FISCO, UN’ESTATE DI PASSIONE

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C’è una atmosfera di attesa e di indeterminatezza che pervade questa estate incerta non solo da un punto di vista metereologico . Si è in attesa di un segnale da parte della politica italiana in relazione alla riforma del Senato, ad esempio. Tutti voglio dare un segnale di rinnovamento laddove i meccanismi istituzionali sono costosi e fumosi. Ma da quel fronte sembra tuttavia che la strada di riforma sia ancora impervia e incerta.

Una riforma è stata invece attuata, anzi una vera rivoluzione, ma occorre attendere almeno il prossimo autunno per comprendere la portata del cambiamento e soprattutto i suoi effetti , siano essi positivi o nefasti. Parliamo della riforma del fisco. 

Sotto l’appellativo di “Fisco Amico”, così chiamato dal nuovo direttore dell’Agenzia Rossella Orlandi in audizione al Senato lo scorso 29 luglio, si cela una rivoluzione nei rapporti tra i cittadini e l’ente chiamato a riscuotere i tributi, l’Agenzia delle entrate appunto. L’idea di fondo sta nel fatto che l’Agenzia delle entrate sulla base della enorme mole di informazioni che ha già raccolto negli anni passati e che si accinge a raccogliere non solo dalle dichiarazioni dei redditi, ma anche dall’anagrafe dei nostri conti correnti bancari e da tutti i movimenti che le vengono segnalati puntualmente dalle banche, creerà una dichiarazione dei redditi precompilata che invierà al cittadino, il quale potrà modificare o accettare in toto. Tuttavia solo nel secondo caso, ovvero solo quando il contribuente accetterà senza modifiche la dichiarazione dei redditi precompilata, potrà ritenersi al sicuro da eventuali accertamenti fiscali. In caso contrario, gli accertamenti fiscali non saranno più su basi presuntive, ovvero non si presupporrà più l’evasione salvo prova contraria, e questo rappresenta se non altro una conquista di civiltà. Anche il redditometro, infernale strumento che rafforzava appunto il principio dell’inversione dell’onere della prova, e che permetteva di calcolare i redditi presunti sulla base delle spese effettuate verrà abbandonato sostanzialmente nella sua culla.

Si procederà con l’incrocio delle differenti banche dati a disposizione del Fisco dai conti correnti bancari ai quali già si è fatto cenno, alle carte di credito alle spese sanitarie effettuate con il codice fiscale e a tutte quelle spese in tal modo tracciate. È auspicabile che in questa rivoluzione nei rapporti tra il cittadino e il Fisco entrino anche delle novità relative alle spese che possono essere detratte dal calcolo finale delle tasse. Infatti, all’aumentare del numero di spese detraibili aumenta naturalmente l’atteggiamento complice del contribuente della richiesta di fatture e, quindi, in via del tutto naturale e senza tensioni sociali o caccia alle streghe, si contrasta l’evasione. Altro sistema infallibile e privo di rischi sociali è quello della riduzione della pressione fiscale . All’aumentare della percentuale di tasse sul reddito aumenta più che proporzionalmente l’incentivo all’evasione. Tale affermazione non discende esclusivamente da complessi calcoli econometrici, ma più propriamente da semplici considerazioni di buon senso.

 

 

Vedremo cosa accadrà il prossimo autunno, quando si metterà mano ai conti pubblici e a eventuali manovre correttive. Potremmo anche essere sorpresi chissà da una impennata di buon senso e da una modifica non solo da un punto di vista formale tra fisco e cittadino, ma anche del tutto sostanziale in termini di minori tasse.

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