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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 4115 volte 21 febbraio 2016

La “ripresina” appena cominciata è già finita…..

Di Redazione  •  Inserito in: La Coda dello Scorpione

A guardare i dati diffusi dall’Ocse viene in mente una canzone di Sergio Endrigo, che negli anni sessanta amaramente constatava: “La festa appena cominciata è già finita: il cielo non è più con noi..”. Qui però il cielo non c’entra. A giudizio dell’Ocse a guastare la festa di una ripresa ripetutamente annunciata tra squilli di trombe e rullar di tamburi sono stati il rallentamento della Cina e dei mercati emergenti, la perdita di forze degli Usa (che però restano ampiamente in positivo, s’affretta a precisare l’organizzazione parigina. Washington, si sa, è piuttosto suscettibile e basta poco per far scattare l’accusa di lesa maestà…). Ed infine ci sono i mercati finanziari, che in queste prime settimane del 2016 hanno avuto oscillazioni ( quasi sempre al ribasso) da cardiopalma, mettendo in fibrillazione gli operatori e causando sconcerto e dubbi tra gli imprenditori. Insomma, una gran volatilità che minaccia temporali: non è certo il clima ideale per gli investimenti, premessa necessaria di una crescita duratura. Risultato: l’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del “pil” per quest’anno per quasi tutti i Paesi, compresa ovviamente l’Italia. Per il nostro Paese nel suo out look dello scorso novembre l’Organizzazione parigina che riunisce i Paesi sviluppati prevedeva una crescita del “pil” dell’1,4%; ora l’ha ridotta all’1%. “Non mi occupo di decimali”, sentenziò tempo fa il nostro presidente del Consiglio. Ma la correzione dell’Ocse impone alcune considerazioni. La prima è che tra 1,4 ed 1 la differenza è di quasi il 30%. La seconda osservazione è che gli economisti (ma a questo ormai ci hanno abituato) cambiano, e non di poco, le loro previsioni ad appena tre mesi di distanza. Vien da chiedersi: ma allora che valore possono avere previsioni così volatili? La terza è che, quasi a loro giustificazione, gli economisti dell’Ocse affermano che a mutare lo scenario, e le conseguenti proiezioni, sono stati il rallentamento della Cina e dei Paesi emergenti, nonché la “volatilità” dei mercati finanziari. Eventi che, detta così, sembrano cadere dal cielo, che appunto “non è più con noi”. Eppure una causa ci dovrà pur essere se la Cina rallenta le sue esportazioni, e quindi anche le importazioni di materie prime, a cominciar dal petrolio, innescando una reazione a catena. Ma su questo l’Ocse pare sorvolare. Eppure il nodo del problema è proprio questo. Qualcuno prende spunto dalla revisione al ribasso delle previsioni di crescita del pil italiano per ironizzare sull’ottimismo inossidabile del presidente del Consiglio Renzi, che continua a predicare che in Italia la ripresa è in atto. Ma ad onor del vero, se a Renzi si può rimproverare un ottimismo giocondo, accusarlo di essere responsabile della frenata dell’economia, che è su scala mondiale, sembra un po’eccessivo.

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Autore: Redazione » Articoli 663 | Commenti: 285

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