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Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 14825 volte 04 marzo 2014

Decreto Imu-Bankitalia: sta per calare la scure di Bruxellessul “regalo di 7,5 miliardi fatto alle banche

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza, Finanza Internazionale, Primo Piano

   Di Giorgio Vitangeli

 

I dubbi di Bruxelles  sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia sono ancora più pesanti di quanto ipotizzato; altro che”richieste di informazioni”!

 Questa clamorosa rivelazione viene nientemeno che dal Corriere della Sera,  nascosta peraltro in una pagina interna con un titolino ad una colonna.

Meglio di niente, considerato che su tutta l’operazione Imu-Bankitalia la grande stampa d’informazione, con eccezioni da contarsi sulle dita di una mano, ha mantenuto sinora  un silenzio omertoso, rotto appena dalla cronaca del tumulto scoppiato alla Camera, focalizzando però l’attenzione sulle intemperanze dei “grillini” e dei “Fratelli d’Italia” più che sulla sostanza del problema.

Ed ora da Bruxelles  arriva la doccia fredda, e non si può far finta di niente. Perché. “secondo sussurri insistenti” riportati appunto dal quotidiano milanese, “ Bruxelles  sa bene che le riserve di Bankitalia sono esattamente come i lingotti d’oro custoditi nei suoi forzieri, cioè sono patrimonio dello Stato, dei cittadini italiani, e non delle banche socie cui sono state attribuite”.

Che è esattamente quello che noi abbiamo scritto più di un anno fa, poi alla fine dello scorso anno, e che abbiamo ribadito nel numero de “la FINANZA” già in stampa, scritto prima che arrivassero le indiscrezioni da Bruxelles,  e che ora anticipiamo qui di seguito, in questa edizione elettronica della Rivista.

Dunque:  le autorità di Bruxelles concordano pienamente su quanto contestato ripetutamente da noi, e quindi con dotta dottrina dal prof. Mario Esposito nel suo fondo dello scorso numero, e con logica stringente da Davide Giacalone nella sua intervista  (che riportiamo in questa pagina) : le riserve della Banca d’Italia sono dello Stato, e distinguere tra riserve ordinarie e straordinarie è questione di lana caprina. E allora  dire che la rivalutazione delle quote delle banche private “partecipanti” al capitale della Banca d’Italia è avvenuta senza gravare sul bilancio dello Stato è sostanzialmente inesatto , a voler usare  un eufemismo.

Quel che invece col decreto convertito già in legge è accaduto, per usare le stesse parole del Corriere della Sera, è che le riserve della Banca d’Italia, di proprietà dello Stato, sono state “risucchiate” per legge nel capitale  di Palazzo Koch, che invece è ora di proprietà delle banche private.

E questo ha tutta l’aria, per Bruxelles, di rappresentare un indebito aiuto di Stato, e per noi un  corposo “regalo” di denaro pubblico alle due più grandi banche private.

Infatti, come ipotizza sempre il Corriere della Sera, riportando il parere di un insigne esperto di diritto societario, l’operazione, così come è stata presentata, sembrerebbe aver trasformato un titolo di credito, che dava statutariamente diritto  solo ad una somma commisurata  ai “frutti” delle riserve, in un titolo che ha dato diritto invece ad una parte del patrimonio.

Una cosa è certa: il decreto Imu-Bankitalia, per la parte riguardante la nostra Banca Centrale, è “un gran pasticcio”.  La maggioranza del parlamento italiano, un po’ per ignoranza, un po’ turandosi il naso e chiudendo gli occhi, ha finito con approvarlo. Ma le notizie che giungono da Bruxelles fanno intuire che la vicenda non è finita. Anzi, è appena incominciata.

 

 

 

 

 

 

 

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Autore: Redazione » Articoli 673 | Commenti: 277

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