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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 2204 volte 01 dicembre 2016

Renzi e lo “schema Lauro”

Di Vittorangelo Orati  •  Inserito in: La Coda dello Scorpione, Primo Piano

I tempi cambiano scanditi dal progresso tecnologico e dalle strategie della conquista del potere nelle così dette democrazie. Potere che Schumpeter docet ( vedi il suo Socialismo capitalismo e democrazia ) si conquista nel “mercato del voto”. Principio quest’ultimo che ha successivamente  fondato la “scienza “ politica così colonizzata dalle metodologie proprie della “economics”  che ha sulle strategie appunto  di mercato uno dei campi privilegiati della sua speculazione teorica.

 Da Lauro a Renzi dunque le cose non sono nella sostanza cambiate,  a parte  la “raffinatezza”  a cui nel tempo il “comprare i voti”  deve al così detto progresso dei mezzi e delle tecniche di persuasione del  popolo dei votanti.

 Così se ad Achille Lauro “ o’ sindaco e Napule” si ascrive  lo schema dei due tempi (prima e dopo le votazioni) nel fornire una delle due scarpe che formano il loro imprescindibile sodalizio, il Renzi   applica lo schema dei due tempi promettendo mance e bonus a destra e a manca  con il placet di una delle due camere promettendo  il voto favorevole dell’altra dopo l’esito del referendum del vicino 4 dicembre.

 La  apparente “rozzezza “di Achille Lauro in verità si nobilita dinanzi ai metodi più subdolamente ” avanzati” dell’erede  - quanto a cinismo ( “il fine giustifica i mezzi”) e  alla comune “fiorentinità”  - del  “segretario fiorentino- Erede la cui pericolosità storico- sociale   - – non fosse che per il fatto che trattasi di un mentitore seriale  - sembra  essere stata avvertita  ( e ab origine) dal solo Crozza.

 

 Infatti nel mentre o’sindaco Lauro  comprava pasta e scarpe con i suoi denari, il Renzi compra i voti ricorrendo a deficit di bilancio che saremo noi tutti a pagare. Anche se alla fin fine la perfida Europa ( pur tacendo in modo complice, tifando per il complice Renzi) renderà utopico il mantenimento delle promesse renziane per i noti  vincoli di bilancio pubblico dello Stato italiano. Vincoli che  dovrebbero essere da tutti avvertiti come prova del suo bluff elettoralistico dispensatore di risorse inesistenti, anche grazie a tre anni di fallimentare esito del governo del premier  violagigliato.

 Che dire poi del mutismo in proposito dei  3  maggiori sindacati italiani, grati per essere stati riammessi come interlocutori ( dopo averli screditati e disconosciuti in modo programmatico)  nello sblocco dei contratti del settore pubblico dopo 7 anni di   attesa. Pochi sanno che ai sindacati questo accordo, come ogni volta che se chiude uno, porta a un insperato “profitto” ( tangente) sulle cifre concordate.

 Una ultima nota sull’endorsement di Prodi per il “sì” e la meraviglia dell’ingenuo  Bersani & co. ( fedele alla sua “ditta” )in proposito.  Come pensare che questo ambiguo personaggio si potesse schierare contro quel mondo delle grandi banche di investimento che lo hanno foraggiato  per anni. Un “sì”” non rilancia o conferma consulenze ampiamente retribuite? Qui il falso sgomento per chi ha in “zona cesarini” ha  tradito la sua promessa di doveroso riserbo.

 Questa Italia sembra davvero senza speranza. Specie alla luce della faciltà con cui gli elettori si fanno convincere a cambiare opzione di voto  pur al semplice contato con un personaggio politico  di una qualche notorietà che li contatta per un attimo  in un  qualunque mercatino rionale, come si è constatato iersera a “La Gabbia”.

 Che brutto mondo caro Voltaire, viene da pensare! tu e le tue certezze sui sentieri irreversibili del “progresso” smentite da questo montante medioevo della “Ragione”  per non dire delle virtù salvifiche del “bello” preconizzate da Dostojevskj.

 Vittorangelo Orati

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Autore: Vittorangelo Orati » Articoli 44 | Commenti: 266

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