Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 14837 volte 11 luglio 2014

La corsa contro il tempo per salvare le banche (con i soldi dei correntisti)

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza, finanza italiana, Primo Piano

Sembra proprio una disperata corsa contro il tempo.  Mercoledì scorso il governo tedesco con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla normativa europea ha approvato  un piano che prevede dall’inizio del prossimo anno il coinvolgimento di tutti i creditori nel  salvataggio o nella liquidazione delle banche in via di fallimento. E quasi contemporaneamente il Banco Espirito Santo portoghese, crollato in Borsa, ha dovuto  interrompere le quotazioni. Il terremoto è arrivato a Wall Street: il timore di un “default” portoghese, unito alle notizie negative sugli indici della produzione industriale in vari Paesi, Italia compresa,  ha raggelato la Borsa. In Italia le quotazioni di alcune banche (Banco Popolare, Montepaschi, ma non solo) hanno segnato vistosi arretramenti.

Il problema principale per le nostre banche, è quello dei crediti inesigibili. Un “buco”, secondo alcune stime, di 150 miliardi di euro. E in una congiuntura che non accenna a riprendersi e con una crisi che dura ormai da sette anni, la stima rischia di aumentare. Agghiacciante il risultato di una indagine del Centro Studi Uninpresa, la quale evidenzia come in Italia il 36% delle fatture non venga pagato alla scadenza. E tra i primi inadempienti c’è lo Stato.

In uno scenario simile, cui si aggiunge l’inarrestabile crescita della “bolla” dei derivati, tornata a livelli superiori a quelli del 2007,   il collasso del sistema finanziario appare dietro l’angolo.

Ma questa volta a salvare le banche non saranno più gli Stati, cioè i contribuenti, ma gli stessi creditori, cioè gli obbligazionisti ed i depositanti, secondo uno schema già sperimentato  nella crisi di Cipro. Lo chiamano “bail in”, cioè salvataggio dall’interno, contrapponendo al “bail out” del passato.

Un rapporto di esperti, riuniti nella “Monopoly Commission”  ha espresso il suo scetticismo sul fatto che, in caso di difficoltà delle banche, si possa trovare sul mercato capitale sufficiente ad impedire che  sia reso responsabile anche il pubblico: Cioè  i correntisti che hanno depositato i loro fondi nella banca in crisi.

“Far partecipare i risparmi non assicurati al piano di salvataggio delle banche è accettabile, posto che sia una soluzione comune in Europa”, ha dichiarato a Vienna l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni.

Come dire: se “così fan tutte”, appropriarsi dei depositi dei risparmiatori per coprire le perdite che le banche accumulano giocando nella bisca della finanza globale, non è più vergognoso.

Dovremo tornare a nascondere i risparmi sotto il mattone o nel materasso? Certo, c’è la possibilità che li rubino i ladri. Ma in banca c’è ormai la certezza che li possano rubare i banchieri.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 670 | Commenti: 240

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: