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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 18649 volte 10 aprile 2013

Vittoria Assicurazioni continua il suo percorso vittorioso:(utile netto 57,5 milioni, +62,7%)

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci, Flash

La Compagnia  guidata da Roberto Guarena malgrado lo scenario di crisi generale, prosegue nella sua espansione ed incrementa vistosamente anno dopo anno la sua redditività

 

Nomen:omen, dicevano i romani. Nel nome cioè c’è un presagio. Sta di fatto che in anni in cui l’economia  è in recessione ed il settore finanziario in particolare soffre ed accumula perdite, Vittoria Assicurazioni invece inanella una vittoria dopo l’altra, e continua ad accumulare utili crescenti.

Limitandoci all’ultimo triennio, in cui più forte ha morso la crisi innescata dagli Stati Uniti nel 2008,  Vittoria Assicurazioni nel 2010 ha realizzato un avanzo netto di 29,3 milioni (+20,4%), distribuendo un utile di 0,17 euro per azione, analogo a quello dell’anno precedente. Nel 2011 la compagnia assicuratrice ha incrementato la raccolta premi e l’utile netto è aumentato di un ulteriore 20,8% a 35,3 milioni, mantenendo ancora invariato il dividendo a 0,17 euro. Nel 2012 infine l’utile della Capogruppo è balzato a 57,5 milioni, con uno strepitoso +62,7%, ed il dividendo proposto all’assemblea è sempre di 0,17 euro.

A livello di Gruppo le cifre sono leggermente differenti, ma ugualmente significative: avanzo di 14,5 milioni nel 2009; 27,1 milioni (+86,1%) nel 2010; 37,2 milioni (+37,6%) nel 2011, ed infine 49,3 milioni (+32,3%) lo scorso anno. Roberto Guarena, amministratore delegato di Vittoria Assicurazioni è ben deciso a proseguire su questa strada: obbiettivo per l’anno in corso è infatti un utile netto consolidato di 60,3 milioni (+22,3% rispetto al 2012), con una raccolta premi del lavoro diretto ad un miliardo e 110 milioni (+9,1% rispetto all’anno scorso)

 

I segreti di un successo che potrebbe essere un caso di studio

 

Quali i segreti di questo incredibile successo, che potrebbe costituire un esemplare caso di studio? Evidentemente i fattori che giocano a vantaggio di Vittoria Assicurazioni sono molteplici. C’è la “filosofia” alla base dell’impresa; la “mission”, come dicono gli anglosassoni ed i loro pappagalli. E’ una “filosofia” che contraddistingue da sempre la società costituitasi a Milano nel 1921, con l’obbiettivo di essere l’assicuratrice delle famiglie e delle piccole e medie imprese. 

Un profilo, quello di Vittoria Assicurazioni, solo apparentemente minimale, tant’è che  la società, a seguito di una espansione misurata ma costante, opera oggi in tutta Italia ed in tutti i Rami Danni e Vita, con quasi mille, tra Agenzie e sub Agenzie.L’espansione e la crescita nella raccolta premi e nella redditività però, ecco il punto, non ne ha modificato né l’immagine né tantomeno gli obbiettivi strategici. Nessuna concessione cioè alla finanza “globalista”, alla cosiddetta “finanza strutturata”, alle spericolate incursioni  su mercati esotici alla ricerca di rapidi grandi utili, con rischi però ancor più grandi. Vittoria Assicurazioni ha continuato e continua a fare il suo mestiere, che è quello di assicurare le famiglie e le piccole e medie imprese, e lo fa, evidentemente, in maniera esemplare, come testimonia la sua crescita costante.

Un secondo elemento alla base della solidità patrimoniale, e quindi della capacità di investire per lo sviluppo, è dato da un “pay-out” prudente e moderato, ma  sicuro. In un’epoca in cui non poche società, anche blasonate, attingono alle riserve per distribuire un qualche dividendo, o addirittura emettono obbligazioni usando il ricavato per distribuire utili inesistenti (vedi l’ articolo di Paolo Raimondi sul “dividend recap” nello scorso numero de “la FINANZA”), non sarà sfuggito ai lettori che Vittoria Assicurazioni ha distribuito un dividendo di 0,17 euro per azione per l’esercizio 2009, quando l’utile della Capogruppo ammontava a 24,3 milioni ed ha mantenuto lo stesso importo nei tre anni successivi, benché l’utile sia gradualmente più che raddoppiato a 57,5 milioni. C’è da aggiungere che mentre non poche società, anche un tempo blasonate, hanno venduto per far cassa  gli immobili di proprietà, persino quelli strutturali, cioè destinati allo svolgimento dell’attività sociale, Vittoria Assicurazioni ha inaugurato lo scorso anno a Milano la sua prestigiosa nuova sede, testimonianza e simbolo della sua crescita e del suo successo.

Infine un ultimo fattore di questo successo, che in realtà non è l’ultimo ma è il primo, è dato dalla “governance”. Da quasi vent’anni accanto agli esponenti della famiglia De Acutis, attivi azionisti di controllo, Roberto Guarena è amministratore delegato, e guida la società coniugando l’efficienza con un atteggiamento schivo, che guarda alla sostanza più che alla propria immagine. Ed anche questo, in un mondo che vive d’immagine, e spesso solo d’immagine, è una singolare particolarità che richiama uomini di finanza e d’impresa di altri più solidi tempi.

 

Il bilancio consolidato

 

Ma ecco, in dettaglio, i dati dell’esercizio 2012, iniziando da quelli di Gruppo, che riflettono in sostanza, con poche variazioni, quelli della Capogruppo Vittoria Assicurazioni SpA, che ne costituisce il segmento di gran lunga preponderante.  I premi contabilizzati nel 2012 ammontano ad un miliardo e 17 milioni, a fronte dei 936 milioni dell’anno precedente. Il risultato del segmento assicurativo, al lordo delle imposte e delle elisioni intersettoriali, è salito dai 58,5 milioni del 2011 a 84,5 milioni, segnando un incremento del 44,5%, principalmente dovuto ai rami Danni, che segnano un rapporto tra sinistri e premi pari al 67,3% (71,3 nel precedente esercizio) ed un combined ratio (sinistri di competenza più spese di gestione, ammortamenti beni immateriali e partite tecniche) pari al 93,1 (97,3% nel 2011).

Gli investimenti complessivi sono ammontati a 2 miliardi e 502 milioni di euro: il 14,5% in più rispetto all’anno prima e  riguardano per  la quasi totalità (2 miliardi e 441 milioni) investimenti con rischio a carico del Gruppo, mentre solo 61 milioni costituiscono investimenti con  rischio a carico degli assicurati.

I proventi patrimoniali netti conseguenti ad investimenti con rischio a carico del Gruppo assommano a 61,7 milioni, con lieve incremento (+1,2%) rispetto all’esercizio precedente.

Il settore immobiliare ha fatto registrare una perdita netta di  3,5 milioni, sia per il rallentamento delle vendite che per lo slittamento al 2013 di alcuni rogiti: i margini su quelli stipulati nel 2012 ammontano a 3,8 milioni, a fronte dei 5,5 del 2011.

Considerazioni di particolare prudenza hanno condotto a svalutare alcune partecipazioni per un ammontare complessivo di 8,1 milioni di euro.

Il patrimonio netto di Gruppo al 31 dicembre scorso ammontava a 442,1 milioni di euro: il 32,5% in più rispetto ad un anno prima, a seguito sia dell’utile d’esercizio che di plusvalenze per 70,6 milioni registrate sui titoli disponibili per la vendita, titoli che avevano invece fatto registrare minusvalenze per 46,6 milioni nell’esercizio precedente. Il conto economico complessivo del 2012 (utile netto più plusvalenze) registra così un avanzo di 118,4 milioni, che si confronta con una perdita di 9,3 milioni del 2011.

 

 

Il conto economico della Capogruppo

 

 

Ed ecco infine i risultati della Capogruppo. La raccolta premi ha superato la soglia non solo psicologica del miliardo di euro, cifrandosi in un miliardo e 18,3 milioni, con una crescita dell’8,6% rispetto al 2011. L’incremento è dovuto integralmente ai rami Danni, che hanno totalizzato premi per 898,5 milioni, con un incremento del 10,9% rispetto all’esercizio precedente, mentre i premi dei rami Vita, in linea con l’andamento generale del mercato, accusano una lieve flessione (da 127,3 a 119,4 milioni).

All’interno del Rami Danni la quota maggiore è costituita dai Rami Auto (670 milioni circa, +10,6%), ma l’incremento  percentualmente maggiore si è registrato nei Rami Elementari, ove la raccolta è salita a 214 milioni (+15,3%).

I costi di struttura ,grazie ad un’attenta gestione, malgrado le spese straordinarie conseguenti all’attuazione del piano di sviluppo quinquennale.

Gli investimenti hanno sfiorato i due miliardi di euro (1.910), con un incremento del 5,6% rispetto all’esercizio precedente, ed i proventi di quelli con  rischio a carico della società sono stati pari a 54,4 milioni (+12,1%).

Computate anche svalutazioni di partecipazioni per complessivi 10,7 milioni, 4 milioni di euro per ammortamento della nuova sede sociale (1,2 milioni per il più breve periodo nel 2011), l’utile netto della Capogruppo, come già accennato, ammonta per l’esercizio 2012 a 57,5 milioni di euro, di cui 49,1 derivano dalla gestione dei Rami Danni, e 8,4 dai Rami Vita.

Il patrimonio netto di Vittoria Assicurazioni Spa assomma a 364,7 milioni (+14,4% rispetto al 31 dicembre 2011).

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