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Home | ©2017 La Finanza sul Web | Articolo visto 2641 volte 05 aprile 2017

Tornare al gold standard per uscire dalla “trappola della cartamoneta”

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale, Primo Piano

“ Gold exchange standard “ e la trappola magica della carta moneta

 

 

di Fabrizio Pezzani*

 

Il 10 ed 11 Aprile si terrà  a New York  la International Conference on Business&Economic Development promossa dall’Accademy of Business and Retail Management di Londra. Il prof. Fabrizio Pezzani sarà uno dei cinque “key note Speakers” che introdurranno la discussione. Pubblichiamo in anteprima il testo del suo intervento, incentrato su un tema di bruciante attualità: l’inondazione di cartamoneta senza più alcun ancoraggio  ad un bene reale, dopo il crollo del sistema monetario internazionale del “gold-exchange standard” a seguito della dichiarazione d’inconvertibilità del dollaro in oro, annunciata dal presidentee degli Stati Uniti Nixon  nel ferragosto di  46 anni or sono.

 

* Economista, Professore Ordinario di programmazione e controllo all’Universita’ Bocconi di Milano, Membro del Consiglio Strategico SDA- Bocconi -School of Managment

 

 

1 ) La carta – moneta diventa infinita : i prodromi.

Oggi siamo  di fronte ad una sterminata massa finanziaria staccata dal reale misurabile , puramente virtuale ma con una concentrazione di potere   ed  una disuguaglianza globale senza precedenti nella storia dell’uomo . Questa finanza  ha come sottostante il nulla e diventa sempre più  una bolla  infinita ,  senza regole e fondamenti scientifici  in grado di dominare le scelte politiche e sociali dei paesi per interessi superiori . A differenza della storia passata in cui nei drammi delle guerre si potevano materialmente vedere i nemici ,oggi in un contesto virtuale si avverte un pericolo sfuggente senza capire bene da dove arriva perché  non si vedono eserciti schierati  .

La moneta ed il suo uso  sono forse la rappresentazione più diretta del conflitto perenne che agita l’animo umano combattuto tra la collaborazione solidale e l’individualismo fine a sé stesso che è l’anticamera della morte. La storia dell’uomo va di pari passo con la storia della moneta che simbolicamente può rappresentare uno strumento di solidarietà ma anche di dominio crudele  ; così l’uomo è perennemente sospeso tra la vetta del monte Sinai che rappresenta l’incontro dell’uomo con il divino ed il vitello d’oro che rappresenta il ritorno alla materialità della vita nei suoi aspetti deteriori che si fa schiava di un dio e , come dice la Bibbia nell’Esodo , lo venera .   

Il periodo dei miti della Grecia e della sua straordinaria produzione intellettuale affronta per primo e  con sistematicità il problema del rapporto dell’uomo con la moneta come strumento degli scambi così come la ricerca della identificazione in Dio , la “ hybris “ e l’onnipotenza , con i miti di Prometeo , Icaro e gli effetti sulla composizione di una società giusta .

Passano i secoli e le grandi riflessioni dei pensatori ma alla fine le risposte sembrano essere sempre sulla carta alla ricerca di un equilibrio tra moneta ed società giusta , nel  pensiero e sulla buona volontà ma come dice il proverbio “ la strada del male è lastricata di buone intenzioni “.

Così la ricerca di un equilibrio tra l’avidità speculativa e l’ordine sociale ha segnato la storia dell’uomo ed ha portato nel tempo alla ricerca di forme di stabilità negli scambi monetari in modo che la carta moneta e  gli strumenti finanziari usati per forme di assicurazione e speculazione fossero legati ad un controvalore reale. Per venire al nostro tempo ,  il “ gold  standard “ avviato negli anni che hanno preceduto la prima guerra mondiale è stata la prima forma di regolazione monetaria funzionale a dare stabilità ai cambi e valore alla moneta per l’equivalente reale che rappresentava  . In quegli anni Keynes si domandava come dare un risposta alla necessità di una forma di stabilità nei cambi per evitare che la speculazione finanziaria , abbandonando il “ gold  standard “ potesse diventare una miscela esplosiva per soffocare l’economia reale e lanciare le società nel baratro della depressione e dell’iperinflazione .Era ben chiaro per lui come dovesse essere necessario che la carta moneta avesse uno standard di riferimento , cioè in altri termini la sua emissione dovesse essere sempre legata ad un controvalore reale non avendo essa un valore in quanto tale.

