All’unanimità il Senato chiede più controlli sulle agenzie di rating

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Senato della RepubblicaTutti d’accordo al Senato, Pdl, Pd, Terzo Polo e Lega su una mozione (primo firmatario il sen. Andrea Augello) che  sollecita interventi a tutto campo nei confronti delle agenzie di rating. Si sono astenuti soloi 13 senatori dell’Italia dei Valori. Nessun voto contrario

La mozione sollecita il governo su molti fronti. In primo luogo quello di sostenere nell’Unione Europea la creazione di un’Agenzia indipendente che giudichi sull’affidabilità creditizia dei Paesi dell’Unione, emettendo un rating sul loro debito sovrano.

Ma si richiede anche  maggior controllo sulle Agenzie di rating  attualmente operanti ed una maggior trasparenza dei loro giudizi, denunciando le condizioni di monopolio in cui esse attualmente operano, gli errori di valutazione di cui spesso si sono rese responsabili(emblematica la crisi dei mutui subprime), l’inadeguatezza dell’attuale disciplina sui conflitti d’interesse concernenti le Agenzie e gli effetti destabilizzanti dei loro giudizi, non raramente viziati da motivazioni non convincenti.

Quali i correttivi proposti nella mozione del Senato? Oltre alla creazione di un’Agenzia indipendente europea, una più precisa definizione giuridica del credit rating, volta ad una maggiore trasparenza delle analisi che conducono al giudizio finale;  regole più stringenti sulla possibilità di partecipazioni di maggioranza di privati nelle Agenzie di rating; incompatibilità tra emissione di rating e forniture di consulenza; divieto di partecipazioni incrociate tra le società di rating; rendiconto pubblico delle motivazioni analitiche che conducono all’attribuzione del rating e maggior peso assegnato all’economia reale; sanzioni di carattere pecuniario in caso di giudizi scorretti o gravemente viziati; abrogazione degli automatismi che legano ai rating le scelte d’investimento degli operatori finanziari; sottoposizione delle Agenzie di rating alla disciplina degli emittenti, modificando in tal senso il Testo Unico sull’intermediazione finanziaria.

E’ stata abbandonata invece la clausola che mirava a bloccare rating non richiesti.

Ma mentre il Senato, con una maggioranza pressoché totalitaria, che vede significativamente concordi destra, centro e sinistra, richiede di porre regole più stringenti e più trasparenti all’emissione dei “rating”, continua il bombardamento delle Agenzie sull’economia italiana. Dopo i “downgrading” di Eni, Terna, Cassa Depositi e Prestiti, Edison, di decine di banche, nonché di Regioni, Comuni e Province, si preannuncia ora un taglio da parte di Standard&Poor’s del rating dell’Enel, che dovrebbe scendere di un gradino dall’attuale A-, motivato col “deterioramento del mercato italiano dell’energia”, coll’incertezza delle politiche energetiche e con la sovraccapacità sia nel comparto gas che in quello elettrico.

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