Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 8588 volte 04 luglio 2013

Finmeccanica, la cultura del sospetto e gli ultrasettantenni

Di Redazione  •  Inserito in: Flash

 

Un vecchio proverbio romano ammonisce che “la gatta presciolosa fece i gattini ciechi”.  Tutto si può dire tranne che il ministero dell’economia nel comunicare i nomi del presidente e del consigliere di Finmeccanica chiamati a sostituire i dimissionari  Giuseppe Orsi e Franco Bonferroni sia stato “prescioloso”. Ci sono volute infatti tre assemblee dei soci prima che quei nomi fossero indicati e quelle nomine approvate dagli azionisti. Dal che è  lecito supporre che il nuovo presidente ed il nuovo consigliere di amministrazione,  gli occhi li hanno ben aperti.

Ambedue hanno dovuto superare un insistente fuoco di sbarramento. A impiombare l’ascesa del neopresidente Gianni De Gennaro c’era, com’è noto, l’art.2 della legge 215 del 2004, la cosiddetta “legge Frattini”, la quale prescrive che i membri del governo  per il periodo di un anno dalla cessazione della carica, non possono assumere cariche in società che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta nel governo. E De Gennaro fino al 28 aprile scorso è stato sottosegretario nel governo Monti, con delega sui Servizi segreti.

A permettere di superare l’ostacolo giuridico è stato un parere richiesto dal ministro dell’economia Saccomanni all’Antitrust (cui spetta anche la vigilanza sui conflitti d’interesse). E l’Antitrust ha giudicato che l’attività di Finmeccanica non opera “prevalentemente” in settori connessi coi Servizi segreti.

Gianni Dragoni sul “Il Sole-24 Ore” ha osservato che a salvare De Gennaro è stato un avverbio. Per la verità a salvare l’ex sottosegretario ed ex Capo della Polizia immaginiamo sia stato qualcos’altro.

Ciò premesso, va detto che la legge Frattini, pur animata dalle migliori intenzioni, è una legge sbagliata. Essa infatti è figlia della cultura del sospetto, più che della cultura giuridica.

La cultura del sospetto (esemplificata da Andreotti nel famoso “a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca) è parente stretta della cultura della delazione, vecchia quanto il mondo, che ha avuto uno dei suoi massimi esempi nella buca delle lettere anonime del palazzo ducale di Venezia.

E’ figlia della cultura del sospetto, la legge Frattini,  perché nasce dal sospetto che il rapido passaggio di un membro del governo ad una società che opera in settori connessi  a quelli di cui nell’esecutivo egli si occupava, avvenga a seguito di rapporti opachi o inconfessabili. E poco importa che magari “ci si azzecchi”.

Un Paese civile non può che informare le sue leggi alla cultura giuridica, la quale invece esige che ogni accusa sia provata, e presume l’innocenza finché non vi è una sentenza definitiva di condanna.

Ad impiombare invece  la nomina dell’altro consigliere, Dario Frigerio, rischiava d’essere uno dei “paletti” che  il ministro Saccomanni avrebbe voluto porre alle nuove nomine dei manager pubblici: che essi cioè non abbiano più di 70 anni. E Dario Frigerio, classe 1940, di anni ne ha 73.

Com’è noto poi il paletto è caduto, ed è bene che ciò sia avvenuto. Saccomanni certamente aveva la lodevole intenzione di svecchiare la dirigenza pubblica. Ma il limite di 70 anni è troppo basso.

La Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che – ci si perdoni l’espressione- “sta sul mercato” con indiscutibile successo da oltre duemila anni,  per i suoi Cardinali ha stabilito un limite, elastico, di età a 75 anni. Cioè è consuetudine che i Cardinali, arrivati a 75 anni, rassegnino le dimissioni, ed è consuetudine che il Papa li confermi nei loro incarichi per un minimo di due anni. E solo superato l’ottantesimo anno di età non hanno più diritto di voto in Conclave. Perché anche lo Spirito Santo, evidentemente, ha qualche difficoltà, superata  quell’età, a illuminarli.

Ma anche senza far riferimento alla bimillenaria saggezza di Santa Madre Chiesa, restando nell’ambito dello Stato Italiano, i magistrati di fatto vanno in pensione a 75 anni. Cioè a 72 anni dovrebbero  andare in quiescenza, ma su loro richiesta possono prorogare le loro funzioni per altri tre anni.

E così pure i professori universitari: restano in cattedra   fino a 72 anni. Per non parlare di noi giornalisti che – Montanelli docet, ma non è il solo- pontifichiamo sino a che non ci manda in pensione il Padreterno.

E che dire del Presidente della Repubblica Napolitano, riconfermato a furor di popolo alla verde età di 88 anni? La verità è che più della data di nascita dovrebbe contare la lucidità e l’intelligenza, anche e soprattutto per i manager pubblici.

Un tempo l’esperienza, la saggezza, l’equilibrio delle persone in là con gli anni erano considerati valori preziosi. Oggi è di moda il giovanilismo che ci giunge dagli Stati Uniti, non a caso Paese che di storia ne ha poca.

Per la verità anche da noi prima della guerra si cantava “Giovinezza, giovinezza”. Ma non è che poi sia finita bene. Purtroppo.

Non resta ora che augurare al presidente De Gennaro ed ai nuovi consiglieri un sincero buon lavoro. Con l’auspicio e la speranza che anche il governo si ricordi che Finmeccanica è uno dei pochi “campioni” rimasti del nostro sistema industriale, tanto più prezioso in quanto opera in settori strategici della tecnologia avanzata, e le dia quel deciso supporto politico di cui godono le grandi imprese degli altri Paesi.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 668 | Commenti: 197

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: