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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 7307 volte 20 giugno 2013

Sbloccare l’impasse sulla riforma del settore finanziario

Di Redazione  •  Inserito in: Flash

Osservatorio sul Parlamento Europeo

 

Il ritmo di esecuzione della riforma dei servizi finanziari è troppo lento e il ritardo causa incertezza e ha un impatto negativo su crescita economica sostenibile e sulla creazione di posti di lavoro, afferma il Parlamento in una risoluzione approvata in sessione plenaria. I deputati accusano i paesi UE e in qualche misura anche la Commissione europea per i ritardi, molti dei quali superiori a un anno, nel trasformare le loro promesse in fatti.

La risoluzione, approvata a larga maggioranza, elenca i disegni di legge che sono bloccati per mancanza di accordo in Consiglio, come quello, congelato dall’inizio del 2012, per garantire i depositi privati fino a €100.000. Il Parlamento invita inoltre la Commissione a presentare le proposte già promesse, come quella di una direttiva sui valori mobiliari, che ha già due anni di ritardo.

 

Basta al consenso a ogni costo con il Consiglio

 

Oltre a sottolineare i casi in cui il Consiglio ha agito con ritardo, nella risoluzione i deputati mettono in dubbio anche la reale motivazione degli Stati membri a portare avanti la riforma e criticano la loro insistenza nel cercare l’accordo sempre per consenso, anche laddove sarebbe possibile una decisione a maggioranza.

Ad esempio, nella risoluzione si sottolinea la mancanza di determinazione da parte dei paesi UE nel dare seguito all’impegno preso pubblicamente per completare l’unione bancaria. Lo stesso succede per le proposte di revisione della direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID), ancora bloccata in Consiglio nonostante i capi di Stato e di governo abbiano fissato un termine per la finalizzazione (fine 2012).

I deputati affermano che, invece di decidere sempre all’unanimità, il Consiglio deve assumersi la responsabilità politica e votare le sue posizioni a maggioranza qualificata, come prevedono i trattati.

Nella risoluzione, s’invita la Commissione a licenziare le proposte promesse e valutare l’efficacia e la proporzionalità della legislazione approvata dall’inizio della crisi finanziaria. Questo studio dovrebbe anche analizzare l’impatto che avrebbe il non completamento dell’unione bancaria e il suo effetto sul debito sovrano

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