Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 4906 volte 14 luglio 2016

Reazioni nucleari a bassa energia: l’Italia era di sette anni in anticipo sugli Stati Uniti

Di Redazione  •  Inserito in: Ricerche e Studi

di Giorgio Vitangeli

 

Nelle ricerche e nella consapevolezza dell’enorme importanza e delle possibili utilizzazioni delle Reazioni Nucleari a Bassa Energia (LENR) eravamo sette anni in anticipo rispetto agli Stati Uniti. Ma questo vantaggio  in parte ce lo siamo giocato per lo stop imposto in tema nucleare dal referendum seguito in Italia al disastro giapponese di Fukushima.

E’ questa l’amara constatazione che nasce da un semplice riassunto dei fatti.

Abbiano gia’ dato notizia, nel silenzio assordante della grande stampa,  di un recentissimo documento della Commissione Forze Armate del Congresso degli Stati Uniti. In esso la Commissione ha preso atto, ora, cioè nel 2016,  delle crescenti attivita’ di ricerca e sviluppo sulle LENR, cui stanno dedicando risorse significative vari Stati, ed in particolare Russia, Cina, India ed Israele.  Ma secondo la DIA (Defense Intelligence Agency) “Giappone ed Italia sono leader in questo campo”. La Commissione Forze Armate del Congresso americano però vuole saperne di più, in particolare sulle possibili utilizzazioni militari di queste Reazioni Nucleari a Bassa Energia e sulle conseguenti implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ed ha fissato perciò una audizione per il prossimo settembre.

In realta’ le implicazioni economiche di un utilizzo delle LENR sono ben più concrete ed immediate di eventuali ed ipotetiche utilizzazioni militari. Lo riconosce la stessa Agenzia di Intelligence americana, la’ ove sottolinea, con parole che si commentano da sole, che “si tratta di una energia rinnovabile, ultrapulita ed a basso costo e di una tecnologia dirompente, che potrebbe rivoluzionare la produzione e la conservazione di energia”.

Il Congresso degli Stati Uniti se ne accorge ora, ma sette anni or sono, cioè nel 2009, in Italia il Senato e subito dopo la Camera  avevano votato un ordine del giorno, che entrò a far parte, come collegato, dell’art. 14 della legge 99/2009, quella con cui il governo Berlusconi cercava di”sdoganare” le centrali nucleari, bloccate e disattivate in Italia dopo il disastro di Chernobyl, per una “pausa di riflessione” che dura ormai da trent’anni.

Ma ecco, in sintesi, il testo di quell’Ordine del Giorno firmato dai senatori  Cagnin, Monti e Fruttero, ed approvato nella seduta del 12 maggio 2009.

Premesso che le risorse energetiche  rappresentano un bene fondamentale per lo sviluppo e la ricchezza di ogni Paese, che l’Italia è costretta ad sopportare pesanti oneri per la sua dipendenza energetica, che le misure proposte nella legge in discussione ponevano le basi per un piano energetico nazionale basato sulla diversificazione delle fonti, sullo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, e sullo sviluppo del nucleare, in modo da riportare il costo dell’energia in Italia sui livelli degli altri Paesi europei,  l’Ordine del Giorno sottolineava come lo sviluppo della fonte di energia nucleare rappresentasse una grande opportunita’ di sviluppo per colmare il “gap” energetico che l’Italia aveva accumulato; riconosceva che permanevano alcuni nodi, non espressamente disciplinati dalla legge in esame, primo tra tutti il problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, affrontava infine, ecco il punto, il tema delle nuove forme di reazioni nucleari, che in Italia venivano allora chiamate “piezonucleari”, ed oggi  si definiscono più generalmente  “ a deformazione spazio-temporale”, e che sono, in sostanza, le stesse che negli Stati Uniti chiamano LENR, cioè reazioni nucleari a bassa energia.

Ma ecco questa parte dell’Ordine del giorno, approvato dal Senato e divenuto parte dell’art. 14 della legge 99 del 2009.

“Nell’ultimo decennio in Italia sono stati condotti importanti studi sulle reazioni piezo-nucleari, sia nei liquidi che nei solidi, le quali possono essere prodotte da diverse fenomenologie, tra cui onde di pressione, onde d’urto, ultrasuoni, fratture, ecc.

