Come un incubo, come un sogno: il nuovo libro di Paolo Savona

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di Luigi Marsullo

Nell’estate 2018, Paolo Savona, in vacanza in Sardegna, ha presentato alla stampa questo lavoro che è una “memorialia di mezzo secolo di storia di un economista libero, come l’autore ama definirsi, ma anche la moralia che ne ha tratto. Le vicende interne e internazionali intercorse tra la prima crisi della bilancia dei pagamenti italiana del 1963 e la Grande recessione iniziata nel 2008 sono state definite “un incubo”, termine mutuato dall’Ulisse di Joyce. Esse si sono incrociate con le numerose vicende personali dell’autore che, essendo inattese e ricche di conoscenza, lo inducono a definirle per lui “un sogno”. Lo scopo del lavoro è di trarre da questo incontro di fatti e di esperienze insegnamenti utili per affrontare problemi di natura economica di interesse generale, ma anche di presentare la sua produzione scientifica e riflettere sul significato avuto dalle sue scelte di vita, dalla Banca d’Italia, alla cattedra universitaria, alla presidenza di banche e imprese, dalla direzione generale di importanti ministeri, al Governo del Paese da Ministro dell’Industria. Dalla dovizia di studi ed esperienze trae due conclusioni sul perché l’Italia si dibatta in una grave crisi di crescenza e di identità: l’eccessiva ricerca della rendita da parte dei cittadini, che la politica asseconda, e la sistematica violazione della “regola della legge” a causa di una cultura individuale e sociale difettosa. La terapia che suggerisce travalica i temi dell’economia e approda ai lidi della scuola e dell’educazione, ritenute l’unico veicolo per consentire di raggiungere un’Italia e un’Europa migliori.” Ricordo di aver conosciuto Paolo Savona leggendo i Suoi articoli molto chiari a partire dal 1968, sulla rivista Nuovo Mezzogiorno, Nel Mese, etc. quando ero ricercatore e poi docente nell’Istituto di Economia Politica dell’Università di Bari. In questi anni cominciavo a scrivere anche io su queste riviste, cimentandomi con i problemi dello sviluppo del Mezzogiorno. Gli articoli di Savona erano molto impegnativi perché erano quasi sempre critici del funzionamento dello Stato, sicuramente molto meridionalisti e normalmente “contro corrente” e molto onesti e trasparenti. Sicuramente tali articoli mi influenzarono notevolmente, tanto che anche io cominciai a scrivere sullo sviluppo dell’Italsider di Taranto e del rapido sviluppo agroindustriale del Metaponto. Quest’ultimo argomento mi fu suggerito in occasione del soggiorno di studio in Puglia e Basilicata dal Professor Harold Burger – Chairman del Dipartimento di Economia della Columbia University di New York, nonché noto economista statunitense accreditato e apprezzato anche al Dipartimento di Stato – che nel 1969 decise di dedicarsi, nel suo anno sabatico, per incarico dell’OCSE e della Banca Mondiale, allo studio del sostenuto sviluppo agricolo e agro-industriale delle aree costiere depresse del Mediterraneo, a cominciare dal famoso “Progetto Metaponto”, che rappresentava in quegli anni il fiore all’occhiello dell’Italia e che era stato finanziato dalla Banca Mondiale.
La mia collaborazione con Paolo Savona si concretizzò nel 1982, quando fui chiamato a contribuire alla costituzione del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici, al Ministero del Tesoro Bilancio con Paolo Savona segretario generale della programmazione economica Le mie frequentazioni con i lavori di Savona, continuarono nei decenni successivi con alcune mie recensioni dei suoi numerosi saggi, quali “Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi – Il caso Italia”, del 2012, etc. La mia collaborazione con Savona riprese nel 2013 quando l’attuale Ministro per i Rapporti con L’Europa presentò al CNEL il mio saggio sulla valutazione, controllo e tracciabilità degli investimenti pubblici. E’ davvero difficile mantenere costantemente il filo con tutte le pubblicazione di Savona, quali “J’accuse. Il dramma italiano di un’ennesima occasione perduta”, del 2015 e “Dalla fine del laissez-faire alla fine della liberal-democrazia”, del 2016, etc. e i suoi numerosi apprezzati contributi a livello nazionale e comunitario. Quest’ultima fatica del Professore, stampata nel marzo 2018, rappresenta davvero una guida puntuale di mezzo secolo di storia economica e politica italiana, che si lascia leggere molto volentieri e rapidamente. Anche se la terza ristampa propone questo pregevole saggio come l’autobiografia che fa tremare l’Europa.

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