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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 6391 volte 21 luglio 2016

Saranno scienziati italiani ad aprire la strada per una nuova fisica?

Di Redazione  •  Inserito in: Ricerche e Studi

Per le reazioni nucleari a bassa energia (LENR), chiamate in Italia DST (a deformazione spazio temporale), che potrebbero essere la fonte d’energia “ultrapulita ed a basso costo” del futuro, considerate sinora da molti con scetticismo, o addirittura con ironia, qualcosa di molto serio si sta muovendo.

Abbiamo accennato in precedenti servizi al vivo interesse mostrato dalla Commissione Forze Armate del Congresso degli Stati Uniti, che teme che queste nuove reazioni nucleari possano avere anche utilizzazioni militari, e vuol saperne di più in una audizione fissata per il prossimo mese di settembre. Abbiamo anche riferito del giudizio implicitamente allarmato della DIA (Defense Intelligence Agency) secondo cui se si arrivasse ad una applicazione industriale di questa nuova fonte d’energia, ciò avrebbe un effetto “dirompente” che potrebbe rivoluzionare tutto il settore energetico. Aggiungeva ancora la DIA che vari Paesi, tra cui Russia, Cina, India ed Israele stanno destinando risorse significative a queste ricerche, e che Giappone ed Italia sono all’avanguardia. Un primato, per la verita’, quello italiano, che è confinato all’ambito scientifico, perché a livello invece  di applicazione industriale nulla ancora sembra muoversi, anche se cominciano a intravedersi segnali di attenzione da parte di grandi gruppi.

Qualcosa sembra muoversi anche a livello europeo. Un componente italiano della Commissione Energia del Parlamento Europeo ha presentato infatti una dichiarazione scritta su questo tema. Per ora essa è firmata da poche decine di parlamentari, ma se a firmare sara’ la maggioranza, la dichiarazione, pur non vincolante, dovra’ essere esaminata per una decisione dalla Commissione e dal Consiglio Europeo, cui è diretta.

Come tutte le proposte di legge, essa parte da alcune considerazioni: la forte dipendenza dell’Unione Europea da importazioni di fonti energetiche, gli studi sulle reazioni DST che possono favorire lo sviluppo di nuove tecnologie pulite per la produzione di energia, gli eventuali benefici ambientali, sociali ed economici che verrebbero dall’applicazione di queste tecnologie per lo smaltimento di sostanze radioattive, e giunge poi concretamente alla parte propositiva, e cioè:

La Commissione ed il Consiglio sono invitati a

1)      Istituire appositi programmi destinati a soggetti pubblici e/o privati che intendano partecipare allo studio ed alla realizzazione di sistemi di produzione di reazioni DST a fini ambientali (smaltimento di sostanze radioattive  e di sostanze nocive), medicali (produzione di neutroni ad uso terapeutico antitumorale), di produzione energetica, di produzione di sostanze industriali strategiche;

2)      Stabilire procedure comuni per l’utilizzo delle reazioni DST per agevolare la cooperazione energetica e rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione.

Un secondo evento di tutto rilievo è il Simposio Internazionale dedicato al fisico-matematico  Jean Pierre Vigier, che si terra’ dal 25 al 28 di questo mese a Portonovo, a pochi chilometri da Ancona. Un Simposio che ha l’ambizione di essere un evento storico nella storia della scienza. Infatti, come il Congresso del 1927 che si tenne a Bruxelles, sponsorizzato dalla Solvay, segnò la nascita della meccanica quantistica, così il Simposio di Portonovo  vuole segnare la nascita della nuova fisica. La relazione introduttiva verr svolta dal Premio Nobel Brian David Josephson, professore emerito dell’Universita’ di Cambridge e ga’ questo da un’idea del livello dell’incontro; presidente del Comitato promotore è il prof. Gianni Albertini, dell’Universit Politecnica delle Marche, che è uno degli scienziati italiani che svolge un ruolo di punta nelle ricerche su quelle nuove reazioni nucleari che gli americani, riconoscendone l’esistenza ma non la causa, chiamano “a bassa intensita’”, ma che alcuni fisici italiani,  avendo elaborato una precisa teoria in proposito, chiamano “a deformazione spazio-temporale”, in relazione alla causa che le produce.

Il Simposio di Portonovo dunque non solo potrebbe segnare la nascita della “nuova fisica”, ma anche – se qualche illuminato Gruppo industriale italiano mostrera’ interesse – la nascita nel Politecnico delle Marche, di una nuova e giovane scuola fisica che, sotto la guida del prof. Albertini, portera’ avanti gli studi su queste nuove reazioni nucleari e sulle loro applicazioni, con l’intento di aprire un capitolo tutto nuovo nella storia della fisica,  rinnovando in Italia il mito dei “ragazzi di via Panisperna”, che negli anni trenta del secolo scorso posero le basi della fisica nucleare.

Jean Pierre Vigier, cui s’intitola il Simposio Internazionale di Portonovo, era chiamato “l’eretico della fisica” ed ha rappresentato una presenza critica della scienza del secolo scorso e dei primi anni di quello attuale. Egli infatti amava seguire studi ed ipotesi alternative a quelle del “mainstream”, ma le sue ipotesi eretiche erano tutt’altro che peregrine, tant’è che Einstein lo voleva negli Stati Uniti, come suo assistente, e la cosa non ebbe seguito solo perché Vigier ebbe problemi nell’ottenere il visto d’ingresso.

La nascita di una strada tutta nuova ed alternativa nello studio delle reazioni nucleari non poteva avere dunque migliore riferimento.

Giorgio Vitangeli

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