La creatività italiana sbarca a Miami (in chiave di business)

All’Art Basel di Miami l’installazione di SOBE - una statua che farà parlare di sé - sulla centralissima piazza antistante il tempio ebraico Emanu-El.

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Per il sistema Italia il posizionamento economico sul mercato statunitense continua ad essere un obiettivo irrinunciabile, tanto da meritare che nulla sia lasciato di intentato per penetrare sempre più a fondo in uno dei mercati più importanti del mondo, quello degli USA. E com’è logico in questa prospettiva si percorre ogni via possibile per sottolineare, in terra americana, le doti creative del genio italico.
L’ultima occasione che si è prestata a questo scopo è stata, la scorsa settimana, la Miami Art Basel 2018, una kermesse che dal 1970 catalizza, tra i grattacieli costruiti sulla più famosa costa della Florida, gli appassionati d’arte di tutto il mondo, finendo inevitabilmente per trasformarsi in un’agenda d’affari multimilionari che combinano arte e finanza in un cocktail sopraffino.
Ciò spiega perché due giorni fa per l’installazione di SOBE – una statua che farà parlare di sé – sulla centralissima piazza antistante il tempio ebraico Emanu-El, con il rabbino che celebrava l’accensione dell’Hannukkah, c’erano il console generale d’Italia, quello d’Israele, il sindaco di Miami, galleristi e collezionisti. La festa era spirituale, artistica ma anche economica, tecnologica, di dialogo commerciale.
SOBE sta per South Beach: è l’acronimo usato da tutti per indicare il cuore di Miami. Le sue quattro lettere sono state avvicinate tra loro con la O sistemata in modo trasversale come in LOVE – la famosa scultura dell’artista Robert Indiana riconosciuta come icona d’amore in tutto il mondo – in una scultura di 3 metri per 3 dai vivacissimi colori rosa e ciclamino.

La realizzazione è merito di un team di due italiani. Claudio Ciaravolo e Valerio Spinaci. Il primo è un artista noto in tutto il mondo per l’eco avuta da alcune sue provocazioni. Esempio? La maglietta con su disegnata la cintura di sicurezza, creduta da milioni di persone davvero in vendita sulle bancarelle napoletane, ma stampata in soli 100 esemplari poi acquisiti da musei d’arte contemporanea.
La sua nuova performance ha preso corpo grazie alla partnership con Valerio Spinaci un giovane avvocato d’affari, attivo sia negli Usa che in Italia, impegnato a Miami come manager anche nel settore immobiliare, ma assai sensibile a ciò che si muove attorno al mondo dell’arte e del design, soprattutto se collegato al business.
“Non a caso, condividendo lo spunto creativo di Claudio Ciaravolo – ha dichiarato Spinaci a Lafinanzasulweb – oltre a pensarlo proiettato in nuove possibili occasioni ho ritenuto quasi inevitabile coinvolgere nell’articolazione dei modi di riproduzione di quest’opera di creatività tutta italiana, grazie all’attenzione del presidente Vincenzo Boccia, anche la Confindustria”.

Di creatività italiana ora parleranno sicuramente le diverse centinaia di partecipanti all’evento ed i curiosi e i turisti che si sono diligentemente messi in fila per scattare un selfie ai piedi di questo nuovo piccolo grande monumento destinato a diventare un simbolo di Miami, ma anche della presenza creativa degli italiani che vivono e lavorano tra i suoi grattacieli

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