.
Che l’investimento etico sia sempre più conveniente di quello tradizionale è ormai assodato. Il più attendibile monitoraggio sul settore, effettuato dalla “ Global sustainable investment review”, ricorda che le masse di capitali gestiti con attenzione alla responsabilità sociale e ambientale sono cresciuti in due anni del 25%. Hanno superati i 23 trilioni di dollari, di cui la oltre la metà, il 53%, in Europa, e presto probabilmente arriveranno nuovi record. In Italia gli investimenti sostenibili, che escludono settori come armi, tabacco, porno, secondo Eurosif dati ammontano a 569 mld di euro.
Le banche etiche dal canto loro registrano performance invidiabili. Una fotografia scattata dalla GABV nel 2015 rivela che se si effettua una proporzione con riferimento agli attivi di bilancio le banche etiche erogano quasi il doppio del credito rispetto alle banche di sistema: 75,2% per le banche sostenibili; 39,6% per le “too big to fail”. Oltretutto esse si sostengono grazie alla raccolta di risparmio dalla clientela senza bisogno di attività speculative. Un dato al riguardo: i depositi su totale attivi rappresentano il 78% per le banche etiche e sostenibili contro il 49% delle grandi rivali.
Le banche sostenibili hanno una solidità patrimoniale maggiore rispetto alle banche di sistema: il rapporto tra capitale e totale degli attivi in percentuale è pari per loro al 7,9% contro un 6,9% per le “too big to fail”. Gli impieghi crescono più rapidamente nelle banche etiche: nel periodo 2010-2014 hanno registrato in media una crescita pari al 12,2% contro lo scarno 5,4% dei principali colossi finanziari. Anche la capacità di attrarre risparmio è cresciuta molto di più nelle banche etiche che nel periodo hanno registrato nell’insieme un incremento della raccolta pari al 12% contro quello delle altre, fermo al 5,9%.
Pure la crescita del capitale sociale le ha premiate: è stata molto più marcata nelle banche etiche che nel periodo considerato dalla ricerca si è sviluppata dell’11,8% contro il 3,5% nelle altre. Forte di questi dati il network Gabv – nel quale per il nostro Paese figura soltanto Banca Etica – si ripropone oggi sul mercato come fattore di riflessione per i politici, come esempio per le altre istituzioni finanziarie e come alternativa appetibile per i risparmiatori e le imprese. Siamo di fronte a un paradigma che farà voltare pagina ad un sistema così pieno di contraddizioni?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: