Prelievo automatico: l’ultima beffa del governo Letta

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Aggiornamento al 19 febbraio 2014

Dopo un settimana di polemica è stato deciso il dietrofront sulla discussa norma del prelievo automatico del 20% sui bonifici provenienti dall’estero. Gli importi eventualmente già prelevati saranno nuovamente accreditati sui conti dagli stessi intermediari finanziari. A sostenerlo è il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Tale norma tuttavia non viene cancellata ma soltanto sospesa fino a luglio. www.lafinanzasulweb.it seguirà la vicenda e terrà informati i propri lettori.

 

 

Il primo febbraio scorso, in applicazione di un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate (n. 151663  del 18 dicembre 2013), è entrata in vigore la norma che consente il  prelievo fiscale automatico del 20% sui bonifici provenienti dall’estero per le persone fisiche.

La misura,  già prevista dall’articolo 4 del dl n. 167 del 29/8/90, convertito con L. n. 227/1990, come modificato dall’art. 9  comma I, lett. C) della L. 6 agosto 2013, n. 97 obbliga le banche  ad applicare la maxi ritenuta sui bonifici esteri da destinare all’erario. Il prelievo è il risultato della decisione del governo Letta di considerare ogni flusso di denaro proveniente dall’estero e diretto a persone fisiche italiane come una componente reddituale imponibile, rendendo così automatica la presunzione che qualsiasi flusso di denaro diretto verso le persone fisiche sia frutto di evasione fiscale. Starà poi al singolo contribuente l’onere di dimostrare, documenti alla mano, che tali flussi non rappresentano redditi imponibili e quindi assoggettabili a tassazione.

Al di là dei deleteri effetti economici che la norma in questione avrà, va sottolineato come tale provvedimento  ribalti il secolare principio giuridico dell’onere della prova, imponendo al cittadino di dimostrare la propria innocenza.  Il governo Letta  ha così aggiunto  alle sue numerose  insufficienze e carenze un provvedimento  più che inutile fortemente dannoso per tutto il sistema economico nonché lesivo della dignità delle persone, ritenute aprioristicamente evasori.

 Prevedendo un aumento delle operazioni amministrative a carico dei singoli professionisti ha aggravato il già difficile rapporto tra il cittadino e la vasta e farraginosa macchina burocratica dello Stato.

Aumentando il carico fiscale in capo al cittadino ha inserito un forte disincentivo al rimpatrio dei capitali detenuti all’estero. Se con il governo Berlusconi il rimpatrio dei capitali era tassabile del 5% in seguito al cosiddetto scudo fiscale, con il governo Letta tale vessazione è cresciuta smisuratamente fino al 20%.

Il prelievo automatico e preventivo è uno strumento che l’agenzia delle entrate ha acquisito in seguito alla precedente provvedimento del direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, attuativo delle disposizioni dell’articolo 11, commi 2 e 3, del Dl 201/11, convertito con modificazioni dalla legge 214/11 , secondo il quale gli intermediari finanziari (elencati all’articolo 7, sesto comma, del Dpr 29 settembre 1973, n. 605, già obbligati alla comunicazione all’anagrafe tributaria prevista dal provvedimento del 19 gennaio 2007 tra cui banche, Poste italiane, intermediari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio e società di gestione del risparmio) erano obbligati a segnalare i propri correntisti per permettere all’Agenzia delle entrate di censire e osservare i singoli movimenti di tutti i conti correnti dei cittadini italiani. Con il provvedimento del governo Letta si compie il passo successivo e definitivo del prelievo automatico. Ora il quadro è completo.

La Commissione europea è stata chiamata a valutare la questione da due interrogazioni: la prima per iniziativa di Tino Rossi (gruppo del Ppe con Forza Italia) e la seconda per iniziativa di Claudio Morganti (che fa parte del gruppo degli euroscettici Eld, con il movimento «Io cambio»). Le interrogazioni sono state poste denunciando possibili violazioni dei Trattati, in relazione alla libera circolazione dei capitali e agli accordi che vietano la doppia imposizione. Si attende ancora la risposta della Commissione la quale si pronuncerà solo dopo aver valutato le conseguenze pratiche del provvedimento e pertanto non certo in tempi brevi.

In attesa che l’Europa si pronunci, i singoli cittadini italiani sono invitati a non attendere passivamente gli eventi e, al contrario, a denunciare e far sentire la propria disapprovazione nei confronti di provvedimenti progressivamente sempre più lesivi della loro autonomia, libertà e dignità. L’invito pertanto è quello di non attendere silenti. Una azione civile potrebbe già essere quella di condividere sui social network questo articolo e tutti quelli che come il nostro denunciano l’ennesima norma vessatoria ai danni del cittadino contribuente.

 

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