Sogin: smantellato a Latina l’edificio turbine della centrale nucleare

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La Sogin ha concluso lo smantellamento dell’edificio turbine della centrale nucleare dismessa di Latina, e per l’occasione l’amministratore delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha incontrato il sindaco di Latina, Giovanni Di Gioregi, consegnandogli, per ricordo, un frammento della turbina di bassa pressione. I lavori di smantellamento erano iniziati nell’agosto 2012

L’edificio turbine della centrale era un edificio in cemento armato lungo 128,5 metri,  largo 35,5 ed alto 24, ed ospitava le turbine dell’impianto: tre principali e due ausiliarie. I 120 mila metri cubi del vecchio edificio hanno “prodotto” circa 14.000 tonnellate di cemento: un peso equivalente a quello del ponte di Brooklyn.

Lo scorso dicembre la Sogin ha inoltre emesso i bandi di gara per la riqualificazione dell’area antistante il pontile, già demolito nel 2011, che sosteneva la presa d’acqua della centrale, ad alcune centinaia di metri dalla riva.

E’ la fine, un po’ malinconica, del sogno di Enrico Mattei, che oltre mezzo secolo fà aveva  puntato anche sull’atomo nel tentativo tenace di rendere l’Italia autosufficiente sul piano energetico a supporto del suo sistema industriale essenzialmente manifatturiero.

La centrale nucleare di Latina, la cui costruzione iniziò nel 1958, fu la prima realizzata in Italia ed era per il 75% dell’Agip nucleare e per il 25% dell’Iri. Realtà anch’esse sparite, ed i cui nomi evocano il periodo in cui l’industria pubblica in Italia era protagonista e motrice del “miracolo economico”.

Quando entrò in funzione nel 1963 coi suoi 220 MW la centrale nucleare di Latina era la più potente d’Europa. In quegli anni il Paese divenne rapidamente il secondo in Europa per sviluppo dell’energia nucleare. Ora, avendovi rinunciato dal 1986 , l’energia elettronucleare la importiamo dalla Francia.

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