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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 7073 volte 04 febbraio 2013

Sessione plenaria a Strasburgo: tra i temi centrali il bilancio 2014-2020 dell’UE

Di Redazione  •  Inserito in: Europa, Flash, Planisfero

 

 

Settimana densa al Parlamento europeo di Strasburgo quella dal 4 al 7 febbraio prossimi.   Martedì 5 vi sarà la visita (la prima dopo la sua elezione) del presidente francese Francois Hollande, occasione per un dibattito con gli europarlamentari sul futuro dell’Unione Europea. Ad essa seguirà, mercoledì 6, la visita del presidente tunisino Moncef Marzouki. L’evoluzione della cosiddetta “primavera araba” nella riva Sud del Mediterraneo comincia a suscitare a tutti i livelli notevoli preoccupazioni. L’assemblea costituente tunisina  ha presentato a gennaio, in ritardo sui tempi annunciati e previsti,  un progetto  della nuova Costituzione  ed il ruolo assegnato in essa alla religione ed i diritti delle donne sono i temi sensibili su cui certamente si soffermeranno i deputati europei. La cooperazione e la pace nel Mediterraneo sono infatti interessi vitali sia per l’Europa che per il mondo arabo, ma tale cooperazione diventa ardua se i “modelli di civiltà” divergono sempre più apertamente.

Altro tema delicato che gli europarlamentari si troveranno a dibattere, quello sul bilancio 2014-2020 della UE, in vista del Summit decisivo degli Stati membri, che si terrà il 7 e l’8 febbraio. Nel summit tenutosi lo scorso novembre com’è noto  gli Stati membri non riuscirono a raggiungere un compromesso. Ci riproveranno ora, ma trovare un accordo, anche se inevitabile, sarà opera ardua. I deputati per parte loro sono decisi a far presente che se i tagli alla proposta iniziale saranno aumentati, diminuisce per contro la possibilità che  il bilancio riceva il necessario voto favorevole del parlamento. Nel dibattito parlamentare che si terrà mercoledì,  gli europarlamentari  chiederanno inoltre che il bilancio sia dotato di un’adeguata base finanziaria, e che possa contare su risorse finanziarie proprie, in modo da ridurre il peso dei contributi dei bilanci nazionali.

Questo delle risorse di cui dispone il bilancio dell’Unione Europea è un tema che si trascina da tempo. Esse ammontano a circa 142 miliardi di euro, derivanti essenzialmente dai contributi dei singoli Stati membri, ed in parte minore da una percentuale sull’Iva e da residui dazi sulle importazioni da Paesi extracomunitari.

Può sembrare una somma considerevole, ma rappresenta appena l’1% del Pil complessivo degli Stati aderenti all’Unione. Nella prospettiva della Federazione, è una percentuale assolutamente insufficiente a garantire le funzioni che dovrebbero essere attribuite ad un governo federale. Nella situazione attuale, ibrida e vaga (moneta comune ma organismi politici fluidi e difformi, con un Parlamento eletto dal popolo, una Commissione quale organo tecnico propulsore, ed un Consiglio dei governi degli Stati membri) i fondi comunitari vengono devoluti oltreché, ovviamente, al finanziamento delle istituzioni europee,al finanziamento di politiche di sostegno a regioni povere o a particolari e limitati obbiettivi, ritornando in misura differenziata ai Paesi che li hanno stanziati.

Oltrechè del bilancio, gli europarlamentari nella prossima sessione plenaria, dibatteranno su alcuni importanti temi economici e finanziari. Più in particolare si discuterà a Strasburgo su come facilitare la ripresa industriale nell’Unione Europea, su una maggiore attenzione da riservare ai temi della crescita e dell’occupazione, sul finanziamento della piccola e media impresa da parte delle banche che hanno ricevuto aiuti di Stato, sulla riforma della pesca, su un  accesso più rapido ai  medicinali generici, su norme contro l’inquinamento acustico da parte dei veicoli a motore.

 Su questi temi diamo qui di seguito ulteriori informazioni.

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