Fermare gli sbarchi: una proposta concreta per “aiutarli a casa loro”

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Quello dei migranti, profughi o meno, che sbarcano in Italia è ormai divenuto un problema che angoscia tanto i cittadini quanto la classe politica. I due approcci fino ad oggi “egemoni” nel dibattito pubblico alla questione appaiono per molti versi impercorribili o controproducenti. Chi sostiene infatti la necessità di accogliere non è in grado di risolvere i problemi che la presenza di un numero enorme di persone prive di mezzi, di possibilità di trovare un’occupazione e di un alloggio causa. L’idea che sia lo Stato a doversi sobbarcare il loro mantenimento è economicamente folle e socialmente insostenibile in un Paese in cui la disoccupazione giovanile è al 40% e un numero crescente di cittadini non arriva a fine mese. Anche l’idea opposta, quella del respingimento muscolare è di difficile attuazione oltre che moralmente problematica. Serve dunque un’alternativa che consenta ai migranti di evitare il viaggio, pericoloso e costoso, verso l’ex eldorado europeo. Ma quale? Antonio De Martini, esperto di questioni internazionali e di Paesi arabi si fa portavoce di una proposta innovativa che contribuirebbe a ridurre il numero di persone che tentano di raggiungere le nostre coste.

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