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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 7246 volte 21 ottobre 2013

Legge di stabilità, ripresa economica e aspettative

Di Redazione  •  Inserito in: Flash

Secondo la Banca d’Italia, nel suo ultimo bollettino mensile, alla fine di quest’anno si comincerà a intravedere “una inversione di tendenza”, che però nel gergo degli addetti ai lavori non significa certo come in molti hanno interpretato “segnali di ripresa economica”. Allo stesso tempo  si è mostrato scettico Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, nei confronti della eventualità di una ripresa economica a fine anno. Questi, commentando la legge di stabilità del Governo Letta, ha  infatti invocato maggior coraggio tra i policy maker, mentre ha mostrato seri dubbi sulla eventualità di un miglioramento della legge di stabilità che sarà sottoposta alla prova del Parlamento.

Non convince, infatti, l’introduzione di nuove imposte (la Trise, il Tari e il Tasi) per sostituire le precedenti (la Tares), senza ridurre il peso dell’imposizione fiscale complessiva, anzi aumentandolo, e senza modificare il saldo delle spese pubbliche totali. Ancora più deleteria è l’incertezza relativa da un lato alle decisioni sull’abolizione dell’IMU sulla prima casa e dall’altro alla definitiva delineazione della Service Tax, ancora molto nebulosa. Incertezze queste che rendono poco fluido l’intero quadro finanziario nazionale (inteso come insieme tra decisione di risparmo e disponibilità di credito) e scoraggiano gli investimenti.

La legge di stabilità si è poi mostrata carente di incentivi convincenti alle imprese, la riduzione del cuneo fiscale è estremamente limitata e per questo poco influente sulle decisioni di assunzione future. Mancano del tutto le intenzioni di investimenti in grandi opere, nella banda larga, nelle infrastrutture e nell’edilizia sociale.

Ma le novità non saranno tutte esaurite. Occorre infatti attendere per poter giudicare il risultato finale, poiché la legge di stabilità deve ancora superare il vaglio del Parlamento, che spesso se non sempre si traduce in un assalto alla diligenza.

 

 

 

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