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Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 13505 volte 19 maggio 2014

L’austerità cretina continua a produrre i suoi frutti

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale, Primo Piano

Più debole del previsto la congiuntura economica europea

 

La politica economica europea richiama alcune scene del film “Casanova” di Fellini.
C’è una esile e debilitata fanciulla che ha dei periodici svenimenti. Arriva il medico ed ordina un salasso a scopo terapeutico.
Ovviamente la poverina, ancor più debilitata,continua a svenire ed il medico ordina ogni volta un salasso. E così via.
L’idea che possa essere necessaria una manovra correttiva sui conti pubblici italiani – perché il PIL italiano 2014 potrebbe essere più basso delle previsioni originarie su cui si basano le previsioni di gettito fiscale – assomiglia tanto a quel salasso.
Si chiama anche “austerità cretina”. I suoi vati sono come i medici ignoranti del 1700.

* * * * *

Quando l’Istat ha annunciato i dati deludenti del PIL italiano nel primo trimestre 2014, il commento a caldo del Premier Renzi si è basato su una manipolazione dei dati rilasciati.

Infatti, egli si è soffermato sulla contrazione del PIL del primo trimestre 2014 vs. il PIL del quarto trimestre 2013 (-0,1%), giudicandolo irrilevante, mentre il dato rilevante da mettere sotto osservazione avrebbe dovuto essere quello della decrescita tendenziale (-0,5%), cioè del PIL del primo trimestre 2014 vs. il PIL del primo trimestre 2013.

Infatti, quello che rileva è la crescita o la decrescita del PIL 2014 sul PIL 2013 ed il primo trimestre pesa per ¼ di questa percentuale. A questo punto, per poter centrare il modesto obiettivo di crescita dello 0,7% nel 2014, i restanti 3 trimestri dell’anno 2014 dovrebbero registrare una crescita media dell’ 1,1%.

A ben pensare, la notizia dell’ennesimo calo del PIL non avrebbe dovuto sorprendere perché proprio nei giorni del rilascio dei dati Istat sul PIL erano pervenute le statistiche sull’accelerazione dei fallimenti di imprese italiane nel primo trimestre 2014. Alcuni quotidiani, inoltre, avevano descritto un fenomeno emblematico della crisi come quello della progressiva desertificazione commerciale nel centro di Milano che aveva parimenti subito un’accelerazione proprio nel primo trimestre 2014.

La manovra annunciata dal Governo sui salari dei lavoratori dipendenti avrà un impatto molto modesto sulla crescita. Se, anzi, la propensione marginale al risparmio di quei lavoratori dovesse incrementarsi, l’effetto netto potrebbe persino essere restrittivo. È una ipotesi improbabile ma che rende il senso della difficoltà a fare ripartire la ripresa impiegando solo politiche fiscali “a somma zero”.

I dati sintetici dell’Istat sul PIL italiani sono stati rilasciati in contemporanea a quelli Eurostat che hanno fatto giustizia di alcune credenze che si erano diffuse immotivatamente.

Non è vero che la Grecia torna a crescere

Ad esempio, sul fatto che la Grecia nel 2014 avrebbe ripreso il sentiero dello sviluppo in maniera ben più forte che l’Italia. Era una voce che pareva cadere a fagiolo per giustificare l’asprezza delle politiche di austerità messe in atto in quel Paese. Il primo trimestre, invece, segna un calo del PIL greco tendenziale del -1,1% che è omogeneo con il -0,5% segnato dall’Italia.

Ancora in collasso l’economia di Cipro (-4,1%) a dimostrazione del fatto che le cure draconiane trascinano nel tempo i loro effetti.

Abbastanza bene, invece, la Germania (+2,3% tendenziale) e fiacche Spagna (+0,6%) e Francia (+0,8%).

L’Olanda mette a segno un dato negativo (-0,5%) e pure la Finlandia (-0,8%), paesi tradizionalmente alleati politici della Germania ed oggi in chiare difficoltà, sia pur per ragioni diverse.

In sintesi, l’Europa dell’Euro a 18 paesi cresce dello 0,9% mentre l’Europa a 28 paesi dell’1,4%.

Tutta l’area euro è in piena deflazione

Questa condizione di debolezza dei paesi tradizionalmente alleati della Germania è abbinata ad un dato debole in Marzo della produzione industriale tendenziale (Marzo su Marzo) dell’Europa a 18 (-0,1% contro +0,5% dell’Europa a 28), soprattutto per un calo drastico nella produzione di energia (-11,9%) e con Olanda e Finlandia tra i paesi peggio performanti nella produzione industriale (rispettivamente -12,5% e -5,4%).

L’inflazione dei paesi Euro è assai bassa (+0,7% in Aprile contro +1,2% di un anno fa) e non molto lontana da quella dell’intera Europa a 28 (+0,8%), ma con alcuni paesi ormai già in piena deflazione (Grecia -1,6%, Bulgaria -1,3% ecc.).

Inoltre, se ci sofferma sui soli e più significativi prezzi alla produzione industriale, tutta l’area Euro è ormai in piena deflazione (-0,2%) con Olanda (-0,9%), Finlandia (-0,7%) e Francia (-0,5%) a guidare il fenomeno, ma senza escludere Italia e Germania (-0,2%).

Acquisti dalla BCE di obbligazioni private?

D’altra parte, non deve sorprendere l’accumularsi di dati negativi sul PIL europeo in considerazione del fatto che la BCE non aveva escluso una ulteriore riduzione dei tassi di riferimento. Tale ventilata riduzione era difficilmente compatibile con lo scenario di ripresa economica prefigurato dal Governo.

È in questo contesto che filtra la notizia che la Bundesbank avrebbe dato il via libera alla BCE all’avvio di un acquisto massiccio di obbligazioni private. Una manovra comunque “convenzionale” che difficilmente potrà rappresentare l’approdo finale della politica monetaria europea.

Appena l’Istat avrà la premura di pubblicare i dati oggetto del suo comunicato stampa, avrò cura di analizzarli in dettaglio nelle sue varie componenti.

di Paolo Sassetti

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