Investimenti pubblici: perché è essenziale la valutazione

i criteri di razionalità indispensabili per trasformare gli investimenti nella crescita in un saggio di Luigi Marsullo

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Quello degli investimenti pubblici è un capitolo di spesa essenziale per lo sviluppo dell’economia e per la crescita del benessere della popolazione. La cultura dell’austerità, egemone nell’Unione Europea negli scorsi anni, ora, finalmente, viene lentamente superata, anche in ragione degli effetti recessivi e socialmente dannosi che ha dimostrato. Tuttavia a pesare sul crollo degli investimenti della pubblica amministrazione, che si è tradotto, tra l’altro, in una diminuzione della qualità e della quantità delle nostre infrastrutture, non sono soltanto i vincoli imposti da Bruxelles, ma anche l’incapacità di gestire la spesa pubblica in base a criteri economicamente razionali ed efficaci.
Il Prof. Luigi Marsullo, Economista ed Esperto di Valutazione degli investimenti in infrastrutture, che ha operato in questo settore in vari Paesi e presso la Commissione Europea, che i lettori de “la Finanza” ben conoscono per i preziosi contributi che negli anni ha dato alla nostra testata, nel suo nuovo saggio ANALISI COSTI E BENEFICI DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI, spiega come orientare gli investimenti infrastrutturali in base a criteri di efficienza e razionalità economica.

Vi riportiamo di seguito la presentazione che il Prof. Paolo Savona, attuale Ministro per gli Affari Europei ha fatto del Saggio del Prof. Marsullo.

Il Prof. Marsullo con il Ministro Savona

In questo nuovo saggio Analisi costi-benefici degli investimenti pubblici, Luigi Marsullo pone in evidenza che cosa occorre fare per introdurre nel comparto della spesa pubblica per investimenti criteri di razionalità economica basati su una dettagliata analisi costi-benefici, al fine di massimizzare il rendimento nell’uso delle risorse eternamente scarse.
L’obiettivo del lavoro è di presentare le linee guida peruno schema di “Valutazione, controllo e tracciabilità degli investimenti pubblici”, processo del tutto sottostante ad una attenta analisi costi-benefici.
La ratio della pubblicazione è quella di stabilire un parallelismo tra la situazione che, insieme, avevamo affrontato agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso e quella che si deve affrontare oggi a distanza di un trentennio: come togliere gli investimenti pubblici dalle secche causate dalle ristrettezze finanziarie dovute agli squilibri del rapporto debito pubblico/PIL (il Prodotto Interno Lordo) che oggi, contrariamente ad allora, sono per giunta oggetto di precisi impegni di riduzione presi in sede europea.
L’interpretazione di fondo, che tuttora condivido con Marsullo, è che la caduta degli investimenti pubblici non sia dovuta in misura prevalente alla scarsità di risorse finanziarie, ma all’incapacità di mobilitare quelle potenzialmente disponibili all’interno, in Europa e sui mercati internazionali perché non si vuole ammettere che la loro scelta debba essere affidata alla valutazione del rendimento economico e sociale di questi investimenti e al controllo minuzioso dell’esecuzione, tracciandone il percorso dal momento della proposta a quello dell’attuazione e del collaudo.
E’ molto importante che le scelte pubbliche debbano essere sottoposte a valutazioni basate su criteri di razionalità economica, e non solo a valutazione delle istanze sociali.
Spero che questo saggio serva ad attirare nuovamente l’attenzione sull’assoluta necessità di riprendere l’esperienza interrotta, per evitare che la politica di austerità divenga solo una politica di aumento delle tasse e tagli della spesa concentrati dal lato degli investimenti, invece che una valutazione dell’uso razionale delle risorse del Paese da distribuire tra spesa pubblica e privata sulla base del rispettivo saggio di rendimento interno, sia pure corretto dalle istanze sociali.
Tagliare la spesa che rende di più per proteggere quella che rende di meno è errore grave di politica economica, alla cui base vi è l’ignoranza delle implicazioni di un procedere in modo indipendente da questa conoscenza perché ancora non si crede nell’importanza dello strumento.
Solo la valutazione, il controllo e la tracciabilità degli investimenti in tutti i campi della spesa pubblica sconfigge la scarsità dei mezzi finanziari mobilitati.

Paolo Savona, Ministro per gli Affari Europei

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