Luxottica: un primato mondiale che ha le radici nel XIII° secolo e si proietta nel futuro

Con un fatturato di oltre 9 miliardi, un utile netto che supera il miliardo,è presente nei cinque continenti in oltre 150 Paesi

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Per quanto risulta agli storici gli occhiali da vista sono nati in Italia, e più precisamente nella repubblica di Venezia, orientativamente nella prima metà del XIII secolo. Nel 1284 nei “Capitolari delle arti veneziane” già si distingueva tra occhiali da vista ( roidi da ogli ) e lenti d’ingrandimento ( lapides ad legendum ). E’ dunque un doppio motivo di un orgoglio se oggi è un’azienda italiana, e per di più nata proprio in Veneto, ad essere leader a livello mondiale nella produzione di occhiali. Parliamo, ovviamente, di Luxottica. Con un fatturato di oltre 9 miliardi di euro ed un utile netto che supera il miliardo, presente in oltre 150 paesi nei cinque continenti, la multinazionale veneta è, per fatturato, la prima azienda italiana che opera nel campo della moda (considerando che gli occhiali che produce recano i nomi delle “griffes” più prestigiose).
Un eccellenza italiana a tutti gli effetti, anche perché a tutt’oggi la maggior parte degli impianti produttivi continuano a essere nella zona di Belluno, con tanti saluti alla delocalizzazione.

Puntando sulla qualità non serve delocalizzare

Una scelta che, evidentemente, punta a vincere sul mercato in virtù della qualità tutta italiana del prodotto, piuttosto che a competere abbassando il costo della mano d’opera. E se la sfida potrebbe apparire ardua, in epoca di globalizzazione dei processi produttivi, sono i numeri a testimoniare chiaramente il successo di Luxottica.
Ma parlare di Luxottica semplicemente come di una azienda del settore della moda sarebbe alquanto riduttivo. Certo, è indiscutibilmente vero che lo stile tipicamente italiano, la ricercatezza estetica del prodotto e un marketing in grado di identificare ovunque il marchio con l’idea di eleganza e qualità sono elementi chiave nel successo commerciale del colosso di Agordo, ma l’elemento tecnologico non riveste minore importanza.
Se fino a poco tempo fa l’aspetto innovativo (legato a un costante lavoro di ricerca tecnologico-scientifica) riguardava principalmente i materiali utilizzati, che dovevano avere caratteristiche estetiche e funzionali di eccellenza, oggi l’innovazione è legata soprattutto agli aspetti hi-teck delle nuove tecnologie digitali.

Gli occhiali come i telefonini: diverranno “intelligenti”

Probabilmente in un futuro molto prossimo avverrà per gli occhiali un processo simile a quello avvenuto, negli scorsi due decenni, con i telefoni. Gradualmente il telefono è passato dall’essere un oggetto non portatile e utilizzabile esclusivamente per comunicare vocalmente, all’essere un oggetto portatile, in grado di inviare messaggi di testo, poi in grado di trasmettere video oltre che suoni, e ancora uno status symbol, oggetto di stile e tendenza, fino a divenire, con i dispositivi attuali, un oggetto in grado di svolgere una enorme quantità di funzioni, che utilizziamo continuamente nel corso della giornata, da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto, per comunicare, per leggere il giornale, per comprare, per trovare un indirizzo. La miniaturizzazione dei nuovi dispositivi consente di inserirli in oggetti anche molto piccoli, e presto potremo leggere il giornale o vedere il derby direttamente sui nostri occhiali di tendenza.
E’ facile capire che non si tratta solo di un mercato potenziale enorme, ma anche di un ambito strategico per il Paese, visto che l’Italia, che pure era all’avanguardia in tutti questi campi, non ha oggi nessuna grande azienda nei settori telefonico ed informatico, che oggi per molti aspetti ricoprono il ruolo di industria chiave che nei decenni passati aveva ricoperto il settore automobilistico.
Essere leader mondiale nella produzione di nuovi occhiali intelligenti (oltre che di grande tendenza) garantirebbe al nostro Paese di tornare nel gruppo di testa dei produttori di nuove tecnologie, in un economia globale dove tendenzialmente i prodotti ad alto valore tecnologico aggiunto sono gli unici che possono essere davvero competitivi rispetto alle merci provenienti dalle nuove economie emergenti.

Le prtnership con Intel e con Google

Luxottica fa il suo ingresso in questo affascinante settore grazie ad alcune importanti partnership, in particolare con Intel e con Google.
Il colosso californiano ha lanciato nel 2014 i suoi google glasses, dedicati al grande pubblico, che però, sia per alcuni limiti tecnologici (in particolare riguardo la durata della batteria) sia per il costo notevole non hanno ottenuto il successo di pubblico sperato. Nel 2017 viene però lanciato il progetto di occhiali “smart” professionali “glasses at work” che si sta rivelando un grande successo.
I limiti tecnologici stanno venendo superati velocemente e il costo del prodotto è in discesa. E’ solo questione di tempo prima che gli occhiali smart divengano un prodotto di consumo di massa.
L’interesse per questo ambito è d’altronde testimoniato dal fatto che a raccogliere la sfida lanciata da Google con gli smart glasses ora è Microsoft, con i suoi HoloLens che sono stati presentati nel 2015, e sono stati messi in commercio nel 2016.
L’azienda di Bill Gates ha annunciato che nel 2019 uscirà la nuova generazione a prezzi più economici rispetto agli attuali 2500 dollari.

La fusione col colosso francese Essilor

Quello degli occhiali dunque, si tratti degli smart glasses del futuro o dei comuni occhiali da sole o da vista, è un mercato che su scala mondiale vale 100 miliardi di euro. in continua crescita e con potenzialità enormi.
E di questo mercato Luxottica sarà protagonista assoluta, anche grazie alla fusione, recentemente approvata, tra l’azienda di Del Vecchio e il colosso francese Essilor, leader mondiale delle lenti oftalmiche.
Il matrimonio tra Essilor e Luxottica farà nascere un gigante aziendale integrato nel campo dell’ottica. Leonardo Del Vecchio sarà presidente esecutivo e primo socio, con una quota tra il 31 e il 38%.
“ un player integrato dedicato alla cura della vista e a creare un’esperienza di livello superiore per il consumatore” ha commentato Del Vecchio, aggiungendo che “Insieme, Essilor e Luxottica saranno in una posizione migliore per offrire una risposta ai bisogni relativi alla vista di 7,2 miliardi di persone, 2,5 miliardi delle quali non hanno ancora accesso a una correzione visiva”.

La più grande catena di negozi del mondo

Il gruppo nascente non solo sarà per giro d’affari il maggiore a livello mondiale, ma possiederà anche la più grande “catena” al dettaglio di negozi in tutto il mondo, oltre 8000, tramite cui commercializzare i propri prodotti.
E proprio questo modello di business verticalmente integrato è una delle ragioni del successo planetario di Luxottica.
Inizialmente, infatti, l’azienda produceva semilavorati, per poi passare alla produzione di occhiali finiti e, successivamente, alla loro commercializzazione. Questo modello di business, che prevede oggi che il 90% dei passaggi produttivi siano svolti direttamente in azienda, si è rivelato vincente, e in epoca di delocalizzazione Luxottica, in controtendenza, ha trasferito in Italia alcune attività prima svolte all’estero.
Vero made in italy, insomma, in un tempo in cui molti brand che si fregiano del marchio italiano producono i propri prodotti prevalentemente all’estero.

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