Alla fine della seconda guerra mondiale le coscienze scosse dalla guerra come sempre portarono l’uomo alla ragione e gli accordi di Bretton Wood segnarono un punto di ripartenza per provare a stabilizzare i cambi ed ancorare la carta moneta ad un controvalore reale al fine di evitare ancora una volta le tempeste monetarie che l’avidità umana finisce per cavalcare disancorando tutto il sistema monetario dalla realtà . In pratica il sistema progettato a Bretton Woods era un gold exchange standard, basato su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte agganciate al dollaro , un sistema dollaro centrico , il quale a sua volta era agganciato all’oro ( 28 $ stampabili  per ogni grammo di oro).

2 )  Il salto nell’iperuranio della finanza virtuale : l’uovo di Colombo

Il periodo immediatamente successivo ,1948 – 1969 , fu  un periodo di boom sia economico che sociale con un sistema di cambi sostanzialmente fissi che consentivano anche una tenuta dei conti pubblici ; negli anni sessanta gli Usa ebbero il punto più basso del debito pubblico e l’Italia aveva un rapporto debito / pil al 32 % . Quel periodo definito da molti studiosi come la “ golden age “ cominciò a vacillare alla fine degli anni sessanta ed ebbe la sua svolta definitiva dal 1971 quando Nixon dichiarò la fine degli accordi di  Bretton Wood  e la convertibilità dell’oro  perché i  problemi interni avevano spinto ad una crescente stampa di carta moneta senza avere oro in giustificazione . In questo modo l’inflazione monetaria da surplus di liquidità finì per intossicare  tutto il mondo in una tempesta finanziaria che si sarebbe saldamente imposta dopo la caduta del muro di Berlino nel 1979 . L’apice della deriva mitologica viene raggiunto dal nobel di Lucas che fa nascere con i mercati razionali  la finanza – sacrale ed infinita  e staccata dal mondo reale finito che perde il ruolo  di bene di riferimento  . Questa finanza “mitologica “ si studia  solo con formulazioni matematiche che cancellano di colpo sia il ruolo dell’emozionalità dell’uomo nelle decisioni , sia il Dna dell’economia che si trasforma da scienza socialle e morale in una scienza positiva ed esatta contro ogni logica ed evidenza dei fatti . Da allora si intreccia un sistema di relazioni tossiche tra finanza politica ed un’accademia che s’accoda dando evidenza ad una sudditanza culturale che la rende corresponsabili dei disastri attuali .

La finanza deregolamentata ed infinita sarebbe diventata un immenso casinò i cui gestori illudevano persone e paesi   rendendoli sudditi con il debito sovrano. I grafici seguenti mostrano il cambiamento delle curve in quegli anni , l’esplosione della carta moneta , della finanza la diffusione della quantità di dollari in carta moneta a scapito del dollaro in oro , dei debiti pubblici che avrebbero funzionato da “ garrota “ per l’élite finanziaria dominante così come il debito privato esploderà dopo quegli anni  ; la finanza si era staccata dal mondo reale l’inflazione si sarebbe scaricata sugli altri paesi comel’Italia :

Da quel momento tutto segue un copione che viene ordinato e prestabilito , le riserve d’oro diventano non rilevanti rispetto alla moneta i cui quantitativi presso le banche centrali esplodono  così come diventa significativo il rapporto tra il valore di un’oncia d’oro ed il suo controvalore in oro e come l’andamento del suo prezzo dipenda dalle infinite speculazioni :

La finanza razionale troverà nei mercati dei derivati e nella deregolamentazione totale della finanza e con l’abolizione della “ Glass Steagall Act “ tutta la miscela esplosiva per realizzare il caos finanziario. .

