Giovani, nuovi poveri

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Mai come in questi ultimi tempi da Padoa-Schioppa alla Fornero si è assistito ad un attacco verbale tanto diretto e intempestivo alla popolazione più giovane italiana, accusata di non voler trovare lavoro e di vivere a spese di mammà fino a oltre i 40 anni. Una simile accusa non può che essere rimandata al mittente poiché è un chiaro segnale di inadeguatezza della classe dirigente, sia essa politica o tecnica. Non è facile giustificare agli occhi dell’opinione pubblica una serie di sperequazioni politicamente non volute, mentre è ben più facile metterle in conto alle generazioni più giovani “sfaccendate” e “viziate”. L’impoverimento individuale e l’appiattimento dei redditi non si contrasta a parole sconnesse e schizofreniche. La redistribuzione fiscale se non attuata mediante politiche economiche lungimiranti rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri, vecchi e nuovi.

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