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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 4081 volte 17 giugno 2016

Sara’ uno psicopatico a decidere il destino dell’UE?

Di Arnaldo Vitangeli  •  Inserito in: Geopolitica, Primo Piano

 

Sara’ dunque il gesto di uno squilibrato a decidere il destino dell’Unione Europea? A leggere certi commenti parrebbe di sì. I fatti sono noti. Un cinquantaduenne inglese si è avvicinato in strada alla deputata laburista Jo Cox che era in visita al suo collegio elettorale, le ha sparato alcuni colpi di pistola, e ha infierito poi con alcune coltellate. Così, almeno, riportano le cronache. L’uomo è stato subito arrestato ed identificato. E’ risultato trattarsi di uno psicopatico, gia’ in cura per disturbi psichiatrici. Insomma:  un povero disgraziato, di quelli che un tempo si chiamavano pazzi, o folli.

Ma, ecco il punto, la deputata laburista era da tempo impegnata nell’aiuto ai profughi, ed era fermamente contraria all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. E sembra che prima di sparare il povero folle abbia gridato “first the britains”, cioè “prima gli inglesi”, una affermazione che parrebbe ovvia : in ogni nazione – con tutto il rispetto per i doveri dell’accoglienza- sembra infatti  naturale che ogni governo debba preoccuparsi prima dei propri cittadini. E non a caso anche in Italia c’è chi dice “prima gli italiani”. Ma in una contrapposizione sempre più ipocrita si finge che una tale, ovvia affermazione connoti e sveli atteggiamenti “populisti” e politicamente scorretti .

E così, a pochi giorni dal referendum col quale gli inglesi dovranno decidere se restare o meno nell’Unione Europea, in un clima sempre più acceso di polemiche, mentre l’ipotesi della “Brexit” prendeva sempre più corpo, e tutte le forze del sistema si affannavano a pronosticare scenari drammatic nel caso che la volonta’ popolare scegliesse in Inghilterra il divorzio dall’Europa, mentre le Borse di qua e di la’ della Manica arretravano, e la corsa all’oro ed ai beni rifugio appariva sempre più evidente, ecco che il delitto di uno squilibrato, travestito da gesto politico, solleva un’ondata emotiva diffusa ed amplificata che – dicono- potrebbe ora fare la differenza, cioè far riguadagnare terreno a coloro che, come la sventurata vittima, vogliono invece che l’Inghilterra resti nell’Unione Europea.

Noi non vogliamo entrare ora nel merito di questa scelta.  Brexit o non Brexit, questa Europa ha davanti a sé problemi che non sembra in grado di risolvere, e se  non cambia anima, se non muta strategia e metodo,  non ci sembra abbia molte possibilita’ di evitare la disgregazione. Il che vale in particolare per l’Unione monetaria e le sue scelte di politica economica a base di austerita’.

Ma quello che in questo episodio vogliamo sottolineare è altro. E’ evidente infatti che quando la lotta politica si accende, quando le contrapposizioni si fanno decisive, vengono enfatizzate,  e comportano una crescente carica emotiva, sono le persone psicologicamente o mentalmente fragili che tendono a perdere ogni equilibrio. Di qui sia i gesti inconsulti isolati, sia le radicalizzazioni sanguinarie.

Una scelta come quella inglese di restare o uscire dall’Unione Europea  tocca enormi interessi consolidati. E comporta conseguenze immediate sia sul piano politico che su quello economico e finanziario, col rischio di innescare una reazione a catena. Non a caso tutto il mondo della finanza, dell’economia globalizzata e gli esponenti del “pensiero unico” oggi dominante sono schierati a favore dello “status quo”, cioè della permanenza dell’Inghilterra in Europa. Ma è anche vero che dall’altra parte ci sono i sentimenti (e gli interessi…) di largissimo parte del popolo inglese, cioè di coloro che  temono che l’invasione di stranieri divenga irrefrenabile e che finisca col soverchiarli, che devono gia’ da ora fare i conti con gli effetti della globalizzazione, con le politiche di austerita’, con i “diktat” della burocrazia di Bruxelles, cioè con le direttive della Commissione Europea. Fino all’altro ieri, a giudicare dai sondaggi, sembrava che questi sentimenti fossero ormai prevalenti nell’elettorato inglese. Ora l’ondata emotiva seguita all’assassinio della deputata laburista pare possa cambiare questo orientamento.

Le vie della Provvidenza sono infinite, potrebbe commentare qualcuno. Ma a noi sembra che se a far pendere la bilancia della storia fosse il gesto di uno squilibrato, ci sia poco da rallegrarsi, e molto invece da dubitare della razionalita’ degli elettori.

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Autore: Arnaldo Vitangeli » Articoli 120 | Commenti: 266

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