Dalla BEI 70 milioni alla Piaggio per ricerca e sviluppo di scooter, veicoli e moto sempre più ecocompatibili

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Per il triennio 2016- 2018 la Piaggio ha elaborato un programma di investimenti volto ad offrire sul mercato scooter, motociclette e veicoli commerciali sempre più eco-compatibili, caratterizzati cioè da più bassi livelli di consumi e di emissioni inquinanti, nonché più sicuri ed affidabili.

Ciò comporta, naturalmente, un notevole impegno di ricerca e sviluppo, per sostenere il quale  la Banca Europea per gli Investimenti ha concesso alla Piaggio un finanziamento di settanta milioni di euro. Il relativo contratto è stato firmato alcuni giorni or sono . Il finanziamento ha una durata di sette anni e riguarda esclusivamente i progetti dedicati alla ricerca ed allo sviluppo che saranno realizzati negli stabilimenti italiani della Piaggio (la società di Pontedera, com’è noto, è ormai una multinazionale che ha stabilimenti di produzione oltreché in Italia in India, Vietnam, Cina e Centri di ricerca negli Stati Uniti).

Per la Banca Europea degli Investimenti l’accordo siglato con la Piaggio rientra  in un ambito che costituisce  uno dei filoni principali della sua attività, cioè il supporto  finanziario allo studio, alla progettazione ed alla realizzazione di tecnologie meno inquinanti e più efficienti nel settore dei trasporti, con  l’obbiettivo di contribuire  in tal modo alla riduzione dell’emissione di gas serra derivante dalla circolazione dei veicoli alimentati a benzina o gasolio.

Per il Gruppo Piaggio il finanziamento molto competitivo da parte della BEI, oltre all’allungamento della vita media del debito, consentirà di supportare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative (compresi i propulsori elettrici) la riduzione  nei consumi dei motori termici, nuovi concetti di mobilità,  nuove interfaccia tra guidatore e macchina, protocolli di comunicazione e connessione al web.

Un piccolo, ma significativo esempio di questa linea di ricerche innovative è dato dalla Wi-Bike Piaggio, che è assai più di una semplice bicicletta elettrica. Essa infatti può essere utilizzata con tre diverse modalità di erogazione dell’energia; dopo  le fermate ai semafori consente  partenze senza sforzo; si adatta alle pendenze del terreno,  erogando più energia in caso di salite e meno se la strada è in discesa;  può connettersi con lo smartphone e ricaricarlo; ha un’autonomia di 120 chilometri, è protetta da un antifurto GPS che in caso di furto manda  un messaggio sullo smartphone; un codice personale, se attivato, può bloccare il motore; con un’applicazione si può monitorare il ritmo cardiaco e visionare il consumo di calorie. Insomma: la semplice bicicletta è divenuta un concentrato di tecnologia, e soprattutto un mezzo che consente di circolare nelle nostre caotiche metropoli senza sforzo e senza inquinare.

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