Fonsai e Milano Assicurazioni: prima un rialzo da record, poi nella tempesta della borsa

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Sembravano destinate a scivolare sempre più in basso nelle quotazioni di Borsa, e qualcuno già cominciava a mormorare che l’”avventura” della famiglia Ligresti nel mondo delle assicurazioni si avviava al tramonto. Poi mercoledì 29 giugno lo scenario è mutato all’improvviso. Fonsai e Milano Assicurazioni sono state protagoniste di una rimonta  clamorosa: in una sola seduta infatti Fonsai ha recuperato il 23,18%, e l’azione è risalita a 2,71 euro, mentre Milano Assicurazioni ha riguadagnato addirittura più del 50%, balzando a 0,44 euro, in un frenetico intrecciarsi di contrattazioni ( rispettivamente sei ed otto volte la media giornaliera dell’ultimo mese).Gli analisti ed i commentatori– presi tutti in contropiede- si sono sbizzarriti nel cercare una giustificazione a questa travolgente inversione degli “umori” del mercato. Alcuni hanno tirato in ballo l’“effetto Grecia”: Fonsai ha in portafoglio grossi pacchetti di titoli finanziari (Generali, Mediobanca, Unicredit), che sono i più esposti ai rischi di “default” di Atene, e beneficiano invece delle prospettive di una soluzione del problema del debito greco che cominciano ad emergere.

Un’altra presunta motivazione per il poderoso recupero dei titoli assicurativi della famiglia Ligresti è di carattere tecnico: Milano Assicurazioni e Sai Holding hanno venduto i diritti di opzione riguardanti 11 milioni di azioni Fonsai , non potendo le azioni proprie prendere parte all’aumento di capitale. Parte di tale cessione è avvenuta fuori mercato, e l’acquirente sarebbe un investitore istituzionale inglese. Riducendosi così l’offerta dei diritti la loro quotazione in un giorno è aumentata del 45% per Fonsai, ed è addirittura raddoppiata per Milano Assicurazioni.

A questi livelli ci sarebbero anche azioni di ricopertura dei ribassisti che avevano venduto allo scoperto. Ma la spiegazione più semplice (e più evidente…) è un’altra: i “fondamentali” delle due società non giustificavano quotazioni così depresse: i primi a rendersene conto sono stati gli investitori istituzionali, che hanno ricominciato a comprare. Constatato il “giro di boa”, tutti gli altri si sono accodati in massa.

Poi e’ sopraggiunta la tempesta sul mercato azionario italiano, che ha investito soprattutto i titoli finanziari, e Fondiaria con essi, ma mentre scriviamo il recupero e’ gia’ iniziato.

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