Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 20308 volte 10 luglio 2014

I BRICS contro il nuovo ordine mondiale ( e su moneta e petrolio faranno da sé )

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Internazionale, Primo Piano

I BRICS, cioè il gruppo dei grandi Paesi emergenti  (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) non partecipano, com’è noto, alle trattative  né del Trattato Transatlantico, né del Transpacifico, che ne è il gemello. Trattati fortissimamente voluti dagli Stati Uniti e che in sostanza configurano un ulteriore balzo in avanti sulla via dell’attuazione pratica dei dettami liberisti e dell’uniformazione globalista, con effetti estremamente preoccupanti anche per la sovranità degli Stati nazionali e per le stesse garanzie democratiche. Ma di questi aspetti, che hanno suscitato un forte allarme in alcuni Paesi (ma non in Italia…) parliamo più dettagliatamente in un altro articolo.

http://www.lafinanzasulweb.it/2014/puo-un-trattato-segreto-cancellare-la-costituzione/ 

Qui invece vogliamo porre in risalto un altro aspetto: come cioè i BRICS, anche in questa significativa circostanza, si stiano caratterizzando come un blocco politico che – senza  clamore ma sempre più apertamente – resiste all’egemonia americana. Egemonia che, a parte il piano militare, si manifesta sotto due altri aspetti: quello monetario, ove il dollaro, pur ridotto a cartamoneta inconvertibile in oro, continua ad essere la moneta degli scambi internazionali, e quello commerciale ove, con un “forcing” sempre più pressante, gli Stati Uniti stanno cercando di ridurre gran parte del pianeta a “mercato unico” soggetto ai principi del capitalismo liberista di scuola anglosassone, cioè “stato minimo” e mercato sovrano.

Il disegno americano di un cosiddetto “partenariato” transatlantico e transpacifico sul commercio e sugli investimenti (Trade and Investment Partnership), detto anche “Free Trade Area”, cioè area di libero commercio, ha la dichiarata ambizione di  riunire sotto uniche regole (quelle americane) l’attività di  investimento, produzione e commercio, cioè in sostanza l’attività economica di  un gruppo di Paesi dell’Europa e dell’Asia che costituirebbero – si sottolinea- il più poderoso mercato unico mai visto al mondo.  Ma la sola opposizione dei BRICS, che non partecipano neppure ai negoziati, lascia fuori comunque più di tre miliardi di persone (cioè metà della popolazione mondiale), e comprende il Paese più vasto del pianeta e la seconda superpotenza mondiale (la Russia), il Paese più popolato del mondo, la seconda (ma secondo alcuni già prima) economia mondiale ed il maggiore importatore ed esportatore (la Cina), il terzo Paese del mondo in termini di potere d’acquisto (l’India), l’economia più sviluppata dell’America latina (il Brasile), l’economia più sviluppata del continente africano (il Sud Africa).

Già questi numeri indicano chiaramente che un “mercato unico” mondiale che non comprenda questi Paesi sarebbe “mondiale” solo per metà. E suggeriscono anche che se  questo gruppo di Paesi, che  ha un peso così rilevante nel commercio mondiale,  decide di contestare il dollaro come  moneta dei pagamenti internazionali ,è in grado di far traballare l’intero sistema monetario internazionale, che ruota ancora attorno al dollaro.

In realtà la decisione di “bypassare” il dollaro è già stata presa da Russia e Cina. Prima della visita a Pechino di Putin, il governatore della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina, aveva incontrato Vladimir Putin per informarlo sullo stato delle trattative con la Banca Popolare Cinese volte a sostituire il dollaro con rubli e yuan nei reciproci scambi e finanziare in tal modo i commerci. E già il grande accordo per la maxifornitura di gas russo alla Cina ( del valore dioltre 400 miliardi di euro) prevede il pagamento in yuan.

Ma l’uso delle valute nazionali al posto del dollaro non riguarderà solo Russia e Cina. Lo ha fatto capire chiaramente il governatore della Banca centrale russa, che ha dichiarato: “Stiamo discutendo con la Cina ed i nostri partner BRICS un sistema di scambi multilaterali che permetterà di trasferire le risorse a uno o ad un altro Paese, se necessario. Una parte delle riserve valutarie può essere diretto al nuovo sistema”.

