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Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 12288 volte 30 giugno 2014

IL FISCO NON DORME MAI

L’AUMENTO DELLA PATRIMONIALE E DELLE IMPOSIZIONI SUI RISPARMI DEGLI ITALIANI

Di Redazione  •  Inserito in: Flash

L’imposta sui rendimenti dei risparmi degli Italiani da domani subirà l’ennesimo aumento. Tutto il risparmio, insomma, sarà tassato al 26%, con l’eccezione di Bot, Btp e buoni fruttiferi postali nonché le emissioni degli enti internazionali (come Banca Mondiale, Banca europea degli investimenti, Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo) che restano al vecchio 12,5%.

In meno di tre anni i balzelli sul risparmio sono aumentati a più riprese : i bolli sui depositi titoli, la Tobin tax all’italiana, sono aumentati dallo 0,15 allo 0,20%; le aliquote su titoli, fondi e conti di deposito, sono aumentate dal 12,5 al 20% (gennaio 2012). Inoltre, occorre considerare anche l’aumento dello 0,5% (all’11,5%) dell’aliquota dell’imposta sostitutiva a carico dei fondi pensione complementari per l’anno 2014.

Ora, a far data dal 1° luglio, l’aumento dal 20 al 26% delle aliquote sulle rendite finanziare. Saranno tassati  gli interessi e gli altri proventi derivanti da conti correnti e depositi bancari e postali, obbligazioni, nonché sui proventi di fondi comuni, sulle polizze vita, i dividendi e le plusvalenze sulle azioni. Tra l’imposizione sui rendimenti e l’imposta di bollo, calcoli alla mano, la pressione fiscale raggiunge il livello di oltre il 30% dei guadagni.

L’operazione è stata presentata come necessaria per finanziare il taglio dell’Irap e come l’adeguamento del fisco italiano alle aliquote in vigore nel resto d’Europa, e costerà ai contribuenti  circa 755 milioni di euro. Nel 2015 è previsto che il gettito salirà a 3 miliardi euro. Si continua quindi a perseguire il medesimo obbiettivo degli ultimi governi italiani (da Monti a oggi): fare cassa a carico del ceto medio, il sostegno dell’Italia che lavora e risparmia. A differenza degli altri paesi europei in Italia non sono previste forme di tutela per i redditi più bassi, né forme di compensazione tra redditi diversi.

Sarà ironia quella del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, quando sostiene che per uscire dalla recessione occorre diminuire le tasse?  

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Autore: Redazione » Articoli 678 | Commenti: 347

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