I risultati della ricerca sulle reazioni piezonucleari potrebbero avere un forte impatto sullo sviluppo di tecnologie nucleari pulite,  svolgendo il  ruolo determinante anche in termini di smaltimento delle scorie radioattive”,

 L’Ordine del Giorno perciò “Impegna il Governo ad adottare, anche attraverso provvedimenti legislativi, idonee misure di sostegno finanziario per lo studio e l’applicazione industriale delle reazioni piezo-nucleari scoperte dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nei liquidi e  dal Politecnico di Torino nei solidi e brevettate dal CNR”.

Un mese e mezzo dopo, cioè il 30 giugno del 2009, un Ordine del Giorno dal testo analogo, presentato dall’on. Aracu, veniva approvato dalla Camera.

Dunque: sette anni or sono  il Parlamento ed il governo italiani si erano gia’mossi concretamente, decidendo di incrementare e finanziare gli studi di questa nuova forma di energia nucleare, cui ora gli Stati Uniti cominciano a guardare con forte interesse e con qualche timore.

Purtroppo, come gia’ accennato, nel marzo del 2011 il disastro delle centrale giapponese di Fukushima, cui seguì in Italia un secondo referendum antinucleare, consigliarono di sospendere per cinque anni la legge che- nella prospettiva di un nuovo piano energetico- ridava spazio anchealla costruzione di nuove centrali elettronucleari. E di conseguenza restarono sospese anche le misure di sostegno per lo studio e l’applicazione industriale  delle nuove forme di energia nucleare” ultrapulita” contenute in quella legge.

Va ricordato infatti che le reazioni nucleari a bassa energia non emettono radiazioni gamma, e sulla base degli esperimenti gia’ compiuti, riducono inoltre in  misura macroscopica i tempi di decadimento delle scorie radioattive. Da questo punto di vista esse potrebbero risolvere perciò il problema cruciale del trattamento delle scorie delle centrali nucleari, ma anche quello dei rifiuti radioattivi delle attivita’ ospedaliere. Anche su questo fronte dunque le LENR potrebbero  avviare su scala globale nuove attivita’ economiche dalle prospettive estremamente redditizie.

Quest’anno scadono i cinque anni di sospensione della legge del 2011. L’Italia , per vincoli imposti dai trattati internazionali, deve ancora provvedere alla creazione di un Deposito Nazionale Nucleare ove accumulare le scorie radioattive delle vecchie centrali disattivate ed anche i rifiuti radioattivi delle attivita’ ospedaliere. E’ un compito che spetta alla Sogin, societa’ pubblica finanziata con le accise pagate da tutti gli italiani con la bolletta elettrica. 

Annesso al Deposito Nucleare Nazionale dovra’ essere costruito un Parco tecnologico nucleare. Potrebbe essere questa l’occasione per dar corso a quella parte della legge  del 2011 che prevedeva, all’art. 14, misure di sostegno per lo studio e l’applicazione industriale delle reazioni  piezonucleari, ed ora più generalmente delle reazioni a  deformazione spazio-temporale (DST), cioè di questa nuova fonte di energia nucleare ultrapulita ed a basso costo, e delle altre numerose possibilita’ di applicazione che esse lasciano intravedere anche in campo sanitario, non solo per il trattamento dei rifiuti ospedalieri, ma anche per la cura con neutroni delle malattie tumorali.

L’Italia in passato ha vissuto tutta una serie di desolanti vicende che hanno visto gli scienziati e gli inventori italiani emigrare per poter realizzare all’estero le loro scoperte, o esserne defraudati per mancanza di mezzi finanziari. E’ la storia della radio (Marconi), del telefono (Meucci), dell’energia atomica (Fermi), del primo computer (Olivetti), e potremmo continuare con questo amaro elenco. Sarebbe davvero imperdonabile se, dopo aver raggiunto una riconosciuta leadership mondiale nella ricerca delle reazioni nucleari a bassa intensita’, nel loro sfruttamento industriale l’Italia di oggi replicasse ancora una volta quell’atteggiamento autolesionistico per miopia di politici e per mancanza di coraggio di imprenditori.

 

Giorgio Vitangeli

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 311

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: