Gruppo Monrif:riduce l’indebitamento

(e QN-Quotidiano Nazionale è divenuto il giornale più letto in Italia)

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A fronte di una crisi dei quotidiani che dura ormai da anni, il Gruppo Monrif, che edita Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno ed Il Telegrafo, chiude in leggero disavanzo e conferma una capacità di resistenza maggiore di quella media del mercato

Quella della carta stampata appare sempre più come una crisi epocale. I giornali in particolare devono confrontarsi con l’informazione, magari piena di “fake news”, ma immediata ed interattiva di Internet, e soffrono visibilmente. Non fa eccezione il Gruppo Monrif, che edita tre testate ormai storiche: “Il Resto del Carlino” a Bologna, “La Nazione” a Firenze, “Il Giorno” a Milano, ed ora anche “Il Telegrafo” a Livorno, e QN, il quotidiano nazionale sinergico comune alle quattro testate.
Ma, ecco il punto, il Gruppo Monrif, e la controllata Poligrafici Editoriale, mostrano una capacità di resistenza alla crisi ed alla congiuntura avversa nettamente superiore a quella media del mercato dei quotidiani.

Una strategia vincente

E’ il risultato, questo, di una scelta strategica risultata vincente: quella cioè di conservare le differenti testate salvaguardando la loro vocazione localistica ed il radicamento territoriale, unificandone però l’informazione nazionale in un fascicolo -QN- cui è stata data la testata di un singolo ed unico giornale, riducendo i costi ed accrescendo l’immagine.
Mentre la diffusione degli altri pur blasonati giornali è arretrata anno dopo anno, Il Quotidiano Nazionale, grazie alla sua maggiore capacità di resistenza, connessa ad un forte radicamento locale, ha finito così col diventare il quotidiano giornalmente più venduto in edicola (fonte ADS) e lo scorso anno ha conquistato un ulteriore importante primato: il primo posto tra i giornali generalisti cartacei più letti, con una media giornaliera di due milioni di lettori (fonte Audipress).
Ed è una sinergia quella di QN- Qutodiano Nazionale con testate radicate nel territorio che tende ad espandersi, con intuibili ulteriori effetti sulla sua diffusione. Come abbiamo accennato, dall’8 luglio 2017 è stato rieditato a Livorno lo storico quotidiano “Il Telegrafo”, con il dorso esterno dedicato all’informazione locale, con aggiunti i due fascicoli sinergici di QN e QS, dedicati rispettivamente all’informazione di carattere nazionale ed a quella sportiva.
L’iniziativa di Livorno è stata, tra l’altro, la riprova che una testata locale accompagnata al fascicolo sinergico d’informazione nazionale ha un “appeal” maggiore della semplice cronaca locale di una testata pur prestigiosa. La nuova veste de “Il Telegrafo” infatti ha avuto in edicola vendite del 40% superiori a quelle che registrava l’edizione locale de “La Nazione”.
Sempre su questa linea è stato raggiunto un accordo con l’editore de “la Città”, quotidiano diffuso a Salerno e provincia, che contempla dal novembre scorso la distribuzione di QN-Quotidiano Nazionale in abbinamento con la testata salernitana.

Eventi non ricorrenti

Prima di esporre i dati consolidati del bilancio Monrif occorre premettere che nel 2017 esso è stato condizionato anche da una serie di eventi non ricorrenti.
Più in particolare: nel mese di dicembre vi è stata la cessione alla collegata Rotopress International della partecipazione che Monrif aveva nella GEP (Grafica Editoriale Printing). Tale operazione ha fatto emergere una minusvalenza di 3,2 milioni, che sommata al risultato consuntivato dalla GEP sino al momento della cessione, ha avuto sui risultati di bilancio un effetto negativo pari a 4,4 milioni di euro, evidenziato alla voce “Risultato delle attività dismesse”. E’ stata inoltre appostata in bilancio la svalutazione, per 1,7 milioni di euro, di un immobile destinato ad uso alberghiero, onde adeguarlo al presumibile valore di una sua vendita.
E’ stata perfezionata infine la scissione della controllata E.G.A. Emiliana Grandi Alberghi in due società: la E.G.A Grandi Alberghi e la E.G.A. Immobiliare, e quest’ultima è stata poi fusa, assieme alla sua controllata Eucera srl con Monrif spa.
L’operazione non ha avuto effetti sul bilancio consolidato, ma la Capogruppo, concentrando su di sé la proprietà degli immobili, ha iniziato da quest’anno a percepire i canoni di affitto in base ai valori di mercato. Inoltre la scissione e la successiva fusione, accorciando la catena di controllo, sono volte al conseguimento di una maggiore efficienza gestionale e finanziaria e ad un risparmio nei costi.

I risultati economici

Ed eccoci infine ai risultati del conto economico consolidato.
I ricavi complessivi ammontano a 160,7 milioni di euro, a fronte dei 167,3 del precedente esercizio. Di essi 76,9 milioni costituiscono ricavi editoriali.
Abbiamo già sottolineato come, a fronte di una grave crisi dell’editoria e della stampa quotidiana in particolare il Gruppo Monrif manifesti una capacità di resistenza superiore a quella del mercato. Ecco le cifre che lo confermano ancora una volta: nell’esercizio 2017 i ricavi editoriali del Gruppo sono diminuiti del 7%, ma quelli del mercato dell’8,6%.
I ricavi pubblicitari, pari a 55 milioni, sono rimasti pressoché in linea con quelli del 2016 (-0,7%). Più in dettaglio: la raccolta pubblicitaria locale sui quotidiani del Gruppo , pari a 32,9 milioni, segna un decremento del 3,6%, (quella media del mercato accusa un calo quasi doppio, cioè del 6,7) .
La raccolta nazionale poi, pari a 15,2 milioni, evidenzia un aumento del 3,8% rispetto al 2016; il mercato ha registrato invece una pesante variazione negativa del 9%.
Va sottolineato che a partire dal 1 marzo 2017 la raccolta pubblicitaria è rientrata all’interno del perimetro del Gruppo, dopo essere stata affidata per circa 4 anni alla RCS Media Group SpA. Un esperimento che si stava rivelando negativo: nei primi due mesi dell’anno la raccolta segnava un regresso pesante: – 24%. Col rientro da marzo la flessione è stata quasi completamente riassorbita, pur permanendo nel mercato pubblicitario uno scenario nettamente negativo.
Da sottolineare anche la sempre più incisiva presenza del Gruppo Monrif nell’editoria informatica. Ad un anno dal completo rifacimento tecnologico e grafico delle sue “proprierties” digitali, esse hanno realizzato a fine anno una media mensile di circa 24 milioni di visite con 78 milioni di pagine viste. Ed anche la raccolta pubblicitaria dei siti riconducibili al brand Quotidiano.net comincia ad assumere importanza tutt’altro che marginale: essa è cresciuta nel 2017 di un ulteriore 4,5%, fruttando 5,2 milioni di euro, pari a quasi il 10% dell’intera raccolta pubblicitaria.
Sono cresciuti anche i ricavi alberghieri, pari a 18 milioni di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto all’esercizio precedente. I ricavi di prodotti collaterali, pari a 1,8 milioni, segnano una lieve flessione rispetto ai 2 milioni dell’esercizio precedente, mentre gli altri ricavi, che comprendono servizi di stampa per conto terzi, affitti, ricavi diversi e sopravvenienze attive sono risultati pari a 9 milioni, a fronte dei 10,7 registrati l’anno prima.

I costi ed il “mol”

I costi operativi assommano a 79,9 milioni, lievemente inferiori agli 80,6 consuntivati nel 2016. E decresce anche, in misura più marcata (3,5 milioni), il costo del lavoro, sceso a 65,9 milioni.
Risulta così un margine operativo lordo consolidato di 15,2 milioni, rispetto ai 17,5 del precedente esercizio.
Dedotti ammortamenti per 9,7 milioni, svalutazioni per 2,4 milioni ed accantonamenti per 0,8 milioni, il risultato operativo è positivo per 2,2 milioni, a fronte dei 3,1 del 2016.
La gestione finanziaria ha comportato oneri netti pari a 3,8 milioni, in lieve riduzione. Al conto economico si aggiunge poi la perdita delle attività dismesse per un importo complessivo pari a 4,3 milioni.
Tirando le somme il bilancio 2017 registra una perdita consolidata di 3,7 milioni.
Resta da dire della posizione finanziaria netta. L’indebitamento è sensibilmente diminuito: da 95,7 milioni al 31 dicembre 2016 a 84,4 alla stessa data del 2017, grazie essenzialmente alla riduzione da 13,6 a 3 milioni dell’indebitamento finanziario per leasing. Inoltre vi è stato un suo notevole consolidamento: i debiti a breve termine sono diminuiti infatti da 63,7 a 53,5 milioni, mentre l’indebitamento per mutui ed i debiti finanziari a medio e lungo termine sono aumentati da 18,4 a 27,9 milioni.

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