Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 5886 volte 10 marzo 2016

Il campo dei miracoli del “trading on line”

Di Arnaldo Vitangeli  •  Inserito in: Finanza Internazionale, Primo Piano

La speculazione finanziaria alla portata di chiunque?

 

 

 

La ripresa è già iniziata in Italia: lo assicura il premier Renzi. Ma per ora la disoccupazione naviga ancora attorno al 12%, e quella giovanile ha toccato addirittura un record da quando, nel 1977, è iniziata la serie storica delle rilevazioni: 44,2% su base nazionale. Nel Mezzogiorno supera il 60%, vale a dire che solo un giovane su tre trova lavoro.

Eppure un “lavoro” è lì, a portata di mano, anzi, di dito. Perché, come assicura una alluvione di annunci che intasano la posta elettronica,  bastano due clic.

“Opportunità di lavoro”, annuncia una e-mail; “annuncio di lavoro”, intitola un’altra; “lavora con noi”, invita una terza, e così via.

E non sono lavoretti da due soldi. C’è chi promette infatti più di mille euro al giorno; chi, più modestamente, prospetta guadagni da “soli” cinquemila euro al mese.

“Vuoi far soldi in modo semplice e veloce”? Domanda alquanto retorica: chi mai risponderebbe di no? L’annuncio giunto per e-mail promette un guadagno di migliaia di euro in meno di due settimane .Che in effetti è una bella velocità.  E porta le “prove” in una annessa tabella. Superata la confusione iniziale, perché, all’americana, nelle cifre al posto dei punti ci sono le virgole, la tabella assicura che un certo Claudio M., con un investimento iniziale di 2,670 euro, in undici giorno ha realizzato un profitto di 12,962 euro, cioè 1,178 euro al giorno. E pensare che tantissima gente, lavorando otto ore al giorno, e magari alzandosi all’alba per prendere il treno dei pendolari, quella cifra non la guadagna in un mese! E non la guadagna in un mese di lavoro, ad inizio carriera, neppure chi, dopo le scuole superiori,  ha sudato per altri cinque anni sui libri all’Università. E invece, assicura, la lettera, per guadagnarne più di mille al giorno non occorre nessuna esperienza precedente; basta un corso di tre mesi, che chiunque può fare, e poi due clic, per qualche ora al giorno, magari nei ritagli di tempo di un’altra occupazione.

Questo “lavoro” che moltiplica il denaro come il “campo dei miracoli” di Pinocchio , è il cosiddetto “trading on line”. E il nome in inglese sembra già una garanzia di novità e di efficienza.

Un tempo si diceva: giocare in Borsa. E c’era in quella frase un sottile velo borghese di riprovazione sociale, come se uno frequentasse i casinò. Ma anche un alone di mistero, su un mondo, quello del mercato azionario,  dai meccanismi  complessi, dove le “mani forti”, cioè i grandi investitori , facevano il bello ed il cattivo tempo. Un mondo ristretto e oligarchico, dove il “parco buoi”, cioè gli sprovveduti risparmiatori che vi si avventuravano, o erano vittime sacrificali o, ben che andasse, si comportavano come quei branchi di pesciolini che seguono i pescecani per afferrare le briciole dei loro pasti .

Così era ieri, nell’immaginario collettivo, ma anche nella realtà, e sembra sia passato un secolo. Oggi il mercato è globale, aperto, telematico. Le operazioni istantanee di compravendita seguono i fusi orari, come il moto del sole: aprono i mercati asiatici quanto qui è ancora notte; seguono via via quelli europei, e quando chiudono quelli europei  aprono quelli americani, che chiudono quando aprono quelli asiatici, e il giro ricomincia. “Nuovo giro, nuovo regalo”, promettevano gli imbonitori alle fiere.

Le “mani forti” sono oggi i grandi investitori istituzionali: fondi sovrani, fondi d’investimento, fondi pensione. Il vecchio “parco buoi”, cioè i piccoli risparmiatori che investono in Borsa, ben poco si azzarda a mettere il naso fuori di casa, in mercati di cui sa poco o nulla.  Al loro posto, sul mercato globale, si muove lo sciame dei piccoli “traders on line”. Un’attività, assicurano le e-mail – e questo sembra esser vero- in continua espansione.

Ma torniamo alle lettere che intasano la posta elettronica di tanti italiani e che propagandano questa attività per vendere i corsi di preparazione, i testi, o magari sistemi automatici di gioco “ infallibili “.

Eravamo rimasti a Claudio M, che ha guadagnato quasi 13 mila euro in undici giorno, con 2.670 euro di investimento iniziale.

C’è anche un Giuseppe T, che ha guadagnato  soli 196 euro al giorno, ma investendone inizialmente appena 200, a dimostrazione  del fatto che si può cominciare anche con pochi spiccioli, e cumulare quasi duemila euro in dieci giorni, cioè circa cinquemila in un mese, riposando la domenica.

A volte la lettera  sembra anche più  concreta, come offerta di lavoro. “Vogliamo inserirti all’interno del nostro team di lavoro: ecco la posizione a te riservata”, si legge infatti in una d’esse; che chiede  “conferma qui la tua adesione”.  E precisa ancora “abbiamo posti disponibili nel trading del petrolio”, esortando “ scopri come diventare ricco, diventa un businessman”. Basta una quota d’ingresso di duecento euro ed un personal computer.

Meno immaginifica e più corretta la lettera inviata da tale Carla Ricci, la quale precisa di fornire un’opportunità di lavoro “in esclusiva per lei”(e qui scivola alquanto). Quello che propone, precisa, è un metodo molto remunerativo, e – se contattata- precisa che fornirà i dettagli dell’offerta e fornirà adeguata preparazione.

Ma in genere le lettere sono assai più insinuanti e generose di promesse. “Lavora con noi per il tuo nuovo impiego”, propone ad esempio un’altra. Clicchiamo per vedere di che si tratta,  ed appare una piscina accanto a una villa, palme sullo sfondo, ed una scritta: “Hai sempre sognato di essere ricco? Diventa trader  ed inizia a guadagnare. Potrai finalmente avere tutto ciò che hai desiderato”. Sembra il genio della lampada di Aladino. L’annuncio garantisce: “100% guadagno, 0% rischio”.  Più facile e sicuro di così….

Un esempio da manuale, un capolavoro nel suo genere, è  però un’altra lettera, che si presenta con la solita promessa: “guadagna in soli due clic”. Apriamo, e troviamo un messaggio che comincia con un familiare: “Buongiorno Marco”.  Ma guarda, questo sconosciuto mi conosce, e mi chiama amichevolmente per nome! Subito dopo però la lettera diventa più formale, passa al “Lei”, e mi  precisa “scrivo per informarla di una nuova possibilità lavorativa. Se anche Lei non ce la fa più dei soliti lavori per pochi euro mensili, sono qui apposta per raccontarle la mia esperienza e aiutarla”.

Quando si dice: un uomo di buon cuore… La storia è questa: un amico gli ha mostrato come guadagnare ed avere uno stipendio extra dedicando a questa seconda attività solo qualche ora del tempo libero. Lui, veramente era un po’ titubante, e non avendo molti soldi, è partito con un investimento iniziale di soli duecento euro. Ebbene: a distanza di due mesi e mezzo  quei duecento euro sono diventati 14.456! L’ignoto amico è preciso al millimetro: non tralascia neppure i sei euro.

E siccome non è egoista, vuole condividere con me  questa sorprendente possibilità di far soldi, così come il suo amico ha fatto con lui. “Se vuole saperne di più, clicchi sul seguente link, e avrà tutte le istruzioni su come fare”, mi propone. Clicco, e si aprono le porte del paradiso. C’è un uomo su una sdraia, scalzo,  davanti ad una spiaggia tropicale con un mare da favola e tante palme sulla riva. Ha solo un  computer. “I soldi non cadono dal cielo” ammonisce una scritta. “Impara a fare trading on line e guadagnali”, è la risposta. E su rozze tavole, inchiodate su un palo, altre scritte precisano: “guadagna ovunque ti trovi”. Dunque posso andare alle Maldive, e guadagnare anche dalla spiaggia di un atollo… “Bastano 20-60 minuti al giorno”. Venti minuti o un’ora? “Guadagna 100-400 euro ogni giorno. Ah ecco: forse con venti minuti se ne guadagnano 100, e con un’ora 400. Ma come si fa? “Compra a poco, vendi a tanto. E’ facile, può farlo chiunque…” è la risposta scritta su un altro cartello. Giustissimo e facile, in effetti. Forse è un po’ più difficile trovare chi ti vende a poco, e subito dopo chi ti compra a tanto. Ma questi, evidentemente, sono solo piccoli dettagli….

A questo punto viene da chiedersi:  ma è lecito tutto questo, o non ci troviamo davanti a reati, che vanno dalla informazione menzognera all’abuso della credulità popolare ed alla circonvenzione d’incapace?

Il fatto è che su questo tema la legge e la prassi anglosassone sono molto diverse da quelle europee, ed anche in questo campo stiamo diventando sempre più americani. In Italia chi vende uova marce  rischia una denuncia per truffa in commercio, e magari anche per attentato alla salute pubblica. In Inghilterra invece uno potrebbe mettere in commercio uova fradice: basta che lo scriva sul cartellino, magari in carattere piccolissimo. Forse c’è qualcuno che vuole proprio le uova fradice. E se invece le compra perché è distratto, o magari un po’ miope, peggio per lui.

E così si moltiplicano i gatti, le volpi, ed i campi dei miracoli.

 

E avanza veloce “Azzardopoli”

 

E si moltiplicano anche i giochi d’azzardo, sia le vere e proprie sale da gioco che il gioco d’azzardo fatto magari da casa o in un bar.

Per quanto riguarda il primo caso c’è la previsione nella “legge di stabilità” dell’apertura di 22 mila nuove sale da gioco. Da esse, e da nuove imposte sui giochi, lo Stato si ripromette di incassare un miliardo di euro, che portano a quasi 8 miliardi il “pizzo” che la Repubblica Italiana incassa col gioco d’azzardo.

La misura ha suscitato un’ondata di comprensibili polemiche. La Commissione Affari Sociali della Camera tra l’altro aveva approvato una moratoria di 5 anni sull’apertura di nuove slot – machine e di video lotterie.

Il Presidente della Repubblica, Mattarella, aveva appena premiato l’uomo che della lotta al gioco d’azzardo ha fatto una missione. Ed ora dovrà controfirmare una legge che di sale da gioco ne apre altre 22 mila.

Un prete, don Virginio Colemagna, ha iniziato per protesta uno sciopero della fame.

“Su quale figura di comunità politica e di società civile noi vogliamo giocare il nostro futuro?”, si è chiesto mons. Mario Toso, membro della Commissione Episcopale per i problemi sociali e del lavoro, sottolineando come di slot-machine in Italia ce ne sia una ogni 150 abitanti: il numero più alto al mondo.

La ludopatia, cioè l’impulso irrefrenabile al gioco d’azzardo, secondo alcune stime ha contagiato ormai  due milioni di italiani, con effetti sociali devastanti: impoverimento, famiglie in rovina, divorzi, suicidi.

Ma al di là di questi casi estremi, di questa irrefrenabile gioco-dipendenza, vi è un vero e proprio esercito di italiani che fanno “uso moderato” o saltuario di questa droga. Sarebbero circa 16 milioni, di cui il 40% donne.

Sta di fatto che 15 anni or sono, cioè nel 2.000,  la somma spesa dagli italiani in scommesse legali ammontava a 4 miliardi di euro; lo scorso anno essa era stimata in 84,5 miliardi ( un decimo della spesa complessiva delle famiglie), di cui 47 spesi in slot-machines. Cifre che non tengono conto del sommerso, cioè delle scommesse clandestine.

Un popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori sta diventando un popolo di giocatori d’azzardo. E lo Stato benedice, ed incassa.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Arnaldo Vitangeli » Articoli 116 | Commenti: 364

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: