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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 2894 volte 16 novembre 2016

Vittoria Assicurazioni: l’utile sale a 49 milioni (+20%)

Di Emanuela Melchiorre  •  Inserito in: Bilanci

Grazie ad una vincente strategia di lungo termine

 

In anni in cui il mondo della finanza è percorso da una volatilita’ ormai endemica, e le Compagnie di assicurazione, anche le più blasonate, inciampano e incorrono in incidenti di percorso, il Gruppo Vittoria Assicurazioni continua, anno dopo anno, ad espandere con oculata prudenza  la sua rete, a consolidare  la raccolta premi, e soprattutto ad aumentare la redditivita’, con utili in costante crescita.

Il bilancio del primo semestre di quest’anno non fa eccezione, con un risultato netto consolidato di 49 milioni di euro a fronte dei 40,8 del corrispondente periodo dell’anno scorso.

Verrebbe da chiedersi quale sia il segreto di questa Compagnia di dimensioni non grandissime, ma con una rete d’Agenzie estesa su tutto il territorio nazionale, e con una gamma di prodotti completa, ed in costante adeguamento, di cui Roberto Guarena è da lungo tempo amministratore delegato e del cui capitale azionario la famiglia Acutis detiene saldamente il controllo.

 

Il “segreto” di un successo che dura da anni

 

 

Ebbene: questo “segreto” è manifestamente esposto negli “obbiettivi strategici” che  la Compagnia persegue da sempre, ed a cui uniforma le proprie scelte ed il proprio comportamento. Eccoli, in breve.

Un’esperienza quasi secolare (Vittoria Assicurazioni è nata nel 1921) in campo assicurativo per la tutela delle persone, della famiglia e delle aziende, “target” che costituisce l’obbiettivo principale della Capogruppo, che “mira appunto ad essere l’assicuratore elettivo delle piccole e medie imprese e delle famiglie, onorando puntualmente gli impegni presi, con una adeguata profittabilita’”. A tal fine la Capogruppo “si è dotata di una strategia consolidata, con una visione di lungo periodo”.

E gia’ da queste prime righe si colgono alcune specificita’ e differenze rispetto al pensiero dominante. L’espansione perseguita infatti non è, indifferenziata, a 360 gradi, ma focalizzata su piccole e medie imprese e famiglia. Può sembrare un obbiettivo limitato e limitante, ma in un Paese come il nostro in cui le piccole e medie imprese sono l’ossatura portante della struttura economica e la famiglia, malgrado tutto, costituisce ancora l’elemento essenziale della struttura sociale, il “target” di Vittoria Assicurazioni è tutt’altro che limitato, e in realta’ mira al cuore della realta’ italiana.

Inoltre in un tempo in cui la finanza- casinò punta all’utile immediato, o addirittura istantaneo, la “strategia di lungo periodo”  scelta da Vittoria Assicurazioni è manifestazione di una saggezza antica che punta al solido ed al duraturo, e non si fa sedurre dalle illusioni dell’effimero.

 

Una strategia su quattro pilastri

 

Questa strategia di lungo periodo, si legge nella relazione al bilancio semestrale,  si può riassumere in quattro pilastri: la redditivita’, i clienti, gli investimenti, la politica del capitale.

In tema di redditivita’ una prima scelta è quella della priorita’ data all’utile tecnico, oltre allo sforzo costante di riduzione dei costi nel medio termine. Ed anche questa, in un’epoca contrassegnata dalla speculazione  e dall’uso avventuroso e disinvolto della leva finanziaria, è una scelta controcorrente, la quale ci fa ricordare però che il risultato tecnico è la vera cartina di tornasole della redditivita’ dell’attivita’ assicurativa e la garanzia della sua solidita’; gli utili derivanti  dagli investimenti finanziari  possono mettere una pezza e coprirne i buchi, ma alla lunga l’espediente non può reggere.

Del tipo di clientela scelta abbiamo gia’ detto, ed è su di essa che Vittoria Assicurazioni  basa il suo sviluppo organico.

 

La politica degli investimenti e quella del capitale

 

Significativa anche la scelta sugli investimenti: un portafoglio investimenti a basso rischio .Ed ancor più la politica del capitale che ha come linee guida l’autofinanziamento ed il consolidamento patrimoniale da un lato, ed un servizio dividendi costante dall’altro.

Completano il quadro la segmentazione del portafoglio in tipologie di clientela e per area geografica: il supporto alla rete di vendita, quale primo filtro nella selezione del portafoglio, un management stabile e preparato tecnicamente, con forte senso di identificazione con la Capogruppo.  Ed anche quest’ultimo punto, che potrebbe sembrare naturale, non lo è più tanto in un modello di capitalismo, come quello anglosassone oggi dominante anche in Europa, in cui la mobilita’ dei vertici è considerata naturale, se non addirittura un valore.

Abbiamo gia’accennato poi ad una rete di vendita diffusa in tutta Italia. Si tratta di 421 Agenzie (nel primo semestre di quest’anno ne sono state aperte 8 nuove e 14 sono state riorganizzate) così distribuite: 254 nel Nord Italia, 121 al Centro e 46 nel Meridione e Isole.

 

Il bilancio semestrale

 

Ed eccoci infine ai dati di bilancio del primo semestre 2016. Abbiamo gia’ detto della cifra riassuntiva finale: un utile netto di 49 milioni di euro a fronte dei 40,8 del corrispondente periodo dello scorso anno. Un progresso dunque del 20%, in miglioramento rispetto agli stessi obbiettivi fissati per il 2016, che – sottolineano gli amministratori nella loro relazione- consente di confermare un costante rafforzamento patrimoniale, alla luce della normativa Solvency II, entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2016”.

Più in dettaglio: il risultato del settore assicurativo, al lordo di elisioni intersettoriali ed imposte è stato di 74 milioni (+8%), attribuibile per la quasi totalita’  ai Rami Danni (72,7 milioni) mentre i Rami Vita vi hanno concorso per 1,2 milioni.

Il risultato del segmento immobiliare,  il cui mercato solo ora inizia a manifestare segni di risveglio,  segna un passivo di 1,2 milioni,  in netto miglioramento però rispetto alla perdita di 3,7 milioni registrata nel primo semestre dello scorso anno.

Va sottolineato che l’incremento dell’utile complessivo è avvenuto malgrado una lieve flessione nella raccolta premi, che è stata di 631,7 milioni di euro, a fronte dei 663,5 del primo semestre 2015. Ma va anche sottolineato che la raccolta dei Rami Danni è sostanzialmente allineata a quella del primo semestre 2015,  e segna anzi un lieve incremento (536,5 milioni contro 535,3), mentre la raccolta dei Rami Vita  è scesa da 128,2 a 95,3 milioni per una scelta  gestionale precisa: il proseguimento cioè della strategia di contenimento dei prodotti a premi unici rivalutabili collegati a gestioni separate.

Abbiamo accennato ad uno dei pilastri della strategia di Vittoria Assicurazioni, cioè raggiungere risultati tecnici positivi. Ebbene: nei Rami Elementari il risultato tecnico è complessivamente positivo e più in particolare è stato conseguito un risultato tecnico positivo nel Ramo Infortuni, Malattia, Perdite pecuniarie di vario genere, Tutela legale,ed è in miglioramento nel Ramo Incendio ed elementi naturali e Responsabilita’ civile generale, mentre è in peggioramento, significativamente, solo nei Danni ai beni  (furto, danni a impianti elettrici ecc.). Nei Rami Speciali il saldo tecnico è positivo nei Corpi di veicoli marittimi, ferroviari, lacustri e fluviali, nelle Merci trasportate, ed è in miglioramento  per il Credito e Cauzione; nei Rami Auto infine  è positivo per i Corpi di veicoli terrestri, Responsabilita’ civile auto, veicoli marittimi, lacustri e fluviali ed Assistenza. Da sottolineare infine che i proventi patrimoniali connessi ad investimenti con rischio a carico del Gruppo si sono cifrati in circa 38 milioni (38,9 nel primo semestre 2015)e che i costi della struttura assicurativa sono rimasti sostanzialmente stabili (53,8 milioni nel primo semestre di quest’anno e 53,5 nel corrispondente periodo dello scorso anno, mentre il patrimonio di Gruppo è aumentato del 4%:  da 691,2 milioni al 31 dicembre 2015 a 718,6 milioni al 30 giugno scorso.

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Autore: Emanuela Melchiorre » Articoli 71 | Commenti: 289

Emanuela Melchiorre è un’economista e una giornalista che ha collaborato con importanti istituti di ricerca nazionali, con il dipartimento di economia pubblica dell’Università La Sapienza di Roma e con l’Investment Centre della Fao. Scrive regolarmente di economia politica e di politica economica su giornali e su riviste specializzate. ---- Emanuela Melchiorre is an economist and a journalist. She has worked with national research institutes, with the Department of Economics at the University La Sapienza of Rome and the FAO Investment Centre. She writes regularly in newspapers and magazines about Economics and Economic Policy.

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