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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 11378 volte 05 marzo 2013

perchè si deve difendere e rilanciare Finmeccanica

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Italiana

Di Massimo Foschiani*

 

 

Su Finmeccanica in questi ultimi temp la stampa ci ha abituato a leggere quasi soltanto di presunti scandali, di commesse bloccate, di un titolo anche sotto i 3 euro (di recente poco sopra i 3,50), di Agenzie di rating che non tralasciano occasione per dowgrading e per segnalare un outlook negativo.

Occorre fortemente richiamare l’attenzione del pubblico sulla realtà operativa del gruppo industriale, da tempo messa in penombra sui giornali rispetto alle vicissitudini giudiziarie

Dalle recenti inchieste della magistratura sembra che ogni anno il gruppo abbia ricevuto  segnalazioni dalla politica di ogni colore e provenienza.

Ma nonostante le interferenze, Finmeccanica è sempre riuscita a produrre prodotti sofisticatissimi e a imporsi sui mercati internazionali con una tecnologia di eccellenza. Questo a maggior merito delle decine di migliaia di lavoratori che ogni giorno e con passione si dedicano alla loro attività. Finmeccanica è soprattutto, questo: donne e uomini, ingegneri, tecnici, astrofisici, informatici, matematici e specialisti delle più varie e complesse discipline, intenti a fare ricerca e innovazione tecnologica, a produrre prodotti di eccellenza, a contribuire con nuove idee e impegno quotidiano alla crescita delle aziende del gruppo. Sono i dipendenti del gruppo che rappresentano la ricchezza dell’azienda e che verrebbero per primi danneggiati da una falla di continuità nella gestione operativa. Questo non è accaduto al momento.

La gestione operativa prosegue con Alessandro Pansa. E’ un profilo professionale nel segno della continuità: Pansa ha trascorso in Finmeccanica gli ultimi 12 anni della sua vita lavorativa, fino a raggiungere la posizione di direttore generale. Ma guarda caso, appena pochi giorni dopo la nomina ad amministratore delegato è iniziato un tentativo di delegittimazione anche contro di lui, un malcelato tentativo di farlo dimettere. Un gesto che avrebbe gettato Finmeccanica in pieno caos.

Pansa sa bene che massimizzare il valore per gli azionisti deve andare di pari passo con il rispetto delle altre categorie portatrici di interessi: le risorse umane in primo luogo ma anche fornitori, clienti, enti di ricerca, e tutti i cittadini che hanno una legittima aspettativa al rispetto dell’ambiente e alla crescita economica sostenibile. La finanza in Finmeccanica deve poter lavorare finalizzata a trasformare e distribuire il capitale nel rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione italiana.

 

Indirizzare l’attività economica a fini sociali (art. 41 Cost.), assicurare la funzione sociale della proprietà (art. 42 Cost.) e promuovere l’elevazione sociale ed economica dei lavoratori (art. 46 Cost.) è possibile a livello pratico solo esercitando la finanza in modo trasparente.

La trasparenza consente sia di verificare pubblicamente le finalità degli investimenti industriali sia di accertare la corretta allocazione delle risorse a fini industriali, con la correlata garanzia occupazionale. La finanza è trasparente quando è collegata a una attività produttiva.

Finmeccanica investe l’11% del ricavato in Ricerca e Sviluppo. Le risorse umane del gruppo coinvolte nella ricerca sono 19.000 con 6.480 nuovi progetti in corso e migliaia di domande di brevetto depositate. Ma la ricerca da sola non basta in un mercato particolarmente sfidante.

E’ un momento critico per il settore difesa. Tom Enders, al timone di EADS (conglomerato franco tedesco concorrente) ha dichiarato che il business della difesa va ripensato in ottica di ridimensionamento e non di crescita. A simile conclusione è arrivata anche la Boeing (gruppo aeronautico USA). Nella sola Unione Europea i tagli alla difesa hanno portato alla riduzione del budget dai 200 miliardi di dollari del 2008 ai 170 del 2012.

La chiave del successo di Finmeccanica, in un contesto di mercato in continua evoluzione, risiede nella sua diversità industriale e nella leadership tecnologica di molti suoi prodotti.

Occorre guardare al settore civile. Tra le opportunità offerte dal settore civile ne segnaliamo tre che costituiscono  punti di forza della galassia Finmeccanica.

Elettronica e informatica per la sicurezza applicata a enti pubblici, imprese e privati.

Con la regia di Pansa è in corso di realizzazione l’integrazione delle attività del gruppo in un nuovo soggetto industriale tale da rendere il business elettronico il principale elemento trainante della nuova Finmeccanica. Solo per citare alcuni esempi di prodotti:

SISTRI: il sistema unico di controllo della tracciabilità dei rifiuti che consente di monitorare a livello nazionale l’intera filiera dei rifiuti speciali.

AULOS: il radar “verde” che sfrutta l’energia elettromagnetica disponibile nell’ambiente garantendo   un uso ecocompatibile, ossia senza generare inquinamento elettromagnetico.

ARCHIMEDE: il sistema di controllo integrato per la sicurezza di porti ed aeroporti.

Ma anche: i sistemi per il rilevamento ottico delle targhe automobilistiche, quelli per l’automazione dei processi di logistica (dal tracciamento pacchi alla verifica dei flussi produttivi) e molto altro.

Il mercato civile dell’aereonautica e dell’elicotteristica.

In questo delicato settore che richiede flessibilità e diversificazione del prodotto, Finmeccanica non è stata sinora in grado di recuperare pienamente le immobilizzazioni immateriali sui prototipi di aerei ed elicotteri. In pratica la quota di prototipi sul totale dei prodotti standardizzati e ripetitivi non appare sostenibile. L’approccio di Pansa appare quello di rivedere i processi di allocazione delle risorse, selezionando le tecnologie su cui investire in modo da incorporarle in prodotti commerciali e competitivi. E’ un settore in cui Finmeccanica risulta leader di quote di mercato e potrà continuare a esserlo grazie al processo di rinnovamento in corso di attuazione.

Il settore dei trasporti.

Finmeccanica è presente con Ansaldo Breda e Ansaldo STS. Qui gli appetiti di alcune potenze straniere sono stati certificati dai servizi segreti.

Finmeccanica è leader di tecnologie: basti solo citare il FRECCIAROSSA 1000 destinato al debutto nel 2014 (400 km/h e sofisticatissimi sistemi di monitoraggio costante a garanzia della sicurezza passeggeri) e il SIRIO TRAM ECOLOGICO già divenuto realtà che permette di ridurre l’emissione di anidride carbonica di 4,5 milioni di tonnellate all’anno (è equivalente alla piantumazione di 435 alberi nella città d’impiego).

Questi prodotti fanno gola ed i compratori vorrebberro accaparrarseli a prezzi stracciati, sfruttando la difficile congiuntura economica italiana, e quella finanziaria di Finmeccanica. Se non interverrà la Cassa Depositi e Prestiti a garantire la permanenza di queste aziende nel colosso nazionale la responsabilità non potrà che ricadere su quei soggetti politici contrari a tale investimento.

E’ arrivato il momento di proteggere la continuità operativa e l’unità del gruppo Finmeccanica, dando a Pansa la possibilità dicondurre l’azienda fuori dal guado in cui è stata trascinata da battaglie politiche virali esterne al gruppo e da interferenze di potenze straniere pronte a spartirsi le spoglie.

*Analista Finanziario, Master in Istituzioni e Politiche Spaziali (SIOI-ASI-CNR)

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