La mano invisibile

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Sul piano della scienza economica cominciò con von Hayek, e soprattutto con Milton Friedman; sul piano politico furono però la Tatcher e Ronald Reagan a trasformare le ipotesi dei due economisti in politiche di governo.

Era l’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, e il mondo occidentale non se la passava poi tanto male.

“Per star bene, stavo bene; per star meglio feci cura, feci cura e giaccio qui”, come era scritto su una lapide. La cura fu appunto quella del tatcherismo e della “reaganomics” che cominciò in quegli anni, ed è andata avanti a dosi crescenti. Gli ingredienti di quella terapia ricostituente? Monetarismo e supply-side, cioè stimoli non più alla domanda, ma all’offerta, riduzione delle tasse, fede totale nel mercato e nella sua “mano invisibile”, liberismo divenuto poi “globalismo”,  privatizzazioni, “deregulation” e “stato minimo”.

“Il governo non è la soluzione dei nostri problemi, è il problema”, sentenziava Reagan.

Come è andata a finire? Il debito pubblico degli Stati Uniti all’avvento di Reagan e di Greenspan  a  capo della Fed era di 786 miliardi di dollari; Obama insediandosi alla Casa Bianca ha trovato un “buco” di circa 10.000 miliardi. E qualcuno pensa addirittura che Greenspan l’abbia fatto apposta, cioè col segreto proposito di  far collassare la Fed e tornare  alla parità aurea. Intanto il prezzo dell’oro dai 35 dollari l’oncia dell’inizio degli anni ’70 è salito a circa 1.500 dollari. E c’è chi ipotizza che possa arrivare addirittura a 5.000.

All’insegna della “deregulation” si è scatenata la speculazione finanziaria, inventandone una più del diavolo. Accanto al sistema bancario tradizionale è cresciuto un “sistema ombra” che sfugge a regole e controlli. Finché tre anni fa il castello di carta è crollato,  minacciando di far collassare l’economia del mondo intero. Persino negli Stati Uniti lo Stato è dovuto intervenire massicciamente, per salvare alcune banche dal tracollo.  E ancora non siamo fuori dalla crisi.

Grazie al liberismo globale la Cina cresce a tassi del 10% all’anno, mentre l’economia dell’Occidente langue, aumenta la disoccupazione, si accresce il divario sociale tra ricchi e poveri, tra giovani ed anziani. S’invoca ormai da più parti il ritorno alle regole.

Ma non c’era la “mano invisibile” a regolare lei provvidenzialmente il mercato? C’era, c’era. Ma si è fregato tutto.

 

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