 

Di fatto , con il livello di sistematica manipolazione dei mercati e del sistema monetario, i fondamentali economici sono fuori controllo, rendendo inutili le statistiche e le tendenze del mercato . I  seguenti grafici mostrano l’esplosione dei derivati , la concentrazione di ricchezza nelle banche d’affari e come la manipolazione degli strumenti finanziari possa definire i prezzi dei beni in modo assolutamente indipendente dalle loro quantità reali  :

Gli ultimi due grafici mostrano chiaramente la correlazione tra il prezzo del petrolio e l’andamento del dollaro , il primo è la variabile dipendente ed il  secondo, con il petrodollaro , è diventata la variabile indipendente . Quando il dollaro scende il prezzo del petrolio sale e viceversa , come si può vedere a parità di quantità fisiche il prezzo varia in funzione delle speculazioni in derivati  .

 

3) La trappola mortale della liquidità infinita e  dei mercati fintamente razionali

 

La finanza si distacca dall’economia reale ed il principio di economicità nel lungo tempo viene sostituito da quello di liquidità a breve frutto di un’applicazione dei criteri  della logica deterministica ad un contesto in cui vale solo la logica probabilistica   . Tutto viene visto in una logica di breve o di brevissimo tempo e la delocalizzazione è funzionale ad abbattere i costi di produzione con lavoro a basso costo ; la finanza globale consente di delocalizzare anche i guadagni nelle aree black-list e l’evasione delle imposte finisce nel dramma sociale di separare il capitale dal lavoro , a scapito di quest’ultimo , ma anche il capitale dai paesi come si vede nei seguenti grafici :

La delocalizzazione delle attività produttive brucia posti di lavoro nelle attività manifatturiere e sviluppa quelle dei servizi così la composizione del pil Usa cambia radicalmente trasformandosi in un immenso gestore di flussi finanziari che aumentano la disuguaglianza e sgretolano la tenuta del sistema sociale come possiamo vedere :

Si viene a formare una sorta di senato virtuale sovranazionale che opera al di fuori delle regole e del rispetto degli equilibri sociali ; l’attività manifatturiera che crea ricchezza viene allontanata , si perdono posti di lavoro , aumenta la disuguaglianza e le patologie sociali esplodono . Si comincia a compiere per dirla con Keynes “ l’eutanasia del redditiere “ , il sistema peggiora in continuazione a dimostrazione che il pensiero che ha creato il caos non può essere lo stesso pensiero che ci aiuta a venirne fuori ma diventa necessario affrontare il problema proprio là dove il sistema della finanza mitologica è stato reso indipendente dalla sua convertibilità ad un bene reale . Ritornare al “ gold exchange standard “ diventa l’unica via  attraverso cui passare per riportare in gabbia quella finanza che simbolicamente rappresenta l’ancestrale tigre dell’avidità umana .

 

3) Il ritorno al “ gold exchange standard “ : la fine del caos

 

Il crollo del settembre 2008 avrebbe potuto essere  la presa d’atto che un sistema era ormai alla fine e prendere atto di quanto drammatica fosse la creazione di una bolla non solo finanziaria ma soprattutto sociale che avrebbe dato il via al percorso tragico di una crisi dolosa  .L’unica cultura finanziaria era quella di inondare di liquidità i mercati da renderli governabili e manipolabili in funzione degli interessi da realizzare ; le relazioni tossiche tra Accademia , Politica e Finanza hanno continuato a mentire sui fondamentali di una scienza come l’economia che era stata trasformata in un casinò . Il disegno  sostenuto da una classe politica inetta e sprovveduta che ha pensato soprattutto a sopravvivere è stato innalzato a dogma dai “ media “ che si sono servilmente prestati a rappresentare i mercati razionali come un ‘ entità magica ed indiscutibile.

