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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 4625 volte 26 settembre 2016

Il declino renziano: il ricorso al “panem et circenses”

Di Vittorangelo Orati  •  Inserito in: La Coda dello Scorpione, Primo Piano

 

 L’imbonitore fiorentino 2.0 è davvero in difficoltà e non esita a ricorrere all’armamentario  di tutti i demagoghi in attesa che gli esorcismi suoi e del suo ministro Padoan compiano l’impossibile miracolo di sottrarli all’incombente uscita di scena che li attende, insieme all’intera cerchia  di quelli dall’’  “h  aspirata” che fanno da “pugilatori a pagamento”  in difesa del tardo  e decomposto erede del “segretario fiorentino”, con lancio delle ultimissime  monetine in tasca agli italiani. A causa di quella crisi  che i due suddetti non solo non hanno compreso ma che collaborano a far persistere, con le loro erronee cure ispirate alla demenziale filosofia della supply  side economics, da un lato,  e , d’altro lato,  con risibili interventi  a sostegno della domanda  che ignorano  l’elementare regola per cui dividere per molti  grande ricchezza significa distribuire povertà: impiantare miriadi di mezzi pali della luce non darà più luminosità di una lucciola morta! E più stringentemente sul piano della teoria economica: cosa attendersi da 10 milioni di  indiscriminati beneficiari dei famosi e vantatissimi a ogni piè sospinto 80 euro  se non che i più disgraziati  tra loro  con tale “provvidenza” abbiano provveduto a  diminuire di pro tanto i loro  ben più sostanziosi debiti con panettieri e salumieri ( consumi già espressi e alimentati con deficit  e debiti privati ), nel mentre i più fortunati non abbiano  grazie a pochi spiccioli aumentato la loro propensione al consumo! 

La difficoltà in cui si trova Renzi ogni giorno smentito dalla realtà  che gli ricorda le sue bugie ( anche se questo non sembra chiaro a tutti gli italiani ancora vittime della sua vuota retoricae del fumo delle sue promesse) si possono rilevare  anche sul piano di singoli episodi. Qualche giorno fa in Versilia durante un suo pubblico intervento en plein air, una signora dal pubblico si è rivolta al Renzi chiamandolo “Pinocchio”. Immediatamente rimbeccata con un “grazie”, dicendo che accostarlo a Collodi era un complimento. Che è  un po’come dire  grazie, nell’essere paragonati al matricida e patricida  Pietro Maso,  con ciò volendo alludere alla sacralità della famiglia   oppure  ai principi  della giustizia  e del diritto penale italiano.

 

L’ultimo escamotage pescato nella consunta e protestata bisaccia della demagogia di tutti i despoti del passato , è quello della difesa ( la sera del 21 settembre c.a. su La7) da parte di Renzi  della proposta di svolgere a Roma nel 2024 le Olimpiadi , ciò equivalendo né più né meno al ricorso alla vecchia arma di “distrazione di massa” del   “panem et circenses”. Con argomenti tanto inconsistenti quanto comici sul piano logico. Primo tra tutti: con il suo rifiuto  in materia la giunta Raggi avrebbe  implicitamente ammesso di non poter gestire quell’avvenimento sottraendolo al paventato pericolo dell’ennesimo festival dei palazzinari! Dunque con tutti i problemi ciclopici dell’Urbe sui quali non poco ruolo hanno avuto i “sinistri”della famiglia politica renziana, sindaco e assessori   del Comune romano avrebbero dovuto soprassedere su tutti gli impegni sulle altre immensamente più importanti priorità  che li attendono per trasformarsi in poliziotti e “Catoni censori”. Caro Renzi, il tempo scorre e nessuno può fermarlo, anche se questo lei sembra ignorarlo come ignora che più ci si avvita nella crisi e più aumentano i problemi che la caratterizzano e le difficoltà di venirne fuori. E che per poter attivare le distrazioni “circensis” è comunque necessario, ne è una precondizione,  distribuire “panem”:  cioè Pil in grado di acquistarlo. E lì che casca l’asino,  e di profilo si impone con prepotenza il molto lungo naso di  un Pinocchio  “Premier”, del tutto in conformità al suo idolo: l’ormai  universalmente famigerato Tony Blair.

 Vittorangelo Orati

 PS

 Pur con i canoni della amebica “scienza economica “ ufficiale ampia letteratura dimostra la fallimentarietà ai fin del Pil delle Olimpiadi. Ma quello che Renzi-Padoan  ignorano è che con altra  Scienza economica fuori dai crismi dell’ortodossia imperante  ( deprivata di ogni possibilità di discriminare tra lavori e settori produttivi/improduttivi) è possibile dimostrare che ogni moneta  spesa e anche incassata per i giochi olimpici e similari”grandi eventi” è  “IMPRODUTTIVA”! Ma su ciò non si può qui che accennare rimandando a libri che testimoniano la fondatezza dell’adagio” nemo propheta in patria”.

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Autore: Vittorangelo Orati » Articoli 46 | Commenti: 310

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