Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 14796 volte 28 giugno 2013

Per il presidente dell’Eurogruppo la “soluzione Cipro” può essere un modello per l’Europa

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale, Primo Piano

 

Per il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, ministro delle finanze dell’Olanda, la ristrutturazione delle banche cipriote  (cioè il blocco e la trasformazione in azioni dei depositi superiori a centomila euro n.d.r.) è un modello utilizzabile per superare le crisi bancarie anche in altri Stati membri dell’Unione Europea.

L’imprudente dichiarazione è stata poi corretta da un portavoce, che ha parlato di Cipro come di un “caso specifico”, aggiungendo che “non esistono modelli fissi”. Ma è rimasta  l’impressione che la correzione di tiro fosse dovuta solo a ragioni d’opportunità formale, tanto più che lo stesso Dijsselbloem il giorno seguente ha dichiarato che il piano adottato per Cipro è un punto di svolta nella gestione delle crisi finanziarie ed è “un cambiamento di politica inevitabile”, e Klaas Knot, membro del Consiglio della BCE alcuni giorni dopo ha dichiarato al quotidiano olandese Het Financieele Dagblad che quella scelta ”era da tempo all’esame”.

Le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo hanno suscitato, tra le altre, la pesante reazione dell’eurodeputato italiano Claudio Morganti  (Eld), secondo il quale “pensare davvero che il prelievo forzoso sui conti correnti oltre i 100 mila euro sia la soluzione ideale per tenere  i Paesi dell’Eurozona ancorati alla moneta unica è solo l’ultima delle eurofollie, perché anche un semplice cittadino si rende conto che, se passasse questa logica, gli attacchi di panico tra i risparmiatori e gli investitori provocherebbero fughe di capitali, con  l’immediato peggioramento dei conti degli Istituti bancari dei Paesi in difficoltà.  Ed a beneficiarne, secondo l’accusa di Morganti, sarebbero le più forti banche tedesche.

In realtà è dal giugno dello scorso anno che la Commissione UE ha presentato una bozza di legge che prevede per il salvataggio delle banche in difficoltà il passaggio dai “bailouts”, cioè interventi pubblici finanziati  col prelievo fiscale, ai “bail-ins”, cioè attingendo alle risorse delle banche, ma non solo le azioni, ma anche le obbligazioni ed i depositi, che in realtà non sono risorse della banca, ma denaro altrui ad essa prestato o affidatole in deposito.  E il relatore della legge, Gunnar Hokmark è stato quantomai esplicito quando, il 20 marzo scorso, ha dichiarato alla Reuters: “Dovremo essere in grado di eseguire il “bail-in” anche attingendo ai depositi. Quelli sotto i 100 mila euro sono protetti; quelli sopra non sono protetti e dovranno essere trattati come parte del capitale, che può essere usato per il salvataggio”.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 664 | Commenti: 266

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: