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Home | ©2017 La Finanza sul Web | Articolo visto 181 volte 07 settembre 2017

La tua giustizia non è la mia – Dialogo tra due magistrati in perenne disaccordo

Di Redazione  •  Inserito in: Ricerche e Studi

di Filippo Cucuccio

La sete di giustizia non è certo una caratteristica esclusiva della società contemporanea , come testimoniano le numerose pagine di filosofi , giureconsulti , educatori che , fin dall’antichità , si sono cimentati nel difficile compito di formulare risposte convincenti agli interrogativi che ruotano attorno a questo tema cruciale .

Ma anche recentemente quante volte di fronte a decisioni giudiziarie controverse si è parlato , a torto o a ragione , di giustizia vendicativa , di giustizia riparatrice , di giustizia compensativa ? In realtà , aumentando i dubbi in quanti cercavano di fare chiarezza sulle linee portanti dei sistemi giudiziari di diritto positivo .

Ecco , perché non stupisce la curiosità e l’interesse che hanno accompagnato l’uscita di questo libro scritto in forma dialogica da due magistrati di sperimentata onestà intellettuale e di comprovata competenza . Due magistrati , che si sono trovati a compiere percorsi operativi in comune , come nel caso dell’appartenenza al “ Pool di Mani Pulite “ , costituito presso la Procura di Milano nella prima parte degli anni ’90 del secolo scorso .

Lavorare fianco a fianco non ha certamente intaccato la loro indipendenza intellettuale , né contribuito a sanare  l’opinione spesso difforme sugli aspetti più significativi della giustizia , come testimoniano in modo autentico le pagine di questo libro con un titolo che sembra già preavvertire dei suoi contenuti marcatamente dialettici .

Lo stile vivace aiuta il lettore a scorrere le pagine in cui si alternano gli interrogativi più generali (quali : che cos’è la giustizia , la necessità di una riforma del sistema giudiziario , l’informazione e la giustizia , la corruzione , etc .) ad altri più specifici e puntuali : l’amnistia e l’indulto , la prescrizione , le operazioni sotto copertura , le intercettazioni , etc . Le risposte fornite sono il risultato , sia di un approccio ideologico sostanzialmente differente , nonostante alcuni apparenti punti di contatto nelle valutazioni espresse , sia  di un vaglio esperienziale di spessore , maturato sul campo , nel comune riconoscimento di un valore elevato da attribuire alla giustizia , quale indicatore significativo del grado di civiltà di un Paese .

Si giunge , così , al capitolo conclusivo contrassegnato da un titolo emblematico ,“ Le nostre giustizie sono veramente agli antipodi ?” , che , se da un lato non approda a un risultato finale certo , dall’altro stimola il lettore a prendere consapevolezza , al di là dei miti e dei totem , dei complessi problemi che si pongono nell’applicazione operativa della giustizia .

In definitiva , una operazione intellettualmente apprezzabile condotta da questi due magistrati , che merita attenzione e riconoscenza per l’impegno rigoroso e per la passione civile di cui sono ricche , oltre alle pagine di questo libro , le loro stesse vite  .

 

                                    

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Autore: Redazione » Articoli 670 | Commenti: 230

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