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Home | ©2015 La Finanza sul Web | Articolo visto 3950 volte 17 dicembre 2015

Terna segnala: +0,9% i consumi di energia elettrica a novembre (ma con un giorno lavorativo in più)

Di Redazione  •  Inserito in: Flash, Notizie dalle Società

I consumi di energia elettrica hanno segnato lo scorso novembre in Italia uno 0.9% in più rispetto allo stesso mese del 2014.

Poiché il consumo di elettricità è uno dei  più credibili indicatori dell’andamento congiunturale, l’aumento parrebbe confermare i segni di una pur tenue ripresa della nostra economia, ma questa ipotesi  viene subito a cadere considerato che  – depurata dell’effetto congiunto di temperatura e calendario-  la richiesta di energia elettrica di novembre segna un calo dello 0,6% rispetto  al corrispondente mese del 2014. Quest’anno infatti novembre ha avuto un giorno lavorativo in più ed una temperatura media mensile di circa due gradi in meno. Non è  l’incremento della congiuntura economica, ma quello del freddo ed il giorno lavorativo in più che hanno  dunque aumentato a novembre il consumo di energia.

Se si prendono in esame però i primi undici mesi dell’anno il discorso sembra cambiare. Il fabbisogno di energia elettrica in Italia infatti nel periodo gennaio-novembre è aumentato dell’1,6% rispetto allo scorso anno, ed anche a parità di calendario risulta un incremento dell’1,4%. Ed inoltre la domanda destagionalizzata a novembre segna un lieve incremento (+0,4%) rispetto ad ottobre, il che, peraltro, appare fisiologico, considerato che novembre si avvicina all’inizio dell’inverno.

Interessante è anche l’esame dei dati forniti da Terna sul modo in cui è stata soddisfatta la richiesta d’energia. A novembre la produzione nazionale ha coperto l’81,1% della domanda ed il restante 18,9% è stato soddisfatto con lo scambio con l’estero, cioè con importazioni al netto dell’export. La produzione nazionale  netta, pari a 21 miliardi di kWh è diminuita dello 0,6% rispetto al corrispondente mese del 2014. Più precisamente  sono aumentate la produzione fotovoltaica (+33,8%), quella termica (+11,5%) e quella geotermica (+8,5%), mentre risultano diminuite  la produzione idroelettrica (-41,2)  e quella eolica (-6,3%).

La produzione fotovoltaica ha goduto, com’è noto, di forti sussidi  e probabilmente anche, a novembre, di più ore d’insolazione, grazie ad un’alta pressione che si è prolungata sino a metà dicembre, ed oltre; le fonti d’energia rinnovabili confermano dunque, sia in senso  positivo che negativo, la relativa aleatorietà del loro apporto direttamente connesso ai fenomeni climatici.

Per quanto concerne infine Terna, va segnalato che la società  guidata da Matteo Del Fante ha rinnovato il programma di emissioni obbligazionarie denominato “Euro Medium Term Note Programme” (EMTN), come deciso nella riunione del CdA del 4 marzo scorso. Il ruolo di “joint arrangers” del programma è stato svolto da Deutsche Bank e da Citigroup; ai titoli è stato assegnato il rating BBB da parte di Standard&Poor’s, Baa1 da parte di Moody’s e BBB+ da parte di Fitch.

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