 

 La consapevolezza del problema ha spinto , però ,  vari paesi ad aumentare le riserve auree anche riportandole in casa da altri forzieri dove erano detenute come si può vedere dai seguenti grafici che mostrano lo scollamento negli Usa della moneta da un suo controvalore reale e la posizione di rafforzamento degli altri:

Come si può vedere esiste una crescente asimmetria tra l’infinita carta –moneta ed il suo controvalore reale ; la finanza Usa ha perso la battaglia per l’ultima tornata presidenziali che la vedeva forte sostenitrice della Clinton contro Trump eletto dai poveri sempre più intolleranti rispetto ad una disuguaglianza inaccettabile portata al collasso da una classe dirigente che non riesce più a mascherare il fallimento di un modello culturale . Il ritorno al “ gold exchange standard “ è nei fatti ma quanto più lenta sarà la sua percezione tanto più violenta sarà l’ordalia.

4) L’euro : una falsa misura che non misura .

La conseguenza più evidente dell’anomalia della moneta – carta senza valore è il dramma dell’euro e di ciò che rappresenta e di come la situazione attuale non possa continuare senza la scelta di un processo decisionale che porti alla difesa della moneta oppure ad un suo scioglimento per ripartire dalla saggezza antica dell’Europa e non dalla cecità opportunistica di una classe politica fallita .

Se la moneta non a valore in sé come si può pensare di usarla come unità di misura di società profondamente diverse per storia , religione , tradizioni  ,cultura..? Dopo la crisi finanziaria del 2008 si era pensato giustamente di aggiustare il senso della misura di un pil che già nel 1968 Robert Kennedy aveva definito come inutile misura del valore di un popolo . La commissione Sarkosy è durata l’espace d’un matin e così siamo tornati a delirare sul pil a sua volta costruito con valori monetari sistematicamente manipolati dalla finanza   .

Il processo di austerity   ha indebolito i paesi che già tanto avevano fatto per mettersi nei guai  ma senza sterilizzare una finanza infinita e ridimensionarla ; si è imposta l’austerity ma non è stata regolamentata la finanza tossica che ha continuato ad imperversare specie nella banca più importante della Germania , la DB , che si  è trovata sempre nel mezzo di operazioni illecite al punto da essere perseguita dalla vigilanza degli Usa .

Oggi siamo ad un bivio o difendiamo la moneta – euro modificando la sostanziale valutazione di società che non possono essere misurate da una misura che non misura ed sistematicamente manipolabile ;le riserve auree dei paesi europei nel complesso superano le 12.000 tonnellate contro le quasi 8000 tonnellate ufficialmente dichiarate dalla Fed ma senza un riscontro reale e certificato.

Le prime tra nazioni con la maggiore riserva di oro sono  la Germania con 3377 tonnellate, l’Italia con 2451 e la Francia con 2435 t.; in realtà l’oro della Germania è in gran parte custodito presso la Fed anche se ai suoi funzionari , per motivi di sicurezza , è stato impedito di vederlo . Ora se consideriamo le riserve auree di proprietà in casa l’Italia risulterebbe essere la prima assoluta  la sua “ vecchia lira “ oggi sarebbe più vicina ad una convertibilità in oro rispetto al “ marco “ tedesco.

Partire da una forma iniziale di convertibilità in oro della moneta europea la renderebbe più indipendente dalle speculazioni della finanza sovranazionale ; sarebbe necessaria un’agenzia di rating europea che tenga conto delle variabili sociali , una regolamentazione rigorosa della finanza tossica partendo proprio dalle banche tedesche ed infine la reintroduzione della “ Glass Steagall Act “ .

 

 

 

 

 

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