Dopo le elezioni si va a consolidare un’Italia tripolare (e la frammentazione politica continua)

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Dopo la fine della Prima Repubblica il sistema politico italiano si è orientato verso un bipolarismo “obbligato”, che prevedeva una “democrazia dell’alternanza” tra due poli, quello di Centrodestra e Centrosinistra come già avveniva nella maggior parte dei Paesi europei. Le due maggiori forze politiche inoltre puntavano a sostituire il modello bipolare (in cui erano presenti partiti minori in entrambe le coalizioni) con un sistema bipartitico all’americana. I risultati delle elezioni ,da qualche anno a questa parte, tuttavia, hanno mostrato l’impossibilità di ridurre la complessità politica italiana a due macro aree, e non solo non si è andati verso un bipartitismo, ma è anche entrato in crisi il bipolarismo destra-sinistra, (ammesso che queste categorie abbiano ancora qualche significato). Oggi l’Italia appare un Paese caratterizzato da un tripolarismo, con un polo riformista (egemonizzato dal PD) , un polo contrapposto, (che oggi vede la Lega di Salvini come forza trainante) e il Movimento 5 Stelle che si conferma una forza stabile ed significativa del panorama politico. Ma all’interno del centrodestra e del centrosinistra appaiono all’orizzonte ulteriori frammentazioni e divisioni: con una “cosa rossa” che sta nascendo alla sinistra del PD e in polemica con esso e un partito conservator ”repubblicano” sul modello americano, che nell’ambito del centrodestra vorrebbe contendere la leadership alla Lega, orientandosi su posizioni molto lontane da quelle di Salvini. Insomma il quadro politico italiano appare sempre più articolato ed instabile.

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