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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 8483 volte 08 marzo 2013

Gli eurodeputati Morganti e Rossi ribadiscono la richiesta di un’unica sede a Bruxelles

Inquinata dall’amianto la sede di Strasburgo dell’Europarlamento

Di Redazione  •  Inserito in: Flash

Osservatorio sul Parlamento Europeo

Un’area dell’edificio “Wiston Churchill, il più vecchio dei due che compongono la sede di Strasburgo dell’Europarlamento è stata chiusa per una fuga di amianto. L’incidente, secondo quanto comunicato in una nota ufficiale, è avvenuto nel corso di lavori di ristrutturazione: la ditta incaricata ha praticato un foro in due pilastri isolati con amianto, nonostante la possibile presenza del minerale tossico fosse stata indicata nel contratto di appalto. Le analisi immediatamente eseguite hanno rilevato una contaminazione pari a 7 fibre per litro: il limite massimo ammesso è di 5 fibre.

“Dopo il crollo del tetto, ci mancava la fuga di amianto. Mi chiedo cos’altro debba succedere perché si elimini una volta per tutte la sede di Strasburgo”, ha commentato l’eurodeputato  (Gruppo ELD) Claudio Morganti.

“Sono anni che chiediamo l’eliminazione della doppia sede, ha sottolineato ancora Morganti, il quale tempo fa aveva già presentato un emendamento, approvato a stragrande maggioranza in sede plenaria, in cui si sosteneva l’opportunità di  abolire la sede dell’Europarlamento di Strasburgo e di concentrare l’attività parlamentare nella sede di Bruxelles.

A parte i disagi logistici che la doppia sede comporta per gli europarlamentari, la sede di Strasburgo, tenacemente voluta e difesa dalla Francia per motivi soprattutto di prestigio, determina  una duplicazione delle spese: il suo mantenimento comporta un ulteriore aggravio di 250 milioni l’anno.

Oltretutto anche la sede di Bruxelles avrebbe bisogno di una manutenzione straordinaria più tempestiva.

Anche nell’edificio di Bruxelles infatti c’è il rischio di crolli. Quasi una metafora della caduta di consenso che in molti Paesi si registra nei confronti dell’idea di un’Europa unita e soprattutto di un’unica moneta europea.

“Abbiamo l’emiciclo che è inagibile da mesi per delle lesioni nelle travi del tetto”, ha ricordato Morganti “ed a questo punto si decida tra i due edifici, e lo si ristrutturi evitando rischi di crolli o di altri incidenti. Spendere soldi per entrambi, in un momento di crisi come questo, è inaccettabile”.

A Morganti ha fatto eco l’eurodeputato Oreste Rossi, anche egli del Gruppo ELD,  che ha espresso la speranza che l’annosa questione della doppia sede del Parlamento europeo possa presto trovare una soluzione.

Rossi ha anche sottolineato che la prossima settimana,  nella riunione plenaria di Strasburgo, si voterà una relazione sui rischi dell’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro”. Il fatto che la si voterà in una sede parlamentare contaminata dall’amianto ha indubbiamente del paradossale, ma l’incidente occasionale finisce anche con l’avere il significato di un monito e richiama all’urgenza di un problema che le autorità locali, in particolare in Italia, finiscono spesso col trascurare, in particolare per quanto riguarda i controlli.

Dopo sette secoli in Italia vale ancora l’amara osservazione di Dante: “Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”.

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