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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 12053 volte 28 febbraio 2013

I risultati elettorali che cambiano il volto del nostro paese:

Di Redazione  •  Inserito in: Ricerche e Studi, Uncategorized

Di Fabio Verna*

 

I risultati usciti dalle urne da queste elezioni segnano inequivocabilmente la crisi di sistema che il nostro Paese sta vivendo oramai da anni, con molte di quelle stesse connotazioni che hanno scandito circa 20 anni or sono la fine della cosiddetta prima repubblica, segnata da tangentopoli e la conseguente nascita del berlusconismo, il quale fra l’avvento del maggioritario e le politiche economiche neoliberiste avrebbe dovuto far nascere la seconda Repubblica. Ora con l’eclatante risultato riportato dal movimento “5 Stelle” diventato il partito di maggior incidenza presente sul territorio nazionale, si apriranno tutte quelle trattative volte alla formazione di un nuovo governo, sul quale le possibili ipotesi sono molteplici: dalla grande coalizione, ovverosia il ritorno alle larghe intese, proposta dallo stesso Berlusconi; alle ricette anti crisi descritte dall’On. Bersani nella sua ultima conferenza stampa, arrivato si primo con la sa coalizione nella competizione elettorale, ma depauperato della capacità di formare un governo stabile e costretto così a trovare per ammissione dello stesso Bersani i “numeri” in parlamento. L’analisi di Segretario del PD particolarmente attenta sui dati dell’impoverimento generale del nostro sistema Paese, conferma come il reale problema sentito dai nostri concittadini sia di natura economica ed ancor più occupazionale. Del resto le affermazioni non certo trionfalistiche dell’On. Bersani lasciano intravedere una proposta di dialogo con gli uomini portati in parlamento da Beppe Grillo. Mentre gli uomini della PdL si preparano ad occupare due posti chiave dell’attività parlamentare, ovvero le presidenze delle commissioni di vigilanza Rai e del Copasir, il comitato di controllo dei servizi segreti, così come sancito dalla costituzione repubblicana. Va sottolineato che, ove il prossimo Presidente del consiglio avrà la capacità di andare ad intercettare la tanto auspicata ripresa economica internazionale, teorizzata dal Fondo Monetario Internazionale per il biennio 2014/15, difficilmente gli italiani lo allontaneranno poi da Palazzo Chigi. Ma vediamo invece quali sono gli scenari economico finanziari che il risultato elettorale è andato ad aprire: Piazza Affari brucia in una sola seduta circa 17 miliardi di euro, mentre lo spread fra le emissioni di titoli di stato italiani ed i bund tedeschi vola a quota 344 basic points e gli occhi dell’Europa sono tutti puntati sulla situazione di grande instabilità politica che minaccia non solo l’Italia ma anche il futuro dell’euro. L’incertezza sulle possibili scelte della nostra politica economica allontanano i grandi investitori internazionali, prolungando così l’attuale situazione di stasi che finisce col rallentare ulteriormente la tanto auspicata ripresa. Oramai l’Italia viene guardata dalle altre nazioni europee come una sorta di laboratorio ove analizzare e possibilmente trovare delle soluzioni alla crisi sociale ed occupazionale deflagrata in Grecia in maniera drammatica ma che sta attraversando l’Europa già da alcuni anni. Prescindendo da quali accordi saranno necessari alla formazione di un nuovo governo, il  debito pubblico di 2.000 miliardi di euro costringe il nostro Paese a dover ricercare costantemente sui mercati internazionali la liquidità per rifinanziarsi, possibilmente ad un tasso accettabile che non contribuisca ad appesantire ulteriormente questo già gravoso onere che finisce poi per pesare “pro quota” sulle spalle di tutti noi cittadini. Le grandi agenzie di “rating” che monitorizzano costantemente i dati economici dell’Azienda Italia, hanno più volte e da tempo, segnalato il rischio Italia connesso all’instabilità politica, un rischio che potrebbe estendersi per effetto domino anche ad altre nazioni dell’Unione europea, destabilizzando così l’intera eurozona. Del resto il primo effetto che sia i nostri concittadini, sia gli osservatori internazionali, si attendono dall’ingresso dei rappresentanti del movimento a “5 Stelle” in parlamento concerne una sorta di moralizzazione della classe politica, con una diretta ripercussione sulla corruzione che si annida a vari livelli,  con tutti quei relativi benefici che questa azione inevitabilmente apporterebbe allo sviluppo del sistema Italia. Anche l’ipotesi di una grande coalizione potrebbe tranquillizzare i mercati, ancor oggi in fibrillazione, in quanto una base parlamentare allargata offrirebbe l’effettiva possibilità di effettuare quelle riforme istituzionali tanto necessarie sia all’Italia che alla ripresa economica; difatti in questi giorni l’indice VIX, ovvero l’indicatore che misura la paura sui mercati finanziari, ha avuto un incremento di circa il 34% toccando una soglia che non raggiungeva dall’agosto 2011. L’instabilità fa effettivamente paura.   

* http://www.fabioverna.com/index.htm

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