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Home | ©2017 La Finanza sul Web | Articolo visto 507 volte 31 ottobre 2017

Combattere la “corrosione” che divora dall’interno la chiesa e la societa’

Di Redazione  •  Inserito in: Edicola, Ricerche e Studi

Peter K.A. Turkson (con Vittorio Alberti) “Corrosione”, Milano, Rizzoli,2017

La ricerca del bene comune e non dell’interesse individuale  in un’ottica di lotta alla corruzione costituisce il filo conduttore di questo interessante libro di Peter K. A. Turkson, Cardinale e Arcivescovo Emerito del Ghana, chiamato da Papa Francesco alla guida del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale.

Il libro – intervista, curato da Vittorio V. Alberti, filosofo e officiale della Santa Sede nello stesso Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, è introdotto dalla prefazione di Papa Francesco, che spiega secondo il suo stile diretto come la corruzione, nella sua radice etimologica, definisca una lacerazione, una rottura, una caduta, una condotta antisociale tanto forte che spezza la validità delle molteplici relazioni su cui si fonda la vita umana: con Dio, con il prossimo e con l’ambiente.

La corruzione nasce da un cuore corrotto ed è una gravissima piaga sociale con ricadute significative a livello globale, essendo all’origine della povertà, del mancato sviluppo, della disoccupazione, etc.

La corruzione si manifesta, inoltre, attraverso la mondanità spirituale, l’ipocrisia, l’indifferenza, il cinismo; aspetti che oggi tanto spesso, purtroppo, caratterizzano la vita sociale.

L’analisi del Cardinale Turkson chiarisce bene e mette in evidenza  come il fenomeno corruttivo possa svilupparsi nella politica, nelle imprese, nelle organizzazioni sociali, persino nella Chiesa. Nessuno e nessun ambito sono, quindi, immuni dalla corruzione. Una riflessione che porta a leggere la crisi del mondo attuale come anche crisi della libertà e la corruzione  come fattore di frantumazione della libertà delle persone.

Ecco perché per non calpestare ogni fondamento di giustizia e rubare la speranza non solo all’attuale generazione ma anche a quelle future occorre promuovere un nuovo umanesimo da contrapporre alla corruzione della cultura, alla crisi dei valori culturali, alla sfiducia e al malaffare dilaganti anche nel campo economico e politico.

E’, inoltre, importante evidenziare come la lotta alla corruzione debba partire non solo dal basso ma anche dall’interno dei corpi sociali e delle Istituzioni e debba rappresentare una battaglia di legalità ma anche di civiltà.

La ricetta proposta da questo libro è approfondire gli strumenti a livello sociale per uno sforzo comune e per la condivisione di buone pratiche, unendo le forze e le energie di coloro che contrastano il fenomeno della corruzione, sia nel campo istituzionale (magistrati, forze dell’ordine, insegnanti, politici, giornalisti), sia nel campo ecclesiastico (sacerdoti, suore, comunità, associazioni).

Tra le tante voci che ultimamente si stanno levando contro la corruzione, questa va segnalata non solo per la bontà e l’efficacia dell’analisi offerta al lettore, ma anche per il collegamento creato tra educazione alla legalità e sviluppo della bellezza. Bellezza, intesa come dialettica tra particolare e aspirazione all’universale, alla trascendenza in una funzione catartica di sapore platonico, anche se espressa con accenti di autentica originalità.

Il percorso virtuoso e condivisibile delineato dall’Autore ha come punto di approdo la creatività e la forza di andare oltre le paure e i muri nei quali il mondo si è chiuso. Un obiettivo da perseguire con un costante cammino di umanizzazione e di fratellanza, prendendosi cura dei più deboli e bisognosi, senza distinzioni e senza discriminazioni.

di Daniela Condò

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Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 311

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