Piercamillo Davigo: In Italia violare la legge conviene

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Piercamillo Davigo celebra quest’anno i 40 anni di servizio in magistratura; un percorso articolato e fatto di vari incarichi (tra cui quello di componente del pool di Mani Pulite) di crescente responsabilità fino all’attuale, di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione.
La sua lunga esperienza professionale maturata sul campo lo ha portato a conoscere fin nei dettagli più minuziosi il (non) funzionamento della macchina della giustizia in Italia,individuandone con cura le criticità e le fragilità.
E questo libro, fresco di stampa, con l’ausilio di dati statistici ufficiali e inconfutabili, impietosamente mette in evidenza le disfunzioni croniche che non sembrano risparmiare alcun settore della giustizia nel nostro Paese : da quello civile, al tributario, all’amministrativo e allo stesso penale.
Con uno stile comunicazionale serrato e particolarmente efficace il lettore, scorrendo le pagine di questo piccolo libro, si trova coinvolto anche emozionalmente, oltreché intellettualmente, nei gravi problemi che affliggono e zavorrano la giustizia italiana .
Una lettura che lascia l’amaro in bocca a quanti credono nel valore della legalità ; valore che viene fortemente ridimensionato nella sua incisività sulla nostra società da pregiudizi culturali socio-economici che si accompagnano alle inefficienze del sistema.
Basti citare le pagine dedicate al tema dei condoni che con inopinata frequenza sono stati disposti in Italia nel corso delle diverse legislature, o anche quelle relative ad un’applicazione perlomeno discutibile dell’istituto della prescrizione; o, infine quelle concernenti le inefficienze incredibili mostrate nel campo della riscossione delle sanzioni amministrative, per avere l’impressione di ritrovarsi in un punto di ”non ritorno” della giustizia del nostro Paese.

Piercamillo Davigo “In Italia violare la legge conviene “ , Laterza , Bari , 2018

Eppure, forse, questo volumetto può prestarsi anche a una lettura in positivo, se interpretato come punto di partenza da porre all’attenzione di coloro che vengono chiamati a reggere la cosa pubblica, se vorranno riaffermare con i fatti di avere come proprio paradigma operativo il rispetto delle regole.
Solo una debole fiammella di speranza per le persone oneste di questo Paese, che non sono poi così poche? Probabilmente sì! Ma, comunque, una fiammella che ci si augura non venga definitivamente spenta da quanto ripreso da Davigo da un Salmo e posto a conclusione di questo libro:

“ho invidiato i prepotenti, vedendo il successo dei malvagi“

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