No ai brevetti di piante ottenute con tecniche tradizionali

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Il Parlamento ha approvato, giovedì, una risoluzione non legislativa secondo cui il divieto di brevettabilità dei prodotti ottenuti mediante tecniche di selezione convenzionali, è essenziale per stimolare l’innovazione, per la sicurezza alimentare e per le piccole imprese. I deputati, sorpresi dalla decisione dell’Ufficio europeo brevetti di concedere brevetti su tali prodotti, chiedono alla Commissione di chiarire con urgenza le norme UE esistenti e di tutelare l’accesso dei costitutori al materiale biologico.

I deputati ricordano che la selezione vegetale è un processo innovativo praticato dagli agricoltori e dalle comunità agricole sin dalla nascita dell’agricoltura. Inoltre, ritengono che l’accesso al materiale biologico sia essenziale per stimolare l’innovazione e lo sviluppo di nuove varietà, al fine di garantire la sicurezza alimentare a livello globale, far fronte ai cambiamenti climatici e impedire la nascita di monopoli. La risoluzione approvata con 413 voti favorevoli, 86 voti contrari e 28 astensioni, stabilisce che i prodotti ottenuti dai procedimenti essenzialmente biologici, come piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni, dovrebbero quindi essere esclusi dalla brevettabilità.

Il Parlamento chiede alla Commissione di chiarire con urgenza le norme UE esistenti, in particolare la direttiva UE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, e di tramettere questi chiarimenti all’Ufficio europeo brevetti (UEB), così da assicurare che i prodotti ottenuti con tecniche di riproduzione convenzionali non possano essere brevettabili. Inoltre, i deputati hanno insistito affinché l’UE e gli Stati membri debbano garantire l’accesso e l’utilizzo del materiale ottenuto mediante procedimenti essenzialmente biologici per ottenere varietà vegetali.

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