Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 5875 volte 12 febbraio 2016

Ma nella bisca digitale l’occupazione cresce

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Italiana, La Coda dello Scorpione

 

di Giorgio Vitangeli

C’è una industria che da tempo in Italia va in controtendenza, cioè continua a crescere, ed è quella del gioco.

 

Chiamarla “industria” è chiaramente improprio, ma ormai così è definita sulla stampa.

 

Non ci riferiamo al “gioco in Borsa”, che pure in questi giorni con le sue montagne russe riempie le cronache dei  giornali, eccita gli speculatori,  fa disperare i manager, i banchieri e gli autentici imprenditori e mette in ansia i tanti piccoli risparmiatori. Parliamo invece di quel pulviscolo di lotterie, sale di scommesse sportive, sale bingo, e soprattutto di sale da gioco ove sono disponibili per gli adulti i più svariati “apparecchi da intrattenimento”, cioè “slot machines”, macchine elettroniche con cui giocare a poker, giochi elettronici in cui si vince o si perde denaro, e via discorrendo.

 

Un universo in espansione che in Italia comprende, secondo i censimenti più recenti, 1700 tra piccole e medie cosiddette imprese, con 5000 punti specializzati e 95.000 punti non specializzati (esempio gli “apparecchi da intrattenimento”, cioè le macchine da gioco installate ormai in gran parte dei bar.

 

Poi c’è la filiera che non si ricollega direttamente agli apparecchi da intrattenimento, forte di oltre 18.000 ricevitorie ( lotto, bingo, giochi on line) che impiegano circa 20.000 addetti.

 

Aggiungendo gli oltre 127.000 dipendenti che direttamente o indirettamente traggono il loro lavoro dalla “industria del gioco”, abbiamo  oltre 146.000 occupati.

 

In Italia cala da decenni ormai l’occupazione nell’industria; nella “industria”  del gioco” essa invece cresce costantemente e richiede nuove specializzazioni. Qualche esempio delle figure “professionali” più richieste? ”Poker manager del web”, “dealer on video”, che sarebbe la versione digitale del vecchio “croupier”.

 

Carlo Marx  distingueva tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo (vedi, su tale argomento il libro illuminante di Vittorangelo Orati). Forse bisognerebbe aggiungere una terza categoria: quella del lavoro socialmente distruttivo.

 

 “Panem et circenses”, cioè distribuzione gratuita di pane e giochi nel circo, era la formula con cui nell’antica Roma si teneva a bada la plebe.

 

Nella Roma moderna il pane, cioè il necessario per vivere, per tanti comincia a scarseggiare; in compenso aumentano i “circenses”. Dunque “Faites vos jeux”. 

 

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 678 | Commenti: 344

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: