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Home | ©2015 La Finanza sul Web | Articolo visto 8982 volte 06 febbraio 2015

Terna e Enel: De Masi (Flaei Cisl) grande attenzione sulle privatizzazioni

Di Redazione  •  Inserito in: Notizie dalle Società

 

L’avvio del procedimento di ricertificazione, da parte dell’Autorità di Settore, di Terna e Snam dovuto all’ingresso di State Grid cinese in Cdp Reti e la concomitante cessione di un ulteriore pacchetto di azione dell’Enel da parte del Ministero dell’Economia ripropongono la necessità di valutare con grande attenzione da parte della Politica e del Governo i processi di privatizzazione nel settore elettro-energetico. È quanto sottolinea in un nota il segretario generale della Flaei Cisl, Carlo De Masi.

Riteniamo, nel caso di Cdp Reti che interessa al momento due asset strategici per il Paese come le reti elettriche e del gas, che le valutazioni sulla ricertificazione dovevano essere effettuate prima di modificare la governance societaria a seguito della cessione delle quote ai cinesi. Il controllo delle reti è un fattore primario della sovranità nazionale, nulla va trascurato nemmeno il dettaglio più sottile, quando si interviene su ambiti così delicati e strategici. Non siamo contrari alle privatizzazioni purché queste offrano garanzie inoppugnabili per Aziende che erogano servizi essenziali per la vita dei Cittadini.  Ci sono in ballo non quote di mercato o semplici profitti, bensì scelte cruciali di lungo periodo per il Paese.

Valutazioni altrettanto ponderate vanno adottate – prosegue Carlo De Masi – anche nel caso della cessione di un ulteriore quota di azioni dell’Enel da parte del Ministero dell’Economia. Una scelta che in tutta evidenza non può essere ricondotta ad una semplice operazione per fare cassa o al mero abbattimento del debito pubblico italiano. I pochi miliardi di Euro che il Tesoro stima di incassare, scendendo dal 31,2% attuale al 25% circa del capitale di Enel, rappresentano una goccia nel mare, o meglio è come svuotare un transatlantico con un secchiello. L’operazione – precisa De Masi – serve probabilmente ad altri obiettivi, forse a infondere messaggi positivi agli investitori esteri perché tornino ad essere protagonisti nel nostro Paese e ne supportino il rilancio industriale. Questa operazione di immagine potrebbe essere condotta con strumenti più adeguati, non con la cessione di quote azionarie di uno dei tre solidi campioni industriali rimasti all’Italia, protagonisti sul mercato internazionale e altamente competitivi.

Occorrerebbe procedere con grande cautela, sia al fine di non indebolire un’azienda come Enel, sia per non rinunciare ad importanti dividendi futuri in cambio ora del famoso piatto di lenticchie di Esaù. Gli albori di una ripresa economica, che ci auguriamo incisiva e duratura – conclude il segretario generale della Flaei Cisl – meritano una pausa di riflessione. L’Enel, in un contesto di crescita vedrebbe di gran lunga aumentare il proprio valore intrinseco e la propria redditività rispetto all’ipogeo toccato oggi nella spirale della peggiore recessione che l’economia abbia conosciuto.

Roma 6 febbraio 2015

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