Ed è di ieri, 10 luglio, la notizia giunta da Mosca dell’intenzione dei BRICS di creare una propria Banca per lo Sviluppo, che avrà sede a Shangai. Il capitale del nuovo Istituto di credito dovrebbe essere di dieci miliardi di dollari, con possibilità di erogare prestiti complessivi fino a cento miliardi di dollari. Si ipotizza inoltre la creazione di un Fondo valutario comune.

Il consigliere economico di Putin, Sergey Glaziev, da tempo sostiene la necessità di creare una “alleanza internazionale di Paesi disposti a sbarazzarsi del dollaro nel commercio internazionale e ad astenersi dall’uso di dollari nelle riserve valutarie”.

Quello che si va delineando tra i BRICS è in effetti un nuovo sistema nei pagamenti internazionali, che mira a sostituire l’attuale, ed in parte anche il Fondo Monetario Internazionale, perché i membri dell’accordo finanzieranno essi stessi i Paesi più deboli a corto di valuta.

E va da sé che un tale “bypassaggio” avrebbe pesanti ripercussioni anche sul finanziamento del disavanzo degli Stati Uniti, che oggi dipende in larga parte dai surplus in dollari che la Cina accumula coi suoi avanzi commerciali.

Ma l’intesa dei BRICS non si limiterebbe al settore monetario. La presidenza russa infatti, secondo indiscrezioni di stampa, proporrà alla imminente riunione dei BRICS anche  la creazione di un’associazione sul piano energetico, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti  e contribuire a regolare il mercato petrolifero.

Dagli anni settanta del secolo scorso in effetti i problemi del sistema monetario e quelli del mercato petrolifero sono intimamente connessi. Sinora i leader dei Paesi arabi che hanno minacciato di sostituire il dollaro nei pagamenti di petrolio hanno fatto tutti una brutta fine: da Saddam Hussein a Gheddafi.

Nella bilancia della storia la spada ha pesato sempre più dell’oro, anche del’”oro nero”. Ma i Brics sono un  boccone troppo grosso da inghiottire, anche per una superpotenza come gli Stati Uniti. La spada in questo caso non può essere usata.

Forse la lunga crisi iniziata con il crollo del sistema di Bretton Woods deciso da Washington 43 anni or sono, allorché il presidente Nixon dichiarò l’inconvertibilità del “biglietto verde” in oro, sta volgendo al termine. Il dollaro è sempre più un re nudo, mentre l’economia dell’Occidente sembra alla vigilia di un nuovo drammatico collasso.

Giorgio Vitangeli

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 670 | Commenti: 241

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

  • Dai BRICS una nuova visione di sviluppo economico

    Il mondo occidentale si trova di fronte ad una scelta epocale. A fronte di una escalation di crisi economiche e finanziarie, in un periodo di grandi stress nelle relazioni internazionali...

  • I BRICS e la nuova governance economica globale

    di  Emanuela SCRIDEL ECONOMISTA -  Esperto U.E. e Prof. Strategie Internazionali   Nel Marzo del 2012 il Summit dei BRICS, i cosiddetti “Paesi Emergenti” – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – tenutosi a...

  • Ma dove è custodito l’oro di Bankitalia?

    di Giorgio Vitangeli Ora il re è davvero nudo. Due distinti episodi hanno rotto l’incantesimo, per cui tutti, o quasi, fingevano di non accorgersi della sua nudita’. Il primo è costituito...

  • INDIA: POTENZA ECONOMICA DENTRO E FUORI DAI BRICS

                        di  Emanuela SCRIDEL ECONOMISTA -  Esperto U.E. e Prof. Strategie Internazionali   Si è concluso nei giorni scorsi  a Ufa, in Russia,  l’ultimo vertice BRICS, che oltre a consacrare definitivamente la nascita della...

  • Sicurezza nucleare: servizio completo della conferenza FLAEI CISL

    La FLAEI CISL ha organizzato la conferenza internazionale “Atoms for Peace 2012″ dal titolo Knoledge Management: A Key Element To Assure Nuclear Safety che si è svolta a Roma il...

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: