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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 17375 volte 20 maggio 2013

L’INCOGNITA DEI DERIVATI NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Di Arnaldo Vitangeli  •  Inserito in: finanza italiana, Primo Piano

 

Sono ormai diversi anni che questa testata, nella sua forma cartacea prima e elettronica poi, denuncia il rischio di quella che abbiamo allora chiamato “finanza casinò” e che ha negli strumenti derivati, ossia titoli altamente speculativi e che incamerano un rischio estremamente elevato, la sua massima espressione.

A seguito della crisi finanziaria, scoppiata nel 2008 e divenuta ormai una crisi economica epocale, si è finalmente iniziato un dibattito pubblico, anche sui grandi mezzi di comunicazione, su questo modello finanziario, sulla sua mancanza di regole e sui rischi che inevitabilmente, si trasferiscono all’economia reale

Uno degli elementi più preoccupanti della situazione che oggi ci troviamo ad affrontare riguarda la diffusione dei derivati nelle finanze delle Amministrazioni Pubbliche.

Gli amministratori di Comuni grandi e piccoli, compresi paesini di poche migliaia di abitanti, hanno sottoscritto contratti derivati ad alto rischio, nella speranza di ottenere facili guadagni con i quali risanare bilanci in crisi o finanziare servizi per i cittadini.

La sottoscrizione di tali contratti da parte degli enti locali è avvenuta spesso in presenza di una profonda asimmetria conoscitiva tra i soggetti che stipulavano i contratti stessi.

In altri termini le banche e gli istituti finanziari hanno proposto a sindaci e amministratori locali di acquistare titoli altamente speculativi senza che questi ultimi potessero comprenderne pienamente la natura e i rischi, allettandoli con la prospettiva di una immediata quantità di liquidità disponibile (chiamata up-front) in realtà nuovo debito il cui onere viene scaricato nel futuro.

A tutt’oggi, nonostante il problema sia divenuto di dominio pubblico e i suoi effetti potenzialmente disastrosi siano chiari in un contesto in cui la crisi finanziaria si è manifestata in tutta la sua gravità, non è ancora disponibile uno studio completo sul complessivo portafoglio dei derivati negli Enti Territoriali, né siamo in grado di calcolare il  valore corrente di questi contratti e il rischio connesso alla variazione dei tassi.

Negli ultimi anni abbiamo avuto tre indagini parlamentari che si sono proposte di far luce sulla questione dei derivati nella Pubblica Amministrazione; la prima nel 2005, una seconda nel 2007 e infine l’ultima nel 2009. Nonostante ciò non siamo ancora in grado di rispondere a due semplici domande: Quanti e quali sono i contratti di finanza derivata stipulati da Comuni, Provincie e Regioni? Quali sono i rischi,  a livello economico e finanziario, di questi contratti?

A tutt’oggi non è stata data una risposta.

Riteniamo che sia di primaria importanza, oltre che fondamentale dal punto di vista della democrazia, garantire la trasparenza su un elemento così importante per i bilanci pubblici e su rischi così significativi per la collettività, che gli amministratori locali e nazionali  hanno assunto per conto dei cittadini (completamente ignari di questa scelta da parte dei propri amministratori).

In questo senso appare estremamente  opportuna l’iniziativa portata avanti da AssoTAG e Federconsumatori per promuovere il “PROGETTO TRASPARENZA SUI DERIVATI FINANZIARI SOTTOSCRITTI DAGLI ENTI TERRITORIALI” cui le amministrazioni possono aderire a titolo volontario e gratuito.

I promotori dell’iniziativa, fanno sapere che Il progetto “non ha l’ambizione di ricostruire e valutare tutti i contratti derivati stipulati da ogni singolo Ente, non intende stimare i cd. costi impliciti sostenuti dagli Enti Locali nella sottoscrizione dei contratti e non intende esprimere alcuna valutazione qualitativa sulla opportunità o meno di sottoscrivere i contratti esaminati da parte degli Enti Locali. Qualsiasi obiettivo finalizzato a sollevare ragioni per possibili contenziosi tra Enti Locali e Banche è estraneo agli scopi di questo progetto. Obiettivo fondamentale è quello di fornire una fotografia credibile, verificabile ed immediatamente aggiornabile del valore dei contratti stipulati dagli Enti Locali Italiani e del rischio loro connesso e di mettere i dati elaborati a disposizione della collettività e delle autorità interessate”.

Garantire al cittadino la trasparenza su una questione di grande importanza e consentire alle Amministrazioni di disporre di dati attendibili per affrontare il problema, e colmare quel gap di informazioni che abbiamo chiamato “asimmetria conoscitiva” che in passato ha penalizzato le Amministrazioni pubbliche nei loro rapporti contrattuali con le istituzioni bancarie e finanziarie sono dunque gli obbiettivi che questo progetto si propone nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti.

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Autore: Arnaldo Vitangeli » Articoli 120 | Commenti: 290

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