Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2014 La Finanza sul Web | Articolo visto 12619 volte 20 novembre 2014

Crisi antropologica non economica

Di Redazione  •  Inserito in: Ricerche e Studi

di Fabrizio Pezzani

Il tema sollevato sulla congruenza dei Nobel assegnati e la volontà del fondatore ed il processo all’Economia è solo una parte di un problema molto più complesso e profondo che riguarda la vera genesi della crisi del nostro tempo : una crisi antropologica e non economica . Il dibattito sull’economia e sui  suoi metodi di studio non può essere separato da una corretta lettura della storia che nei lunghi tempi tende a ripetersi come aveva  intuito G.B.Vico ; la natura del suo attore , l’uomo , non cambia mai, sempre oscillante tra Caino ed Abele e sembra che solo il dolore porti l’uomo alla saggezza .  Il pensiero unico tecnico-razionale affermatosi ci fa vedere solo il futuro come garanzia di successo e così non riusciamo a capire  le correlazioni tra cause ed effetti nella nostra storia ; ci comportiamo come se il passato sia stato cancellato e come se la storia non avesse mai mostrato  situazioni simili a quelle a cui ci troviamo ora. Il dibattito , quindi, sul ruolo degli studi di economia e di finanza  ,  in particolare , è più ampio e va ricondotto ad un quadro  storico per capire come questi abbiano contribuito ad un’accelerazione nei processi  di cambiamento di un modello socioculturale arrivato al collasso ma che ha radici lontane proprio nel campo della speculazione . Il cambiamento trova le sue radici a partire da Kant che con l’enunciato dell’autocritica afferma che la ragione fa della propria finitezza e del  carattere assoluto ( infinito ) della libertà un punto di partenza sia per l’idealismo tedesco che per il materialismo storico di Marx .  L’occidente entra nel mondo della  “ tekhné “  e comincia a separare l’uomo dalla sua anima ; si afferma, di conseguenza , come unica“ verità “ solo quella tangibile , osservabile e misurabile “ e le scienze che spiegano quella verità diventano esse stesse “ verità “ . Questo principio di verità ,poi , è stato esteso all’economia , ai suoi metodi di studi ed al ruolo che le abbiamo attribuito nel definire la priorità dei valori fondanti una società. L’assegnazione del premio ,  come abbiamo rilevato , ha  contribuito a modificare e  legittimare le modalità di studio di una scienza che nasce e rimane scienza strumentale e sociale ma che ha finito per assumere il ruolo  di una scienza morale cioè finalistica da studiarsi come una scienza positiva ed esatta . Abbiamo finito per scambiare i fini con i mezzi , non è più l’uomo a definire i bisogni ma è il sistema esterno che diventa dominante , autonomo rispetto all’uomo che ne diventa mezzo , un uomo economicizzato . Insomma non si guadagna per vivere ma si vive per guadagnare e così la vita come mezzo può diventare essa stessa un bene di consumo . Nelle scienze positive ed esatte , però , l’oggetto di studio è indipendente dal soggetto che lo studia – una reazione avviene perché risponde ad una sua intrinseca razionalità  – ma nell’economia l’oggetto di studio – la ricerca della migliore combinazione tra bisogni e risorse scarse – è parte integrante della dimensione  anche emozionale del soggetto che affronta il problema . Le scelte nell’allocazione delle risorse non possono essere indipendenti dal contesto socioculturale , dal sistema dei valori e delle loro priorità in cui noi viviamo . Il percorso degli studi e degli interessi sovraordinati ha favorito un approccio più utilitaristico e funzionale ad affermare un modello culturale che vedeva nel capitalismo e nel liberismo assunti come fine e non come mezzo la panacea di tutti i mali ed un sapere sovraordinato ( “le radici sbagliate dell’economia” richiamate nella “ Evangeli Gaudium )  .Se si  attribuisce all’economia un ruolo salvifico  della società – più migliora l’economia più migliora la società nei suoi valori fondanti di libertà ,uguaglianza e solidarietà – diventa fondamentale creare le condizioni perché questo si avveri . Così assumendo come fine il modello capitalista, la massimizzazione del profitto individuale ,  diventa necessario adeguare i mezzi per realizzarlo più rapidamente ed a partire da Reagan si procede ad una drastica “ deregulation “ in modo che il libero mercato si affermi ; la società diventa buona di conseguenza . Ma senza regole morali si afferma sempre e solo l’interesse del più forte che genera conseguentemente disuguaglianza , degrado morale , povertà.. che nel modello diventano esternalità negative o anche danni collaterali . La spallata definitiva viene data con la caduta del  muro di Berlino che legittima quel modello come verità incontrovertibile ; esattamente l’anno dopo , 1990 , viene assegnato  il premio per gli studi pionieristici nel campo della finanza ( Markovitz ) e nel 1995 ( Lucas )i mercati finanziari diventano “ razionali e non sbagliano mai nell’allocazione delle risorse “. Se il fine rimane quello della massimizzazione del profitto la finanza contribuisce a realizzarlo molto più rapidamente dell’economia reale che viene delocalizzata , si preparano i disastri degli anni successivi . L’economia, quindi, da solida diventa liquida , il suo orientamento passa dal lungo tempo al breve o brevissimo tempo , spesso al saccheggio come si scoprirà dopo ;  la finanza opera lontano dal mondo reale in un contesto di risorse illimitate , i suoi volumi sono incalcolabili . In quegli anni si affermerà il dogma del “ creare valore per gli azionisti “ cioè aumentare il valore finanziario delle azioni più rapidamente possibile anche se l’economia reale ha tempi diversi e così si gioca sull’emozione che gettata dalla finestra rientra dalla porta ; per realizzare obiettivi sfidanti a breve i managers avranno “ bonus “ anche dodici volte lo stipendio base . Nel 1997 il premio viene assegnato per “ i derivati “ ( Merton e Scholes ) che  nel 1989 erano 1/20 del pil mondiale , nel 1999 diventeranno il doppio e Greenspan li deregolamenterà totalmente ; nel 2010 diventeranno 20 volte il pil mondiale . La gran parte delle loro transazioni –circa il  95 % – è riconducibile ad un numero limitatissimo  di banche d’affari ;  un contesto assolutamente diverso da quella simmetria informativa su cui Lucas aveva potuto dimostrare la razionalità dei mercati  .  Poi, è vero ,negli ultimi 15 anni ci sono state nei premi assegnazioni diverse , ma ormai i buoi erano scappati dalla stalla e le radici del modello si erano affermate come dominanti  . Le conseguenze tossiche di questo modello socioculturale sono  la disuguaglianza , la povertà , il degrado morale , una conflittualità rabbiosa e permanente , la mancanza di immaginazione e di creatività . Tutto questo dipende da un’errata regolazione dei mercati ( crisi economica ) o dalla fine di un modello socioculturale incapace di rispondere ai problemi dell’uomo inteso come persona non  come oggetto ( crisi antropologica ) ? “ L’esclusivo obiettivo del profitto , se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo , rischia di distruggere ricchezza e creare povertà “ ( “Caritas in veritate” cap.II , 21 ) . Il sistema portato agli estremi ha creato ad una concentrazione di ricchezza finanziaria senza pari nella storia con una sorta di senato egemone sovraordinato ai singoli stati.

La soluzione ai nostri problemi non va cercata nelle regole meccanicistiche esterne alla società ma nelle modalità e nelle politiche socioculturali da avviare per riorientare i sistemi valoriali di convivenza sociale per provare a ricostruire un senso di solidarietà reciproca ormai dimenticato ; una società può andare avanti solo se fondata su principi familistici ma non in una guerra di tutti contro tutti.

L’economia assunta a valore morale ha tradito il suo ruolo originario di strumento per rispondere ai bisogni dell’uomo ma è diventata essa stessa fine ed uno strumento di dominio culturale che ha riportato la società di fronte al dilemma del suo divenire . L’idea di giustizia rappresentata da una società di uguali è stata ignorata e sostituita da una società di disuguali , è giunto il tempo di pensare al nostro tempo per ridisegnarlo , questa è la vera sfida integrale che abbiamo davanti.

 

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 678 | Commenti: 347

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

  • Il liberismo liberticida

     Articolo uscito sul quotidiano on line dell’Università Bocconi di Milano. di Fabrizio Pezzani L’attuale pensiero unico liberista o neoliberista dichiara di  trovare le sue prime radici e legittimazione negli scritti di  Adam...

  • Il destino dell’Euro. Un “ Armageddon “ socioculturale

    di Fabrizio Pezzani  Professore ordinario di Programmazione e controllo nelle pubbliche amministrazioni, Universita’ Bocconi.    Il termine “ Armageddon “ di derivazione ebraica sta a significare lo svolgersi di un evento e scontro epocale...

  • Il valore morale ed economico dell’artigianato in Italia

    Fabrizio Pezzani, Docente Ordinario Università Bocconi. Il termine artigiano e quello conseguente di artigianato ha radici lontane nella storia e rappresenta il contributo operativo dell’attività manuale dell’uomo allo sviluppo delle prime formazioni...

  • God bless America: la profonda crisi degli Usa che i media tacciono

      di Fabrizio Pezzani*   “Dio benedica l’America“ è l’augurio con cui Papa Francesco ha chiuso i suoi interventi nel viaggio negli Stati Uniti d’America , ma è anche l’invocazione più forte dell’inno...

  • Majocchi: La crisi dell’euro e il futuro dell’economia europea

    Intervento del Prof. Alberto Majocchi, ordinario di Scienza delle finanze all’Universitá di Pavia, al convegno dal titolo ” La crisi dell’euro e il futuro dell’economia europea ” organizzato dall’Istituto Affari internazionali e...

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: