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Home | ©2016 La Finanza sul Web | Articolo visto 6678 volte 06 giugno 2016

Gli Usa delle diseguaglianze: tra recessione e rivolte sociali

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Internazionale, Primo Piano

Nick Hanauer: : “ se continuano a crescere le disuguglianze sociali verranno a cercarci con i forconi “

 

 

di Fabrizio Pezzani*

 

La Fed a fronte delle scelte che deve fare rappresenta , oggi , il paradosso dell’asino di Buridano che incapace di scegliere tra due mucchi di fieno esattamente uguali accompagnati dalla stessa quantità di acqua finisce per morire di fame e di sete . Il paradosso  rappresenta il dilemma a cui si trova di fronte la Fed  perché qualunque decisione possa prendere o sia in grado di prendere – alzare o mantenere invariati i tassi sul debito – il  problema di un rischio sistemico di default finanziario non  viene risolto ma solo differito . Come per la Lemhan  lo sapremo il giorno dopo , perché la gente non vuole mai vedere la verità fino a quando non  gli scoppia in faccia.

Il pensiero unico monetarista eretto a verità incontrovertibile grazie ad un sistema di relazioni tossiche tra Accademia , Politica e Finanza ha finito per divorare sé stesso esattamente come Saturno divorava i propri figli, inondando di una liquidità senza un controvalore reale il mondo della finanza separandola totalmente dall’economia reale a cui dovrebbe , invece , sottostare.

Dal momento in cui la moneta è stata separata dalla convertibilità in oro, nel 1971, il mondo della finanza ha seguito un suo percorso di sviluppo astrale, ma funzionale a sostenere interessi sovraordinati al mondo reale,  assumendo un ruolo di governo  funzionale all’esercizio di una forma di “macrousura“  geopolitica. La Fed in tutto questo ha avuto gravissime responsabilità, delle quali dovrebbe essere chiamata a rispondere, rispetto all’uso spregiudicato del capitalismo finanziario, che dopo avere spolpato l’economia reale ha gettato gli Usa ed il mondo nel turbine della tempesta monetaria.

Dopo la crisi del settembre 2008 , l’unica soluzione è stata affidata alla trappola mortale del QE ( Quantitative Easing ) che ha aumentato la massa monetaria ma non ha prodotto effetti sulla reale crescita del paese, che in mancanza di  una vera attività manifatturiera, che è stata  de localizzata, è diventato ostaggio degli indici finanziari e della moneta, in una logica di breve tempo che distrugge ma non costruisce, tipica  della sindrome della locusta . I risultati della finanza deregolamentata si riflettono in una situazione di rischio- default socioculturale senza precedenti  espressi dai seguenti fatti :

-finanziarizzazione dell’economia reale e concentrazione della ricchezza  sempre più polarizzata verso l’alto;

- crollo della classe  media che è il lievito delle civiltà occidentali;

- per la prima volta da un secolo le famiglie della classe media non sono più la maggioranza del paese

- il 62 % della popolazione degli Usa non ha risorse sufficienti per pagare la riparazione di una macchina o una spesa medica superiore a 500 $

- amplificazione fuori controllo di una povertà senza sistemi di welfare ( negli Stati Uniti è dedicato al welfare il 18 % del pil rispetto alla media europea del 30 %) ;

-crollo dell’occupazione manifatturiera ( essa determina l’11 % del pil ) a favore di quella dei servizi ( 23 % del pil ) ,conseguente crescita della disoccupazione mascherata con la sottoccupazione che determina un progressivo crollo delle rendite delle famiglie  (caduta dei salari fino all’80 %  ), un conseguente calo dei consumi. un crescente disagio sociale  represso da un sistema carcerario che mette gli Usa al primo posto al mondo per numero di cittadini incarcerati. Il sistema carcerario affidato ai privati è diventato un enorme business industriale che condiziona le scelte politiche attraverso l’inasprimento delle pene . Nel 1980 vi  erano 220 detenuti ogni 100.000 cittadini  oggi sono saliti a 716 arrivando ad un record mondiale e superando in molti stati come la California  la spesa per l’istruzione secondaria ;

- concentrazione degli istituti di credito che diventano una sorta di autorità governativa in grado di influenzare le scelte della politica ( too big too fail );

- la cancellazione del Glass Steagall Act ha generato una concentrazione di potere antidemocratico in mano a poche istituzioni finanziarie, un oligopolio a tutti gli effetti spacciato come democrazia ;

- una cultura della liquidità a breve, e massimizzazione dei valori finanziari tramite una sistematica manipolazione dei dati. La crescita del Dow–Jones è determinata dal buy-back delle multinazionali che comprano con  i profitti  ( circa il 95 % degli stessi   secondo Bloomberg ) ed  a debito,  con tassi infimi, le loro azioni alterandone il vero valore ed aumentando la massa di liquidità a debito che sostiene il gioco  speculativo . L’aumento del valore delle azioni e l’illusione fittizia della crescita è stato determinato almeno per il 50 % dalle operazioni di buy- back  (Fonte : Morgan Stanley ).  

Gli effetti della finanziarizzazione diventano una trappola mortale perché la ricerca del surplus azionario fittizio si scarica su salari sempre più bassi e con bassi tassi di interesse costringe i pensionati a consumare i loro risparmi. Tutto esattamente il contrario della politica industriale di Henry Ford che aveva messo in macchina il paese anche grazie agli aumenti salariali concessi ai suoi dipendenti per i quali era stato duramente criticato dall’establishement  finanziario, che non cambia mai .  Come dice Warren Buffet le quotazioni gonfiate potrebbero precipitare di colpo perché tutto il sistema è entrato in loop .

Di fronte ad un sistema che sta collassando sembra che tutto dipenda dalle mosse della Fed sul rialzo o meno dei tassi ma nella specifica situazione “ l’asino di Buridano / Fed “ si trova alle prese con un dilemma “cornuto“ perché qualsiasi decisione non modifica l’entropia del sistema.

Se aumenta i tassi, spinge le imprese a scaricare sui prezzi le attese di crescita, a scapito dei salari e dei  risparmiatori a reddito fisso che hanno investito sulla base di una bassa inflazione, che verrebbero spazzati via, e gonfia il debito pubblico .Se la Fed decide di mantenere un basso livello di inflazione ,  circa il 2 % , peraltro irrealistico, favorendo il trasferimento di parte dei profitti sui salari  riducendo i margini finanziari ma contro gli interessi degli azionisti. L’operazione ridurrebbe i margini di profitto  delle imprese e dei bonus aziendali  a cui nessun manager vuole rinunciare, quindi il mantenimento dei bonus comporterebbe   licenziamenti ad effetto domino .  

La realtà è che gli Usa sono in trappola  e qualunque decisione prenda la Fed non servirà a nulla, perché la vera decisione non è finanziaria ma di politica sociale e le elezioni lo dimostrano. Infatti sia Trump che Sanders hanno messo al centro del dibattito il declino dei salari e della classe media.

Un direttore di un Hedge Fund, Nick Hanauer, ha chiaramente detto : ” se non facciamo nulla per risolvere le evidenti ingiustizie economiche verranno a cercarci con i ” forconi “.Nessuna società può sostenere questa crescente disuguaglianza , non c’è nessun esempio nella storia dell’uomo in cui sia stata accumulata ricchezza a questo modo ed alla fine non siano arrivati i forconi “. E’ proprio vero, perché nella storia dell’uomo le società sono sempre e solo crollate per guerra o per lotta sociale, e gli Usa sono l’unico paese occidentale che non ha vissuto una vera rivoluzione sociale.

Alla luce delle precedenti considerazioni non è casuale che molti ritornino a studiare il “ plusvalore “ di Marx ed il buon senso di Keynes. Così , oggi , l’asino di Buridano / FED  rischia davvero di morire, incapace di decidere, perché la verità sta in un altro campo.

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Autore: Redazione » Articoli 663 | Commenti: 285

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